Cerca

SETTIMO TORINESE. Alpini in festa, oltre 90 anni di storia vissuti nel cuore della città

SETTIMO TORINESE. Alpini in festa, oltre 90 anni di storia vissuti nel cuore della città

Gli alpini presenti alla cerimonia di domenica mattina schierati davanti alla sede di via Palestro recentemente restaurata

SETTIMO TORINESE. L’Associazione Alpini di Settimo ha terminato i festeggiamenti per il suo compleanno speciale. Son 91 anni di storia,  quasi un secolo nel cuore della città.

Il programma dei festeggiamenti è cominciato venerdì sera, alla Suoneria, con il concerto del Coro Carignanese, che a sua volta festeggiava il suo personale 40° dalla nascita. Per l’occasione è stato presentato un programma che ha spaziato dai canti della Prima Guerra Mondiale a Turin e le bele sità, avendo come titolo “e un battaglion con penna nera e tesa, Amore, amori, a meuiri”. Formato esclusivamente da voci maschili, nasce come coro nel 1981 con l’obiettivo di ricercare e riproporre i temi legati alle tradizioni del canto popolare. 

I festeggiamenti sono stati conclusi con la Fanfara alpina sezionale Montenero, che si è esibita domenica pomeriggio in piazza della Libertà in divisa storica. Composta da 35 elementi, la Fanfara nasce nel 1934 sotto la guida del Maestro Vezzetti: si formò e sfilò per la prima volta il 25 aprile 1934 in occasione dell’Adunata Nazionale di Roma. Attualmente la sua direzione artistica è affidata al Maresciallo in armi, presso la Brigata Alpina Taurinense, maestro Jimmy D’Introno. Esegue il carosello militare che tanto piace al pubblico, ha inserito nel suo repertorio brani di musica leggera arrangiati per banda, ma senza mai trascurare lo spirito alpino.

Sempre di domenica, nelle prime ore del mattino, le penne nere hanno reso omaggio al monumento degli Alpini e hanno ricevuto la visita di tutte le associazioni intervenute all’evento. Un’organizzazione curata ed apprezzata dai tanti ospiti, più di cinquanta gagliardetti dei gruppi della Sezione di Torino. E la sede di via Palestro, fresca di restauro è stata applaudita per la sua nuova bellezza.

Ha funzionato tutto e anche l’utilizzo di piazza dei Donatori, per accogliere tutti i gruppi della Sezione, è stata azzeccata - dice il capogruppo di Settimo, Mario Iannone - . La fanfara per la prima volta ha suonato l’inno della sezione di Torino, proprio qui a Settimo. E’ stato un bel regalo che resterà negli annali. Inoltre, durante la messa celebrata da don Diego, abbiamo avuto modo di ricordare anche il centenario della tumulazione del Milite Ignoto”. 

L’attestato consegnato ai tesserati da oltre 50 anni, sottoscritta proprio dalla sezione di Torino, ha fatto riflettere sull’età media molto alta dei tesserati. E durante le varie celebrazioni, sono stati ricordati gli alpini di Settimo che sono “andati avanti” quest’anno: sono stati ben 10.

Abbiamo annullato la cena e il concerto degli Amis dal Furn perché avevamo partecipato da poche ore al funerale di un nostro socio - conclude Iannone .- . Per rispetto, abbiamo preferito rinunciare alla serata”. E anche dalla sindaca Piastra sono arrivati i complimenti: gli Alpini di Settimo ci sono sempre quando c’è da dare una mano, come hanno dimostrato tante volte, anche negli ultimi anni, consegnando i pacchi spesa, presidiando il territorio, supportando ogni giovedì la colletta alimentare al mercato di Coldiretti. E in generale offrendo il loro prezioso contributo a chi è in difficoltà. “A Settimo, ai nostri Alpini siamo tutti affezionati - interviene la sindaca Elena Piastra - Perché le Penne nere sono un pilastro importante della nostra comunità e da sempre si distinguono per unione, impegno e passione.

Per esempio, hanno “adottato” alcune aree verdi come quella di via Montessori, permettendo ai settimesi di utilizzarla, presidiandola e rendendola più bella e sicura. Potremmo fare un elenco lunghissimo che comunque restituirebbe solo in parte l’impegno profuso dai volontari per rendere la nostra città un luogo più solidale, accogliente e piacevole”.

Sandro Venturini - Carlo Rea

Iannone: “Le madrine sono una figura importante nel mondo degli alpini”

Da sempre il contributo di partecipazione della figura femminile presso i Gruppi ANA ha avuto ed avrà un prezioso significato di collaborazione, gentilezza, caparbietà ed equilibrio, ma il significato della figura storica di “Madrina” affonda le radici in un contesto storico ben definito e ricco di profondi valori morali.

