La scorsa settimana si è autocandidato, qui, su questo giornale. Nel giro di 7 giorni la sua candidatura potrebbe essere già “morta”. È questa la situazione del segretario uscente del Partito Democratico, DarioD’Ignoti, in vista del congresso cittadino (previsto tra il 7 e il 21 di febbraio).
“Io - raccontava la scorsa settimana sulle colonne de La Voce - ho preso il partito in una situazione in cui non si sapeva che avremmo vinto le elezioni, eravamo ben distanti dalle amministrative, c’erano da affrontare delle primarie che hanno portato non poche difficoltà. Poi c’è stato un lavoro, anche da parte mia, di ricucitura, di ripresa, per far comprendere l’importanza del momento, per poter giungere alle amministrative che abbiamo vinto con unione e con la compattezza della coalizione. Il Pd è risultato essere il primo partito della città, ho ottenuto dei risultati, sarei il più titolato a ripresentarmi per portare avanti il partito. Ci sto pensando”.
La ricostruzione di D’Ignoti, però, non ha convinto praticamente nessuno tra i big del partito. Anche perché, è vero, il centrosinistra ha vinto le elezioni, ma è anche vero che, caso rarissimo in tutta Italia, a San Mauro il candidato del Pd (all’epoca Luca Rastelli, oggi assessore) ha perso le primarie del centrosinistra contro una civica (l’attuale Sindaca Giulia Guazzora).
Se c’è chi fa melina c’è anche chi, chiaramente, è pronto a dire che “No”, D’ignoti proprio no.
“Invece che venirlo a sapere all’interno del partito - commenta l’ex segretario del Pd, oggi consigliere di maggioranza, Matteo Fogli - l’ho letto dal giornale. Speravo che le cose tipo: “Mi candido a fare il Sindaco”, senza informare i suoi, fossero il metodo di Bongiovanni. Speravo D’Ignoti ne parlasse prima con il circolo invece che farla uscire sui giornali. Non so quanto sostegno avrà all’interno del circolo, è una candidatura ma spero ci siano delle alternative perché non credo sia la figura giusta per guidare il partito da qui in avanti, non su base personali ma politiche”.
Fogli ha, infatti, una lettura diversa dall’attuale segretario.
“È una candidatura - prosegue - che non mi scalda il cuore, per quanto lui si intesti questi meriti è mancato fino ad oggi un confronto politico su quello che è successo negli ultimi mesi. Mi aspetto candidature diverse, lui ha tutto il diritto di proporsi, anzi sarebbe anomalo se non lo facesse. Sono passati, però, più di sei mesi dalle primarie, la situazione è diversa, abbiamo vinto le elezioni, questa cosa aiuta, le cose sono archiviate ma serve discuterne. Altrimenti c’è il rischio che vengano fuori nuovi problemi. Io mi sarei aspettato che il segretario dicesse che il congresso sarebbe stato un momento per fare politica. Anche perché con la pandemia i momenti per confrontarsi sono venuti meno. Dire che il Pd è stato il primo partito è vero ma forse manca qualcosa alla spiegazione. La realtà è che sembrava che il Pd le stesse sbagliando tutte a San Mauro e invece ce l’ha fatta”.
E su candidatura alternative l’ex segretario commenta così:
“È difficile da dire, se non ci si avvicina al congresso parlandosi è complicato capire che aria tiri. Con un partito fatto da una sessantina di iscritti, se non c’è modo di confrontarsi, è difficile che al di là della candidatura ereditata per continuità possa venire fuori altro”.
In ogni caso serve una visione politica che, secondo Fogli, D’Ignoti non ha avuto.
“Chiunque si candidi - continua Fogli - deve dirci che visione del circolo ha, questa cosa dal momento della sua elezione è mancata. Lui è entrato in un periodo in cui ha dovuto sostituirmi con urgenza, c’era alta conflittualità, però la visione degli obiettivi di D’Ignoti il circolo non ce l’ha. C’è gente come Rudy Lazzarini e Germana Lionello che tengono a questo appuntamento e mi piacerebbe che si prendesse il tema e si affrontasse come tema senza aspettare l’oracolo del giorno: vado a messa, vedo il candidato e finisce lì. In ogni caso solleciterò il partito a discutere della cosa per arrivare ad una definizione che non per forza deve essere una candidatura unitaria”.
Si iscrive al partito di “ci vorrebbe una donna”, il capogruppo del Pd, RudyLazzarini.
