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17 Dicembre 2021 - 10:50
La protesta di fronte all'ufficio scolastico regionale
Venerdì 10 dicembre, di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale a Torino, si è svolto un vivace e combattivo presidio di lavoratrici e lavoratori della scuola in sciopero organizzato da CUB Scuola Università Ricerca e Cobas della Scuola. Venerdì hanno infatti chiuso, per mancanza del personale in sciopero in cui non si poteva garantire la sicurezza degli alunni, la scuola Rodari e la Andersen.
Erano presenti molti gruppi di insegnanti con i cartelli che denunciavano con forza le situazioni gravissime che stanno vivendo i lavoratori, gli studenti, e le famiglie.
“Si tratta di un segnale importante - hanno detto Giulia Bertelli, dei Cub Sur Torino e insegnante a Settimo nel Comprensivo II, e Giuseppe Iaria, segretario dei Cobas scuola Torino - visto che siamo consapevoli che la vertenza per il contratto della scuola, per l’assunzione dei precari, per la difesa della scuola pubblica è solo all’inizio. Il mondo della scuola è stanco di retorica e di promesse vuote, perciò rivendichiamo un immediato cambio di rotta. Senza ulteriori indugi si devono aprire dei cantieri in ogni istituto per metterlo a norma”.
“Quello che serve - hanno aggiunto - è la stabilizzazione immediata dei precari, il rinnovo del contratto con consistenti aumenti salariali per il personale il cui stipendio è fermo da 12 anni, l’abolizione dei vincoli alla l’internalizzazione dei servizi affidati all’esterno e la stabilizzazione del personale Covid (docenti e ATA). Pretendiamo scuole sicure, cioè più aule e personale con meno alunni per classe e più trasporti. Vogliamo una didattica aperta, critica e rispettosa dei diritti. Chiediamo libertà di movimento per gli insegnanti neo assunti o trasferiti e il diritto alla formazione in servizio. Invece del ricatto “o vaccino o lavoro”, che non serve per una categoria che ha già aderito volontariamente e in massa alla campagna vaccinale. Ci vogliono efficaci misure di contenimento quali presidi sanitari permanenti nelle scuole, valide misure di protezione individuale e di distanziamento, sanificazione e ventilazione forzata degli ambienti, tutele per studenti e lavoratori “fragili”. Rifiutiamo l’Autonomia differenziata e ogni forma di regionalizzazione della scuola e dei servizi pubblici, cui preferiamo l’uguaglianza dei diritti e dei servizi su tutto il territorio nazionale. Da troppi anni la nostra scuola è stata sistematicamente sottofinanziata e lasciata in balìa di governanti incompetenti che hanno inanellato un flop dopo l’altro. Basti ricordare i banchi a rotelle, lo scandalo delle mascherine, il disastro delle GPS, la conferma degli organici con i parametri pre-covid”.
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