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SAN RAFFAELE CIMENA. Aperto un tavolo tecnico per realizzare la Gronda Est

SAN RAFFAELE CIMENA. Aperto un tavolo tecnico  per realizzare la Gronda Est

La tangenziale di Torino verrebbe collegata con la Torino Piacenza

SAN RAFFAELE CIMENA. C’era anche il Sindaco, Ettore Mantelli, lo scorso fine settimana, a Chieri, per l’incontro su quella che dovrebbe essere la nuova “Gronda Est”. Un’infrastruttura che dovrebbe passare proprio anche da San Raffaele Cimena. 

Non siamo entrati nel dettaglio - spiega - ma abbiamo iniziato a discuterne con il Comune di Chieri. Ad oggi abbiamo detto di mantenere un tavolo tecnico aperto in modo tale che nel momento in cui ci fosse la possibilità di agire saremmo pronti. Ci siamo detti disponibili a valutare le opportunità, valutarne gli impatti e dare quei paletti necessari per procedere.

Non abbiamo ancora deciso se si tratterà di una semplice rivisitazione di ronda o altro. Certo una vera e propria tangenziale con tanto di casello mi pare non fattibile mentre magari una gronda più piccola forse potrebbe essere possibile. Oppure come ultima scelta c’è la possibilità di vedere la viabilità attuale e modificarla ma lì ci sarebbero criticità importanti nell’area di Castiglione”.

Sembrava un argomento morto e sepolto dopo la sua esclusione dai progetti presentati dalla Regione nel Recovery Plan piemontese. E, invece, la ormai nota questione della “Tangenziale Est” è di nuovo tornata in auge, tutto grazie al Pums (il piano urbano della mobilità sostenibile) della Città Metropolitana di Torino. 

Cambiano i nomi ma l’esigenza sembra essere la stessa come si legge nel documento dove si parla della “necessità di ripensare la rete stradale collinare torinese e di prevedere il potenziamento della gronda est, per evitare il passaggio di tir e autoveicoli ingombranti in strade non adatte e sicure, che vengono estremamente danneggiate quotidianamente (esempio della rete stradale del Chierese)”. Una bretella che dovrebbe partire dal chierese (all’uscita dall’autostrada), passare per Gassino e ricollegarsi con la tangenziale di Torino.

Argomento, quest’ultimo, ormai escluso da troppi anni dal dibattito politico, ma che continua a rappresentare per il chierese, per il chivassese e  la collina in particolare, ma per l’intera area metropolitana di Torino in generale, un grave deficit infrastrutturale.

La Città Metropolitana di Torino si struttura su un territorio ampio e articolato, che ha bisogno di collegamenti infrastrutturali all’altezza di questa complessità. 

L’attuale sistema di tangenziali intorno alla città non soddisfa le esigenze di gran parte della collina, che con la Tangenziale Est (o Gronda est) sarebbe invece finalmente connesso con la Torino Piacenza, la Torino Milano e avrebbe una direttrice anche verso Aosta.

Il Chierese e tutto il sistema produttivo ad Est del torinese meritano di essere messi al centro della viabilità di Torino e Piemonte. 

Per questo, i sindaci, sono pronti fare squadra per puntare sul progetto.

Un qualcosa di fondamentale per tutta l’area della collina. Un progetto che, finalmente, potrebbe anche togliere i tir dalle strade.

Ormai, infatti, da anni, i cittadini hanno i camion che passano nei centri cittadini.

A Sciolze, a Marentino, a Gassino, in tutti i comuni della collina. Uno dei punti più critici è proprio quello di via Caudana, a Castiglione, dove i residenti, da tempo, lamentano il passagio di camion. Per non parlare di Sciolze dove i camion restano incastrati nelle strade di collina.

A preoccupare, quindi, è proprio il continuo passaggio di mezzi pesanti che si inerpicano su per le strade di collina per raggiungere il chierese, passando per Castiglione, Gassino, Sciolze per arrivare, poi, una volta attraversata la collina, fino a Chieri per imboccare l’autostrada.

I divieti? Ci sono eccome, ben visibili, come anche le ordinanze dei sindaci che vietano espressamente il passaggio di questi mezzi. Divieti e ordinanze che vengono puntualmente ignorati dagli autusti dei camion che frequentano queste strade. Il rischio è quello di mettere in pericolo gli automobilisti che abitualmente transitano su quelle strade. Siamo in collina, la carreggiata è stretta ed incrociando un tir il rischio di toccarsi è molto alto.

Una situazione che crea disagio sia ai residenti che agli autisti dei tir costretti a passare per questo tipo di strade.

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