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17 Dicembre 2021 - 10:41
Alessandra Girard
Si tratta di difficoltà specifiche di cui possono soffrire i bambini e che possono rendere difficoltoso il percorso di apprendimento scolastico. Queste possono essere tranquillamente gestite e affrontate, consentendo ai bambini di bypassare il problema e svolgere percorsi didattici del tutto normali, seppur adattati alle loro esigenze particolari. Per ottenere risultati, tuttavia, la diagnosi deve essere precoce, in modo che tutti, dai genitori agli insegnanti, possano mettere in campo gli strumenti adatti.
«Tutti gli alunni delle seconde elementari di Settimo parteciperanno allo screening – spiega l’assessore alla scuola Alessandra Girard – Con il supporto di una piattaforma specifica, Giada Erickson, i bambini affronteranno un test che darà immediatamente un risultato. Non dirà se lo studente è ad esempio dislessico o discalculico, ma fornirà alcune indicazioni che possono evidenziare un sospetti disturbi dell’apprendimento. Per i singoli bambini in qualche modo “a rischio”, la piattaforma indicherà degli esercizi specifici di potenziamento da svolgere entro la fine dell’anno. Alla fine del percorso, i test verranno ripetuti e a questo punto, se i problemi non saranno stati superati, si potrà procedere con la diagnosi vera e propria che andrà fatta, come prescrive la normativa, dall’ASL».
La diagnosi dà diritto all’accesso a vari strumenti di supporto (laboratori, attività formative, eccetera) ma spesso questa avviene “per caso”. Tipicamente che un bambino è dislessico se ne può accorgere l’insegnante, se particolarmente attento oppure adeguatamente formato.
«Rendere sistematico lo screening sarebbe fondamentale – aggiunge Girard – Per questo a Settimo abbiamo attivato uno strumento “a tappeto” su tutti i nostri ragazzi. Questo approccio che tende ad anticipare la diagnosi si è rivelato particolarmente efficace, perché un riconoscimento tardivo del disturbo può creare strascichi psicologici e didattici rilevanti per i bambini. Mentre invece un potenziamento immediato reca grandi benefici».
Settimo da tempo ha avviato un percorso di supporto agli studenti DSA che si appoggia su Biblioteca Archimede, dove esiste lo sportello DSA che accoglie fra le 70 e le 80 famiglie ogni anno. Qui i bambini e i genitori possono avere accesso a colloqui specifici con uno psicologo. «Inoltre in biblioteca abbiamo strumenti specifici destinati ai bimbi con DSA e disponibili gratuitamente – aggiunge Girard – Libri, software, computer che si possono usare liberamente e che sono utilissimi nell’affrontare i problemi. Inoltre organizziamo corsi di formazione per insegnanti, educatori e genitori che insegnino ad affrontare i DSA nel modo più efficace»
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