“Vorrei nominare madrine di oggi, Laura Pogliano e Maddalena Brino,- ha detto Mario Iannone, capo gruppo delle sezione ANA di Settimo di via Palestro - le madrine nominate nel 2017 sotto la mia presidenza. La madrina per gli alpini è importantissima. È colei che si sostituiva alle madri. Parliamo della Prima Guerra Mondiale, nel 1915-18. Le madrine inviavano lettere ai soldati in trincea, erano la parte collante tra la ferocia della guerra con la vita comune. Erano coloro che aiutavano i soldati a resistere agli stenti e alle sofferenze”.

Storicamente le madrine si individuano in quelle donne, spesso mamme, insegnanti di scuole elementari o superiori e comunque persone ricche di virtù morali, che avendo avuto l’indirizzo di un soldato al fronte, e lo adottavano come figlioccio. Gli scrivevano spesso, gli mandano qualche pacco con ciò che occorreva o che si pensava potesse desiderare di più.

Ma la missione delle Madrine doveva essere anzitutto quello di mantenere sereno ed elevato il morale del loro figlioccio, mostrandogli interessamento ed affetto, assistenza morale e patriottica quasi sempre fungendo da tramite con la famiglia con la quale si instaurava un prezioso rapporto di collaborazione.

“Vorrei per dare un saluto a Franca Giordano, vedova Lanza, ex capogruppo alpini - ha aggiunto Mario - una nostra ex madrina a cui siamo molto legati e che non vogliamo  assolutamente dimenticare”.

Marco G. Dibenedetto

Sede di via Palestro, un gioiello rimesso a nuovo dai volontari con grande entusiasmo

L’attuale sede del gruppo Alpini di Settimo è intitolata all’alpino Cav. Giuseppe Scarafiotti. Il gruppo si è costituito nel mese di marzo 1930, sotto la guida del capogruppo Paolo Bodoira dal 1930 al 1934, contava 32 iscritti.

Il padrino e la madrina del primo gagliardetto del gruppo settimese degli Alpini in congedo, conservato in una teca nella sede di via Palestro, furono Carlo Falchero e Rosa Benedetta, rispettivamente padre e madre di alpini caduti durante il primo conflitto mondiale. La cerimonia si tenne nella prima sede del gruppo, presso la casa della “Società Militare Umberto I”, sita “nell’aria d’Amour” (ora piazza del municipio). Nel 1942, nel pieno del conflitto mondiale, gli Alpini lasciarono la sede del “Caffè della Posta” dei Pagliero, in via Italia, e si trasferirono definitivamente in via Palestro, al “Ciabot Pulaia”.

Il terreno, preso in affitto dai coniugi Marcello Rolla e Margherita Cravero, era di circa 2650 metri quadrati: su quell’area furono ricavati il campo da bocce, la sede e un orticello. Rolla, in punto di morte, concesse agli Alpini un diritto di prelazione per l’acquisto della sede.

Il prezzo era di un milione di lire, una somma considerevole a quell’epoca, eppure le Penne Nere onorarono quel debito a suon di donazioni e raccolte fondi. Gli alpini avevano finalmente trovato la sede ideale ma ben presto la loro quiete venne turbata dai rastrellamenti dei nazifascisti successivi all’8 settembre 1943.

Gli alpini però non si mossero e tennero duro anche quando fuori della recinzione crepitava il fucile mitragliatore. Nel 1970 l’alpino Scarafiotti lasciò il posto da capogruppo per motivi di salute: gli subentrò nella carica di capogruppo l’alpino Gaspare Bollito. All’unanimità l’alpino Scarafiotti fu eletto presidente onorario. 

Nel 1972 dopo grandi sacrifici organizzativi e finanziari del direttivo e di tutti i soci alpini, il gruppo ebbe finalmente il sospirato monumento al Valore Alpino, che fu inaugurato con una grande manifestazione il 29 ottobre. Nel corso della storia, si sono succeduti i capigruppo Paolo Bodoira dal 1930 al 1934, Giuseppe Scarafiotti dal 1934 al 1954, Gaspare Bollito dal 1954 al 1985, Carlo Lanza dal 1985 al 2000, Giuseppe Gremo dal 2000 al 2009, Daniele Revello dal 2009 al 2017 e infine Mario Iannone nel 2018. 

Il capogruppo Mario Iannone è nato il 6 maggio 1962 a Pagani, in provincia di Salerno. Luogotenente dell’Esercito Italiano, ha trascorso il suo ultimo periodo lavorativo nel reggimento logistico della Brigata Taurinense a Rivoli, entrando a far parte di quel mondo alpino così ricco di valori e di storia.  

Il motto è “Amicitiam commemorat” (Ricorda l’amicizia).

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori