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SETTIMO TORINESE Settimo pronta ad accogliere i rifugiati ucraini

SETTIMO TORINESE Settimo pronta ad accogliere i rifugiati ucraini

Guerra in Ucraina

“Settimo ha risposto dando la disponibilità all'accoglienza” è quanto afferma Elena Piastra, sindaca di Settimo Torinese. La città è pronta per accogliere i rifugiati ucraini che stanno fuggendo dalla guerra. I profughi ucraini stanno per arrivare anche in Italia. Il governo sta stilando il Piano per l’accoglienza, senza dimenticare che fino al 31 marzo l’Italia si trova in uno stato di emergenza sanitaria per il Covid. Ancora una volta Settimo è pronta ad accogliere i rifugiati, questa volta quelli provenienti dall’Ucraina dopo l’aggressione che il loro Paese ha ricevuto da parte della Russia. Il 24 febbraio scorso Putin ha iniziato ad invadere l’Ucraina con le sue truppe militari. Una guerra che dopo appena dodici giorni ha già versato tantissimo sangue. Sono migliaia le persone, soprattutto donne e bambini, che fino a questo momento sono fuggiti dalle città ucraine.
Settimo Torinese La Sindaca Elena Piastra
“Settimo si è detta pronta all’accoglienza – ha detto a La Voce Elena Piastra - secondo i canali nazionali che ben conosciamo. Credo che il governo nazionale dovrebbe aprire prima possibile i posti dell'accoglienza diffusa, dando priorità all'accoglienza famigliare, date le caratteristiche di questa accoglienza”. Al momento, la maggior parte dei profughi già arrivati in Italia ha trovato ospitalità nella rete familiare della comunità ucraina, che in Italia, su 248.000 residenti, conta ben 190.000 donne. "Le Prefetture hanno aperto un modulo per le manifestazioni di interesse, ma ora bisognerebbe dare priorità all'accoglienza diffusa ovvero – sottolinea Piastra - aprire i posti del SAI che possono dare le risorse che serviranno per aiutare le famiglie che stanno accogliendo. L'accoglienza sarà lunga e le persone avranno bisogno di sostegno economico” conclude la sindaca. Per ora la maggior parte dei rifugiati ha trovato accoglienza presso famiglie a loro vicine e alle economie dei singoli privati. Ma tra pochi giorni l’emergenza umanitaria crescerà ancora di più.
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