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SETTIMO TORINESE. Ragazzi contro lo spreco di cibo: è il “Love Food” per la Caritas

SETTIMO TORINESE. Ragazzi contro lo spreco di cibo: è il “Love Food” per la Caritas

I ragazzi degli Oratori di Settimo impegnati nel programma “Love Food” (foto Tancredi Pistamiglio)

SETTIMO TORINESE. Un gioioso esercito di ragazzi ha partecipato al programma “Love Food” in collaborazione con il Banco Alimentare e con il coordinamento della Caritas di Settimo.

L’impegno è quello di non sprecare il cibo in vendita o conservato nel settore della ristorazione: il recupero delle eccedenze alimentari è al centro di un meccanismo sostenuto dal Rotary Club Settimo e coinvolge i cuochi in formazione alla scuola Enaip di Settimo, Peaquin, Settimo Miglio, i volontari del centro di ascolto di Casa Betania, Agesci Settimo, Gioc, alcuni supermercati della città, come Lidl, Bennet, Coop e altri ristoranti o negozi che hanno aderito al programma. 

Il cibo che viene recuperato è ovviamente in perfette condizioni e viene distribuito alle famiglie che fanno parte dell’anagrafica presente nelle banche dati della Caritas.

Alcune porzioni vengono anche trasformate e cotte grazie all’impegno dei cuochi Enaip. In questi giorni, anche i ragazzi iscritti a “Estadò”, la sezione dell’Estate ragazzi degli Oratori di Settimo rivolta ai ragazzi appartenenti a fasce di età compresa tra i 13 e i 16 anni, hanno partecipato attivamente alla raccolta e alla consegna del cibo alle famiglie settimesi inserite nel programma “Love Food” . 

“Dal 1 marzo al 15 maggio sono stati distribuiti settecento pasti, il prossimo anno puntiamo a realizzarne 1500 - commenta Pasquale dell’Aquila, coordinatore della Caritas a Settimo - . L’Enaip coinvolgerà anche le classi terze del corso di ristorazione, per aumentare la forza lavoro. Per i ragazzi diventa un impegno scolastico formativo e stimolante, hanno una scadenza da rispettare e si sentono proiettati verso l’altro”. 

E anche per i ragazzi del centro estivo per adolescenti organizzato da Oratori di Settimo è stata un’esperienza da ricordare “Hanno seguito i furgoni in bicicletta per raggiungere i luoghi in cui portare il cibo raccolto e hanno lavorato sodo per pulirlo, prepararlo e portarlo a destinazione - conclude - sono rimasti entusiasti di prendere parte a questo progetto virtuoso che vede i giovani al servizio della prossimità”.

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