“Io credo - interviene - che occorra cercare di rimettere insieme tutte le parti che sono dentro il Pd con l’idea di superare le divisioni che ci hanno visto contrapposti con le primarie. Per superare quelle divisioni serve una persona che sappia unire, io ho già scritto a tutti gli iscritti questa mia riflessione. Forse occorrerebbe superare questa visione indicando in maniera definitiva la guida del partito in una figura femminile. Le donne al nostro interno sono importanti, ce ne sono diverse che possono ricoprire questo ruolo. Dopo di che sono disponibile a sostenere chiunque garantisca il superamento delle divisioni per garantire il governo della città, senza creare problemi all’amministrazione, alla giunta e alla nostra sindaca. Non dobbiamo cadere negli errori del passato. Dobbiamo avere quel tipo di responsabilità. Credo serva una figura unitaria che abbia la capacità di ricostruire un partito unito nel vero senso della parola. Serve riprendere i ragionamenti con tutti gli iscritti che hanno visto con entusiasmo la vittoria di Guazzora. Non è il momento di fare la conta ma serve mettersi a lavorare per un partito che sappia sostenere la nostra giunta. Se D’Ignoti è in grado di fare questa cosa qui ben venga ma occorre che si faccia”.Resta “coperta” una delle decane del Partito Democratico, la Presidente del Consiglio, MariaVallino.
“Noi - spiega - non ne abbiamo ancora discusso, pare che gli organismi metropolitani si scioglieranno a fine mese e quindi non ci siamo ancora confrontati. Detto ciò: è ovvio abbiamo un segretario uscente che ha portato il partito a quella cifra e a vincere, poi si parlerà e si vedrà se questa disponibilità di D’Ignoti sarà condivisa da tutti. Non sono contraria ad una sua candidatura, l’importante è che non ci siano candidature divisive. L’unanimità del partito? Neanche Mattarella l’ha avuta”.
Sulla stessa linea della Vallino anche la vice Sindaco, KatiaVenturi (da sempre etichettata come minoranza del partito, in quanto sostenitrice di Giulia Guazzora alle primarie del giugno 2021.
“Ho appreso - precisa - dalle pagine della Voce la notizia secondo la quale D’Ignoti valuterebbe di ricandidarsi al prossimo congresso. Non ho notizie di candidature ufficiali. Chi si candiderà, D’Ignoti o un altro candidato, dovrà presentare un documento politico che sarà al centro della discussione congressuale. Il 21 la direzione provinciale approverà il regolamento e a quel punto si darà il via al percorso congressuale”.
Tra i consiglieri c’è anche chi deve ancora farsi un’idea.
“Io - commenta AnnaBarbero, consigliera del Pd - non so quando faremo il congresso, se ne discuterà in quella sede,ora non so dare un risposta su D’Ignoti, non ne abbiamo parlato neanche dentro il partito”.
Vuole tempo, invece, l’assessore LucaRastelli.
“Io - interviene - non me ne sono occupato ancora, ho chiesto di rimanere fuori da questa situazione almeno fino a quando non mi arriva il dirigente per i lavori pubblici. Spero che il congresso venga spostato. Mi preoccupa perché i tempi sono stretti”.
L’unica a schierarsi, senza se e senza ma, con D’Ignoti è GraziellaNicosia, consigliera comunale del Pd.
“D’Ignoti - spiega - è abbastanza fresco di nomina, è arrivato in una situazione estremamente difficile, un contesto confuso, non precisamente di buoni compagni. Lui si è costruito e abbiamo raggiunto buone e cattive situazioni insieme, questo non vuol dire che non si possa riproporre. Abbiamo vissuto insieme momenti complicati e di passione, serve un po’ di stabilità altrimenti cambiano i segretari ogni tre per due come i governi italiani. È stato nominato nel 2020, sono quasi più le volte che l’ho visto da remoto, per colpa della pandemia, che di persona. Io sono ben lieta che lui abbia dato la sua disponibilità”. Insomma, a sentire le dichiarazionidi assessori e consiglieri del Pd le possibilità di D’Ignoti, di essere riconfermato, al momento, sembrano ridotte al lumicino. Il Pd sanmaurese, dunque, si appresta a cambiare l’ennesimo segretario. Tra le principali indiziate per prendere il suo posto c’è la consigliera del Pd, Anna Maria Barbero.
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