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Ivrea
11 Marzo 2023 - 00:45
Massimo Barbiero
Il flash mob in programma nella serata di sabato 16 marzo davanti al teatro Giacosa con conferenza stampa per spiegare in dettaglio il perché della fine del Open Papyrus Jazz Festival? Non si terrà!
Ha un groppo in gola Massimo Barbiero. Come gli avessero toccato un figlio. Come avesse perso un proprio caro e fors'anche di più...
"Quando abbiamo saputo - ci dice - la cifra che viene spesa per il concerto di Alice, e quella per Mogol non abbiamo potuto far altro che prendere atto della precisa scelta politica di far finire la cultura in questa città, a favore dell’intrattenimento. Sono scelte, legittime che poco o nulla hanno a che fare con la cultura, non andrebbe nemmeno spiegato...".
Secondo Barbiero il punto è che si stanno letteralmente buttando fuori dalla finestra dei soldi pubblici... "Va detto - spiega - che i biglietti sono omaggi distribuiti a tappeto a chiunque, e questo in periodo di elezioni non solo non ha rapporti con la cultura ma crediamo che sia perlomeno “discutibile” e che manchi di rispetto a tanti cittadini che hanno ancora un idea etica del denaro...".
E non finisce qui.
"Abbiamo capito - stigmatizza Barbiero -che la deriva era ormai senza speranza il giorno dell’inaugurazione delle statue di Mitoraj che, sia chiaro è artista di statura mondiale. Averle portate a Ivrea è stata una cosa importante, ma c’è un però ed è la presentazione in Sala Santa Marta, con un dj di radio Montecarlo (cappello sulle ventitre), rappresentanti di curia e forze dell’ordine. Sembrava di essere in una puntata di Don Matteo. Poi tutti in colonna come si fa con il santo patrono verso piazza Ottinetti, perché si doveva “fare il video” come ad un matrimonio. Il fondo si è toccato in piazza, con due palchetti vicini uno che distribuiva prosecco e l’altro con pianista e tenore (neanche presentati) che eseguivano arie verdiane, come fosse un dj set. Infine taglio del nastro di cui si sono acquistate varie tonalità di colore perchè doveva intonarsi al vestito dell’amministratore di turno...".
"Non ricordiamo nella nostra vita eporediese un simile imbarazzo. Nemmeno una Pro loco vola cosi basso, con il massimo rispetto per le Pro loco che - va detto - non hanno ambizioni di fare “cultura". E' stato come comprare caviale e champagne e poi apparecchiare con tovaglie di carta… Quel pomeriggio le risatine si sono sprecate nel silenzio assoluto di una città che rivendica di esser figlia di Adriano, la “città dell’uomo”. Finito il buffet le statue sono rimaste abbandonate alle arrampicate di bambini senza un briciolo di promozione. Definire grottesco tutto questo non è sufficiente...".
Morale?
"A che serve una ulteriore “battaglia” per di cultura a questa città? Un dibattito sulla cultura servirebbe, ma dalla fine dell’Olivetti in questa è città di conquista, si chiamano personaggi di vario tipo, scarti di una Torino che li ha bocciati… a “pensare” progetti. E questi furbi trafficanti, una volta compreso chi sono i loro interlocutori vendono le cose più imbarazzanti, e a prezzi triplicati concedendogli di non trattarli per quello che sono, barotti da paese che non distinguerebbero Beethoven da una Volskwagen. Sarebbe già tanto che se ne potesse parlare, che una riflessione toccasse le persone ancora pensanti di questo territorio. Vogliamo credere che visto tutti gli attestati di solidarietà che abbiamo ricevuto esistano e si vergognino di come Ivrea sia stata morsa a sangue nella sua storia. Il problema non è il jazz, la danza, la cultura, il problema è riconquistare una dignità...".
E la si chiude così!
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