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Ivrea
22 Settembre 2023 - 19:20
Il tribunale di Ivrea
Matteo Chiantore se ci sei batti un colpo. Scrivevamo mercoledì scorso, invitando peraltro a "stare sul pezzo" anche tutti i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, ancor più in un momento in cui mezza provincia di Torino sta polemizzando con il Ministro Carlo Nordio per la grave situazione in cui versano la Procura e il tribunale di Ivrea. Senza magistrati, senza impiegati, senza una polizia giudiziaria proporzionata alle dimensioni del territorio e del numero degli abitanti.
Era necessario farlo subito, non solo perchè il ferro si batte quando è caldo, anche è soprattuto per non rischiare di perdere (e il rischio c'è) un servizio che tutti i giorni porta in città decine di avvocati e centinaia di persone provenienti da un territorio vastissimo che va da Settimo Torinese a Ciriè, passando per Chivasso.
Morale? Questa mattina il capogruppo dei Fratelli d'Italia Andrea Cantoni s'è presentato in Municipio con una mozione da discutere al consiglio comunale in programma giovedì prossimo. Titolo: "Salviamo il Tribunale (o almeno proviamoci)!".
Chiede l'istituzione di una Commissione temporanea (ex art. 20 Regolamento del Consiglio Comunale) in carica fino alla risoluzione del problema, ma anche l'impegno di sindaco e assessori a "a compiere tutti gli atti necessari, in collaborazione con la costituenda Commissione per il Tribunale di Ivrea a risolvere tutti i problemi".
A stretto giro (coincidenza?) una dichiarazione del sindaco ha fatto capolino sul sito istituzionale del Comune...
"Le carenze del Tribunale - scrive Matteo Chiantore cercando di recuperare con un calcio d'angolo - sono note all'amministrazione che, fin dal suo insediamento sta mantenendo continui rapporti con il Presidente e con la Procuratrice. Ci sono problemi di spazi e di archivio sui quali si stanno immaginando soluzioni tecniche per abbattere al minimo le spese. Senza ombra di dubbio i problemi più gravi sono quelli legati al personale, in particolar modo quello amministrativo, il comune di Ivrea sta già provvedendo da anni all'integrazione con appositi comandi e distacchi, ma la carenza rispetto alla pianta organica è tale da vanificare lo sforzo, anche economico, che stiamo sostenendo. Per queste ragione si è ritenuto opportuno agire nei confronti delle istituzioni superiori, rafforzando gli appelli al Ministero della Giustizia, ma anche avviando canali di interlocuzione con la Città Metropolitana di Torino; nei prossimi giorni si terranno incontri che confidiamo possano essere l'occasione per trovare soluzioni parziali al problema che per essere risolto necessita ovviamente di un intervento diretto del Ministero. Siamo consapevoli del fatto che non si tratti di una competenza diretta del Comune di Ivrea, ma riteniamo che il Tribunale sia una risorsa per tutto il Canavese, sia in termini economico-occupazionali, sia per la sicurezza ed il controllo del territorio. Per queste ragioni daremo il nostro contributo per provare a risolvere il problema senza nasconderci dietro lo steccato della competenza amministrativa...".
Cosa dire? Sempre la stessa cosa: "Meglio tardi che mai!"
A dare il là alle polemiche, parlando di un vero e proprio "collasso giudiziario" è stato, primo fra tutti, subito dopo la strage di Brandizzo, il Procuratore Generale di Torino Francesco Saluzzo. Anche Saluzzo, sicuramente più di Chiantore, ha sempre lavorato per risolvere il problema eporediese e se ad un certo punto ha deciso di denunciarlo a chiare lettere su tutti i giornali, evidentemente ha capito che non era sufficiente.
E' troppo chiedere all'Amministrazione comunale eporediese azioni un po' più energiche?

In foto l'ex sindaco Carlo Della Pepa
Nato nel solco della nuova geografia giudiziaria disegnata nel 2012, con la soppressione delle sedi distaccate del tribunale di Torino (a Chivasso e a Ciriè), grazie all'allora sindaco Carlo Della Pepa che si battè come un leone (giusto dare a Cesare quel che è di Cesare) e ai favori dell'ex sottosegretario alla giustizia Michele Vietti, il nuovo tribunale di Ivrea venne considerato da tutti una vera e propria conquista come solo può esserlo il secondo tribunale del Piemonte per numero di abitanti (più i 500 mila) in una città che ne conta 23 mila o poco più....
Fioccarono i ricorsi, ma la nuova geografia si consolidò e mai nessuno riuscì a farla modificare.
Oggi è diverso. A solleticare il Ministro di Grazia e Giustizia e ad obbligare i funzionari romani ad occuparsi di Ivrea ci sono come minimo due inchieste sulle quali l'opinione pubblica avrà occhi e orecchie puntati per tutto il corso dei processi che andranno avanti per mesi, per non dire anni. Nessuno, infatti, si può permettere una gestione delle udienze alla "carlona". E vero che la Procuratrice Gabriella Viglione è una persona in gamba ma a tutto c'è un limite e tra i limiti c'è quello del numero dei magistrati. S'aggiunge il problema delle aule giudiziarie sufficientemente ampie che non ci sono e una struttura inadeguata nel suo insieme.
Insomma il rischio che si chiuda tutto e che Ivrea torni ad avere un piccolo ufficio giudiziario come era un tempo oggi c'è. E' tangibile e reale. A Chiantore la "palla".
Il rischio che sia ricordato in una delle tante leggi di Murphy come il sindaco di professione avvocato che si fece sfilare da sotto i piedi il tribunale conquistato dal sindaco medico c'è....
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