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POLITICA
05 Dicembre 2022 - 16:53
La consigliera comunale di Torino Caterina Greco ha scritto un lungo post sulla situazione del Partito Democratico: “Siamo un partito di depressi, incapace di pensare ad un noi collettivo..."
Il PD è morto? Ma perché distruggere così il mio Partito? Io non ci sto, lo difenderò con tutte le mie forze, ma il fatto che in tivù ne parlino allo stesso modo e anche suoi quotidiani, questo non aiuta”.
La settimese Caterina Greco consigliera di Città Metropolitana difende a denti stretti il Partito Democratico, che nelle ultime settimane, soprattutto dopo la sconfitta delle elezioni politiche, non riesce a risollevarsi da una situazione di stallo. Adesso si aspetta il congresso per eleggere il nuovo segretario che prenderà il posto di Enrico Letta.

Enrico Letta
“Venerdì sera – ha raccontato Greco - alcuni amici elettori del PD mi hanno detto in faccia che il Partito Democratico è morto e che in queste condizioni non lo voteranno più. Ho ribattuto, con i valori in cui credo perché rappresento questo partito e ho ruoli istituzionali in cui il partito stesso si riconosce. Sono arrivata a casa ho acceso il televisore e in più canali trovo rappresentanti di livello nazionale intervistati a diverso titolo che con grande spirito di abbattimento rispondono come se fossero al funerale del PD. Anche candidate e candidati segretari in pectore sciorinano frasi fatte e sembrano interpretare un film di animazione piuttosto che rappresentare leadership vere”.
La consigliera di Città Metropolitana ha sottolineato anche il fatto che sui social si è imbattuta in articoli che hanno titolato: “Non serve un nuovo partito ma un partito nuovo”, “Il partito del potere per il potere”, “Un partito chiuso in se stesso”, “Incapace di reagire”, “Crollo nei sondaggi” e via di questo passo. E così anche militanti e iscritti al PD che lei conosce personalmente scrivono post dello stesso tono.
Allora Greco ha deciso di scrivere pubblicando sulla sua pagina facebook un lungo post: “Voglio reagire, combattere, progettare, organizzare, mettere idee e forza per non distruggere il mio partito. – si legge nel post - Capisco l’amarezza per aver perso le elezioni politiche. Realizzo che in questo momento sono tutti contro il PD perché al PD si sta chiedendo di andare oltre e di fare il partito democratico, di riempire di sinistra il campo progressista e di riprendersi la leadership dell’opposizione all’attuale governo di destra. Ma mi chiedo se i primi a non crederci sono proprio chi si candida a guidarlo questo partito?”.
E ancora: “Abbiamo bisogno di gufi o di vere donne e di veri uomini per vincere la battaglia del futuro? Siamo un partito di depressi. Incapaci di pensare ad un noi collettivo e seriamente impreparati a gestire fasi delicate come questa. E non è mica colpa delle correnti. Se le correnti fossero così forti da poter guidare questo processo a quest’ora non avrebbero già ripreso in mano il partito e portato avanti i loro schemi? Se da quello che si percepisce le correnti in ordine sparso stanno ricorrendo questo o quel candidato perché intanto non sono capaci di esprimerne uno loro e poi perché sono deboli, anzi debolissime. Allora ripartiamo da noi! Da noi stessi. Perché non esiste il salvatore “solo” o la salvatrice “sola” del partito. Perché crediamo che senza il Partito Democratico l’Italia sarà meno democratica, con più disuguaglianze e meno diritti. Perché al di fuori del PD c’è la desertificazione delle politiche pubbliche su sanità, scuola e lavoro. Perché senza il PD non c’è Europa e politiche comuni”. Poi ha fatto riferimento al manifesto centrato su quattro articoli della Costituzione: Art. 3 libertà e uguaglianza dei cittadini; Art. 4 il diritto al lavoro; Art. 32 tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività con la sanità pubblica; Art. 34 la scuola aperta a tutti gratuita e pubblica. “È così difficile incentrare le nostre proposte e il nostro manifesto su quattro temi fondamentali? Non credo. Abbiamo intelligenze sufficienti per dimostrare che ne siamo capaci. E smettiamola di inseguire gli altri, di cercare sponde, alleanze e ticket e percentuali nei sondaggi. Ripartiamo da tre parole: noi, insieme, vinceremo. Questo è il PD. Questo è il PD a cui appartengo e per il quale vale la pena di lottare” ha concluso Caterina Greco.
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