AGGIORNAMENTI
Cerca
25 Gennaio 2022 - 15:41
Un gran lavoro per preparare 250 pasti (foto Tancredi Pistamiglio)
SETTIMO TORINESE. La bontà ha raggiunto le famiglie in difficoltà anche quest’anno. Domenica 23 gennaio, le cucine del ristorante “Ultimo Borgo” di strada Cebrosa ha aperto le sue cucine per confezionare ben 250 pasti da servire a circa 80 famiglie. Le porzioni sono state portate direttamente dai volontari con le loro auto: i destinatari sono settimesi che fanno parte dell’anagrafica della Caritas. Il menu era prelibatissimo: risotto porri e fonduta, stracotto con polenta e patate, dolce, caffè, frutta.
Tutte le materie prime da trasformare nelle cucine sono state messe in campo da Gabriele Santolin, chef del ristorante “Ultimo Borgo” in collaborazione con suo fratello Roberto, da Franco Santolin, cuoco del ristorante “Come una volta” di via Cascina Nuova, e da tante altre realtà del territorio che hanno generosamente aderito a questo progetto. “I volontari sono tanti, così da poter raggiungere rapidamente le famiglie - dice Pasquale Dell’Aquila, coordinatore della Caritas - siamo circa un centinaio in tutto, suddivisi in equipaggi da due persone con auto a disposizione per consegnare i pasti ancora caldi. Tra i destinatari non ci sono soltanto nuclei familiari numerosi ma raggiungiamo anche situazioni di fragilità e di solitudine”. Si sta creando un sistema di attenzione verso le fasce deboli grazie ad iniziative come questa e come quella di “Love Food”, in cui sono coinvolti i cuochi dell’Enaip e il Rotary Club a far da collante tra i supermercati che hanno aderito al progetto di convertire le eccedenze alimentari in piatti caldi. “In questo modo, si sta creando una nuova sensibilità - conclude Pasquale dell’Aquila - . La solidarietà, all’Enaip, è diventata una materia di studio. E questa iniziativa trasforma la domenica davvero in un giorno di festa e di condivisione”.
Domenica scorsa, si è ricostituita la squadra degli chef Santolin: durante le festività natalizie del 2020, in piena pandemia, Franco Santolin, chef del Ristorante “Come una Volta” di via Cascina Nuova, aveva voluto dare un segnale: “Vorrei cucinare un pasto per le persone colpite dalla pandemia e dalla crisi”. Al suo appello avevano risposto i suoi figli Gabriele e Roberto, rispettivamente cuoco e responsabile di sala del Ristorante “Ultimo Borgo”. La prima esperienza era stata condotta nella trattoria di via Cascina Nuova, ma gli spazi più ampi del ristorante di strada Cebrosa hanno convinto tutti a trasferire la base operativa. Ed è stato un grande successo. Per l’occasione, sono stati cotti 25 chili di riso, 60 chili di carne, 18 chili di polenta. Tutto lo staff ha operato al massimo della velocità, con passione e sorrisi. “Abbiamo aggiunto anche due torte per due bambini che festeggiavano il compleanno - dice Gabriele Santolin - le abbiamo realizzate proprio noi per l’occasione, ma in ogni sacchetto ci sono anche delle porzioni di pandoro farcito con crema chantilly e dei “cri-cri”, le praline di cioccolato con nocciola, oltre al pane e ad un sacchetto di caffè. E non finirà qui”.
Infatti, quest’anno c’è l’intenzione di raddoppiare: “Torneremo a cucinare domenica 13 febbraio in occasione del San Valentino - conclude Franco Santolin - . L’anno scorso avevamo preparato circa 250 pasti. Quest’anno vogliamo arrivare a 500. E’ giusto così”.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.