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SETTIMO TORINESE Fenomeno femminicidi: in aumento le donne che hanno chiesto aiuto al Cav di Settimo

SETTIMO TORINESE Fenomeno femminicidi: in aumento le donne che hanno chiesto aiuto al Cav di Settimo

In foto, la presidente dell’associazione “Uscire dal Silenzio”, Paola Ferrero

In aumento le donne vittime di violenza. In aumento i femminicidi. I casi nel 2021 sono aumentati, la percentuale è cresciuta dell’8 per cento rispetto all’anno precedente. Anche nel Centro antiviolenza di Settimo Torinese sono aumentate le donne che hanno chiesto aiuto: 10 donne in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 38 donne che si sono rivolte al Cav. “Dalle giovani donne alle pensionate, le richieste di aiuto crescono e quello che chiediamo alle forze dell’ordine è di utilizzare il braccialetto elettronico”. A dirlo è Paola Ferrero presidente del Cav di Settimo. Il reddito di libertà c’è, ma i fondi sono esauriti: “Abbiamo fatto richiesta per alcune nostre donne, ma i fondi erano stati già esauriti. Attendiamo quelli nuovi”. Il Centro antiviolenza di Settimo comprende il bacino di San Mauro, Gassino, Leinì, San Benigno, Borgaro, Caselle, Mappano. Sicuramente il bacino oggi più ampio ha fatto innalzare il numero delle donne che hanno chiesto aiuto al centro settimese: “C’è ancora tanto a lavorare, abbiamo più casi da seguire, le donne che chiedono aiuto sono di tutte le età, dalle giovani donne 18enni alle pensionate di 65 anni. Abbiamo circa 50 telefonate al mese di richieste di aiuto, di ascolto e una ventina di email, che è diventato un mezzo molto più sicuro, poiché si riesce a scrivere con più tranquillità”. Alle 38 donne del 2021 si aggiungono altri 18 casi seguiti dal Cav relativi agli anni precedenti. Lo avevamo già annunciato qualche tempo fa, in pandemia, i femminicidi e le richieste di aiuto delle donne vittime di violenza, sono aumentate. L’emergenza pandemia ha prodotto, come tutti i dati dimostrano, un aumento della violenza di genere all’interno delle famiglie. Di queste violenze sono vittime dirette anche i bambini e le bambine, a partire dagli orfani dei femminicidi, fino a tutti coloro che ogni giorno affrontano all’interno delle proprie case quella che viene definita violenza assistita, una forma silenziosa e costante di violenza che mina il loro equilibrio psicofisico ed è in grado di produrre effetti gravissimi lungo tutto il corso della vita. “I bambini dono vittime insieme alle mamme – continua Ferrero – I minori continuano ad essere in mezzo alle tragedie e molto spesso trascurati in quanto si pensa che “loro non si accorgono di ciò che accade”. Purtroppo non è così – sottolinea ancora – Quando poi crescono ci sono i veri problemi. In quel momento parliamo di traumi. Bisognerebbe lavorare di più su questo aspetto. Bisognerebbe avere un percorso psicologico da seguire dopo aver accertato la violenza. I bambini insieme alle mamme. Purtroppo i fondi che ci sono oggi non bastano, sono insufficienti”. Indispensabile sarebbe rafforzare la rete per sostenere le donne e i bambini vittime di violenza assistita Il Cav di Settimo conta 25 membri tra socie e operatrici: “E’ un buon gruppo – continua Ferrero – lavoriamo molto bene, c’è sinergia e partecipiamo spesso ai corsi di formazione, uno degli ultimi, molto importante è stato quello sulla “Supervisione educativa”. Dobbiamo ritornare con i progetti nelle scuole, sospesi a causa del Covid, speriamo di riprenderli a settembre”. “Cosa vuol dire quando si definisce il maltrattante ‘è una brava persona’? nelle ultime settimane l’ho letto su tanti giornali in riferimento ad un tentato femminicidio. Come si fa – si chiede ancora Ferrero – a chiamare una prsona che ha tentato di ammazzare un’altra persona ‘una brava persona’? Non si può, non si deve cadere in questo errore”. Un progetto importante che il Cav di Settimo è riuscito ad ottenere nell’ultimo anno è una collaborazione con l’agenzia del lavoro Sinergy: “E’ un progetto importante perché aiutiamo le donne nella ricerca del lavoro e nel loro inserimento lavorativo, soprattutto per tutte coloro che si trovano in una situazione di estrema fragilità e che sono disoccupate”. Un altro aiuto da parte dello Stato alle donne vittime di violenza è il reddito di libertà: “Abbiamo inolrato cinque domande, ma purtroppo ci sono ritornate tutte indietro perché i fondi erano esauriti. Quindi ora bisognerà aspettare quelli nuovi”. Il reddito di libertà (RdL) mette a disposizione un aiuto economico di 400 euro al mese al massimo per un anno, ed è rivolto a donne vittime di violenza e in difficoltà.  
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