Sono circa dieci, tra mamme e bambini, i rifugiati ucraini arrivati a Settimo Torinese. Al momento le donne con i propri figli sono stati accolti dalle famiglie accoglienti settimesi. Questa settimana, però, potrebbero essere spostati negli alloggi messi a disposizione dal Comune. Infatti, la scorsa settimana la Prefettura ha chiesto di effettuare dovute verifiche all’interno delle case per consentire il trasferimento dei rifugiati ucraini.
Sono 5.414 i profughi ucraini accolti attualmente in Piemonte, fotografia di una situazione dinamica che vede affiancarsi al flusso di persone in arrivo sul territorio regionale quelle che, dopo un momento di prima accoglienza, proseguono dal Piemonte verso altre destinazioni. Di questi 4.508 sono ospitati presso la rete di accoglienza spontanea familiare o di conoscenti o delle realtà sociali del territorio, 493 nelle strutture individuate dalla Protezione Civile regionale, 413 nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e attraverso il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) sotto il coordinamento delle Prefetture.
“La Prefettura ha chiesto la verifica degli alloggi che noi abbiamo messo a disposizione per accogliere le donne con i bambini che sono fuggiti dalla guerra e che in queste settimane sono arrivati a Settimo – ha detto la sindaca Elena Piastra - Quasi certamente le persone che sono già accolte dalle famiglie settimesi da settimane verranno "tecnicamente" trasferite nel cas, per alleggerire i costi delle famiglie accoglienti e gestire il percorso di autonomia”.
Intanto, la Regione Piemonte ha fatto sapere che è stato pubblicato l’avviso per l'acquisizione di manifestazioni di interesse rivolte ad enti del Terzo settore, ai Centri di servizio per il volontariato, agli enti e alle associazioni iscritte al registro e agli enti religiosi civilmente riconosciuti, per le attività di accoglienza diffusa a beneficio delle persone richiedenti la protezione temporanea. Sono previste forme e modalità per offrire servizi di assistenza e accoglienza attivabili nel limite massimo di 15.000 unità a livello nazionale. È previsto il coinvolgimento dei Comuni alle attività di accoglienza diffusa.
Il Piemonte ha recepito l’ordinanza firmata dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che stabilisce un contributo di sostentamento ai rifugiati ospitati in accoglienza diffusa presso famiglie, amici e conoscenti pari a 300 euro mensili pro capite e un contributo addizionale mensile di 150 euro per ciascun figlio minorenne per la durata massima di tre mesi dall’arrivo in Italia.
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