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27 Aprile 2021 - 15:28
È caos totale sul futuro dell’Ospedale. Mercoledì 28 scadrà il contratto tra la Frassati (che fornisce il personale infermieristico) e la Saapa (la società che gestisce l’ospedale) e, ad oggi, non si sa ancora chi fornirà i servizi infermieristici della struttura a partire da giovedì.Non c’è un nuovo soggetto affidatario dei servizi e non c’è, ancora, una proroga alla Frassati. I lavoratori poi? Dovranno andare a lavoro giovedì? Non è chiaro, per quel che si sa, venerdì, l’ospedale potrebbe essere pure chiuso. L’udienza di giovedì, infatti, non ha portato a nulla se non ad un rinvio all’11 maggio, nella speranza che, nel frattempo, la Regione decida cosa fare della struttura di via Santa Cristina. La situazione, dunque, dopo la decisione del Tribunale di Torino di bloccare l’internalizzazione dei dipendenti, resta piuttosto complessa e ora c’è bisogno di intervenire per garantire la continuità del servizio. “È inaccettabile - commenta la sindaca Elena Piastra - che l’Amministratore Unico decida sulla vita delle persone in solitudine senza consultare i soci e che questo atteggiamento porta a far sì che i lavoratori non conoscano ancora il loro futuro a pochissimi giorni dalla scadenza del contratto di servizio”. Una cosa, però, sembra certa: l’amministratore dell’ospedale, Alessandro Rossi, le sta provando tutte per cacciare la Cooperativa Frassati. “Questo ormai mi pare ovvio - spiega Roberto Galassi, Presidente della Cooperativa - ma noi non siamo interessati a stare in un posto dove non ci vogliono, però le leggi vanno rispettate”. E, infatti, proprio a margine dell’ultima udienza, l’amministratore dell’Ospedale avrebbe tentata un “colpo di mano” per affidare i servizi infermieristici dell’ospedale ad un altro soggetto, diverso dalla Frassati. Un’azione stoppata dal Comune di Settimo. “Abbiamo scritto una lettera all’amministratore tramite il nostro legale - racconta ancora la prima cittadina Elena Piastra - spiegando che un affidamento diretto senza data di fine da 8 milioni di euro è inconcepibile”.
Sullo stesso piano anche Roberto Galassi, Presidente della Frassati. “Purtroppo - spiega - ci sono vincoli di legge che non permettono all’amministratore di fare tutto quello che vuole”. In ogni caso, almeno fino all’11 maggio, la Frassati dovrebbe rimanere all’interno dell’ospedale per garantire la continuità del servizio (nonostante il contratto tra Saapa e Frassati risulti in scadenza mercoledì 28 aprile). “Noi - spiega Galassi - fino a che non si trova una soluzione diversa siamo disponibili a continuare. L’ospedale, però, dovrà formalizzare il tutto”. Questa formalizzazione, ad oggi, non c’è.
E, magari, aggiungiamo noi, dare a Frassati una piccola parte dei 5 milioni di fatture non pagate che aspetta da mesi. Anche perché l’ingiunzione di pagamento potrebbe sempre essere dietro l’angolo e a quel punto l’ospedale rischierebbe grosso.
Alessandro Rossi, dunque, l’amministratore dell’Ospedale, ha fatto la frittata e ora uscirne si fa sempre più difficile.
Una situazione complicatissima dunque. Tutto era iniziato poco più di un mese fa, quando l’amministratore unico dell’ospedale ha pubblicato il bando per la selezione pubblica di 104 dipendenti. 43 posti da infermiere, 40 per operatori socio sanitari, 12 per fisioterapisti, 2 per terapisti occupazionali, 2 da logopedista, 1 da neuro psicologo, 1 da assistente sociale e 3 per operatori tecnici ausiliari.
Gli interessati hanno avuto tempo fino a venerdì 26 marzo per presentare le proprie candidature (che secondo le indiscrezioni sarebbero molte). Dal 7 aprile, poi, erano previsti i colloqui per l’assunzione del personale, un iter che si sarebbe dovuto concludere necessariamente entro fine aprile (quando il contratto della Cooperativa, che fornisce il personale, scadrà).
La decisione dei giudici ha smontato tutto il percorso. Al centro della vicenda c’è l’Ospedale di via Santa Cristina che, dal 2007, è gestito dalla Società SAAPA S.p.A (Società Assistenza Acuzie e Post Acuzie), alla quale partecipano in qualità di soci l’Asl To4 (34%), l’Asl To2 (18%), il Comune di Settimo (31,48%), la Cooperativa Sociale Pier Giorgio Frassati (16,50%) e Patrimonio della Città di Settimo (0,02%). La stessa Cooperativa, dal 2007, secondo un contratto che scadrà tra circa un mese, fornisce i dipendenti (circa 140 in tutto, che fine faranno?). A tutto questo si aggiunge la situazione debitoria dell’Ospedale: 5 milioni di euro da dare a Frassati e più di 2 milioni di euro di debito sul bilancio del 2020. Insomma, la storia dell’Ospedale di Settimo rischia di finire male, malissimo.
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