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SAN RAFFAELE CIMENA. Tanti fedeli all’Ipark per salutare il parroco Don Alessandro

SAN RAFFAELE CIMENA. Tanti fedeli all’Ipark per salutare  il parroco Don Alessandro

Don Alessandro ha salutato i fedeli

SAN RAFFAELE CIMENA. Cambio al vertice della parrocchia a San Raffaele Cimena e Castagneto. L’ufficializzazione è arrivata a fine luglio dall’Arcivescovo di Torino, Monsignor Cersare Nosiglia. Don Alessandro, da dieci anni alla guida di San Raffaele ha lasciato la parrocchia per andare a Borgaro. Da Castiglione, invece, arriverà a San Raffaele Don Martino che dovrà occuparsi anche della parrocchia di Castagneto Po. Una novità che, naturalmente, ha preso alla sprovvista i fedeli, tristi per il cambio della guida spirituale cittadina.

Domenica 12 settembre, all’IPark, Don Alessandro, in una messa all’aperto affollatissima, ha salutato la sua comunità. “Sono emozionato oggi - esordisce - ma sono contento di avervi fatto riunite tutti qui, amate, continuare ad amare e amate e accogliete Don Martino, una persona che stimo moltissimo”. Don Alessandro, poi, ha ripercorso alcune tappe del suo percorso a San Raffaele Cimena. 

Ho patito - racconta - una grande sofferenza dopo la morte di Don Francesco, una lacerazione. Tutti i giorni avevamo la nostra mezz’ora di dialogo, mi amava come un padre e si confidava con me. Quando è mancato sono caduto in una forma di leggera depressione durata all’incirca un anno. Mi hanno aiutato gli amici dell’unità pastorale, gli amici diaconi, i miei compagni di corso, Don Claudio e Don Ilario che spesso mi ospitavano a pranzo, a San Mauro. Ho capito quanto fosse importante la fraternità sacerdotale, non posso vivere da solo ma ho bisogno di senso di famiglia costante”.

Ma sono state anche altre le sofferenze.

“Io - continua - ho dentro un grande desiderio di evangelizzare, io che ero ateo e ho iniziato ad amare cristo. Soffro quando vedo che qualcuno sparisce, quando ci sono persone che non sentono più la comunità come casa loro. Anche da questa sofferenza ho imparato qualcosa, dietro certe proposte che facevo c’era troppo “io”, la mia inventiva, la mia fantasia e meno “noi”. Da quel momento ho provato a fare le cose più insieme”. E adesso, invece, è il momento del saluto.

Ora c’è la sofferenza del distacco, - conclude Don Alessandro - per me lacerante, se già adesso mi commuovo il dolore aumenterà con la distanza. Questa sofferenza mi fa desiderare il paradiso dove potremmo stare insieme per sempre. In ogni caso ho imparato una cosa: se noi, quando arrivano le sofferenze, non ci chiudiamo i momenti di buio possono diventare fonti di nuovi amici, trampolini di lancio, la nostra croce si trasforma in resurrezione già adesso. Io non ho scelto di essere prete, io ho scelto Gesù, mi abbandono a lui. Saremo uniti per sempre, mi ha fatto il dono di voi e ora vuole farmi dono di altre persone come a voi quello di Don Martino, siete fortunati ad avere un parroco così”.

Alla cerimonia ha partecipato anche l’amministrazione comunale che, tramite le parole del Sindaco, Ettore Mantelli, ha così salutato il Don.

La nostra Comunità religiosa e civile, si appresta - interviene - oggi a porgerti il saluto di commiato dopo quasi 11 anni di presenza a servizio presso di essa. Ricordo ancora il tuo ingresso in questa Chiesa e di quanto l’intera Comunità fosse contenta e fiduciosa dell’impulso propositivo sereno e carismatico della tua persona. Questo la gente si aspettava ed oggi a distanza di tutto questo tempo mi sento di dire che quelle premessa non sono mai state deluse. La tua costante presenza, la vicinanza ai più fragili, la forte capacità di aggregare i giovani hanno creato un rinnovato senso di comunità e sono state la migliore risposta alle aspettative provenienti dal cuore del Paese. Tutti ti siamo grati per averci diretto ed accompagnati per mano verso la strada dell’accoglienza, per averci aiutato ad affrontare le difficoltà nell’accogliere chi ne aveva bisogno. Ed Infinitamente grati nell’essere stato vicino all’intera comunità in un periodo cosi difficile coms quello degli ultimi due anni, dove la pandemia ha travolto la normalità lasciando con il distanziamento sociale macerie morali e dove la tua voce amica ha risollevato speranze e alleviato sofferenze”.

Il Sindaco, infine, ricorda uno dei momenti più duri degli ultimi anni.

Nella mia memoria - conclude Mantelli - scorrono immagini serene e piene di colori delle bellissime feste delle comunità nate grazie a te, dove il senso di Comunità si respirava ovunque, l’apertura della casa Parrocchiale, la cucina dell’oratorio, il grande sentimento di conviviali negli incontri aperti a tutti. Personalmente non cancellerò mai dalla mia memoria la tua celebrazione della Santa messa al Campo santo della Piana con la “ripartenza” del maggio 2020 in ricordo ed onore di tutte le persone decedute nel tempo del Covid, forte, toccante e commovente, dove le mie lacrime come quelle di tanti non erano contenibili nella mascherina di stoffa”.

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