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Ivrea

Senza "pare", Ceratti sbatte la porta e se ne va. S'è dimesso da coordinatore di Forza Italia

Non avrebbe digerito i "silenzi" sulla sua proposta di andare tutti insieme con il candidato a sindaco Stefano Sertoli.

Il segretario cittadino Vincenzo Ceratti al lavoro con la spatola per togliere gli adesivi di Forza Italia

Il segretario cittadino Vincenzo Ceratti al lavoro con la spatola per togliere gli adesivi di Forza Italia

Non avrebbe digerito i "silenzi" sulla sua proposta di andare tutti insieme con il candidato a sindaco Stefano Sertoli.

Non avrebbe accettato l'accusa di essere stato lui, con tutte le critiche inviate negli ultimi mesi all'indirizzo dell'attuale sindaco, in tandem (o in coppia) con la vicesindaca Elisabetta Piccoli, il motivo per cui ad un certo punto la decisione su chi candidare è finita al tavolo "provinciale" per poi essere trattata come la più semplice delle spartizioni: Orbassano a Forza Italia, Pianezza alla Lega e Ivrea ai Fratelli d'Italia.

Ceratti avrebbe voluto candidare a sindaco la vicesindaca Elisabetta Piccoli ma Fratelli d'Italia non l'ha mai voluta e Forza Italia aveva già optato per ricandidare il sindaco azzurro di Orbassano

Morale?

Pare (anzi senza "pare") che il coordinatore cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti si sia dimesso per garantire il suo appoggio al Terzo Polo. La notizia ha già ricevuto tutte le necessarie conferme non foss'altro che sta girando da qualche ora sui telefonini di mezza città e c'è chi se la ride e c'è chi se la gode. Qualcuno pare (e qui il "pare" ci sta) lo abbia visto mentre "sradicava" con "forza" e con "rabbia" tutti gli adesivi della sede inaugurata alcuni mesi fa a due passi da piazza di Città.

Insomma continua la telenovela nel centrodestra che - bene dirlo - ancora non ha un nome da gettare nell'arena politica nonostante manchino al voto due mesi o poco più.

Pare di capire (e questo è forse un "pare" di troppo) che "riprendere Sertoli" per come sono andate le cose sia stato impossibile. Lo è perchè il livello dello scontro innescato proprio da Ceratti, era arrivato ad un punto di non ritorno e nessuno dei coordinatori provinciali si sarebbe mai presentato davanti all'altro con il cappello in mano, per dire "dai facciamo la pace". 

Insomma la politica è scienza e l'impressione del "provinciale" è che a Ivrea l'abbiano scambiata per il "Monopoli" con gli "imprevisti" e le "probabilità" dove lo scopo è restare l'ultimo giocatore, mandando in bancarotta tutti gli altri. A causa della lunghezza del gioco, si può anche impostare una "partita a tempo" ma Ceratti non ha resistito, ha preso i dadi e se n'è andato. Lui non gioca più! 

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