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Ivrea
11 Settembre 2023 - 09:48
L'area ex Montefibre
Chissà se ci sarà un giorno un Sindaco e una amministrazione comunale di Ivrea capaci di interpretare il ruolo a loro confacenti di guida e riferimento per un intero territorio, identificato dalle medesime caratteristiche fisiche, ambientali e sociali che morfologicamente si chiama Anfiteatro Morenico della Serra di Ivrea!
Purtroppo si è rimasti sempre fermi al pretenzioso nome, e non si è mai andati oltre per costruire un territorio coeso e rappresentativo.
Persino la scelta di inserire nella recente variante di Piano Regolatore di Ivrea il presunto nuovo ospedale nell’area ex montefibre, oggi meglio identificata come “Parco Dora Baltea”, non va precisamente in quella futuristica ed utopistica direzione. Pare invece un vero e proprio diktat per dimostrare una sterile supremazia territoriale che oggi, con la persistente e progressiva crisi del territorio eporediese/canavesano non ha proprio motivo di essere.
Già in tempi meno sospetti avevo definito tale eventuale scelta come un “inghippo” generato proprio da quella frammentazione territoriale, amministrativa come urbanistica, che si è poi ampiamente evidenziata con la ciclica manifestazione del disaccordo dei rappresentanti del territorio sul “dove farlo” sto benedetto ospedale?
Difficile interpretare come circostanza rasserenante che una certa maggioranza nell’assemblea dei Sindaci del territorio, abbia potuto esprimere un giudizio favorevole verso questa futura destinazione.
Sostengo da sempre che, quand’anche si avverasse il miracolo di potere porre rimedio alla dislocazione dell’attuale ospedale che da oltre mezzo secolo sento criticare per essere stato costruito nell’infelice posizione che sovrasta la rotonda di “Porta Aosta”, per il quale è stata recentemente persino ipotizzata una scriteriata sopraelevazione, la nuova costruzione non potrebbe che essere localizzata con criteri esclusivamente tecnici e finalizzati alla particolare destinazione sanitaria, esclusivamente in funzione di parametri quali l’estensione dell’area di influenza e delle correlative distanze di percorrenza dei mezzi di soccorso e dei tempi limite vitali di intervento.
Ai nostri giorni, ci aggiungerei che sarebbe interessante conoscere l’impostazione tecnologica di questo illusorio ospedale, per comprendere meglio quali sono i più aggiornati criteri con cui la ASL ipotizza le esigenze sanitarie di un territorio, confrontandole quantomeno anche con quelle dei territori limitrofi se non anche con altri interventi similari riusciti.

Se credo fermamente che la politica, per di più quella attuale, debba starne assolutamente fuori e non trasformare il problema della localizzazione della struttura come argomento di imminenti campagne elettorali ...
Se credo fermamente che la politica, per di più quella attuale, debba starne assolutamente fuori e non trasformare il problema della localizzazione della struttura come argomento di imminenti campagne elettorali, non giudico in modo più positivo lo scontro ancora in corso tra Sindaci di sopra e di sotto, di su e di giù, come al tempo delle guerre dei Comuni!
Spero che i suddetti Sindaci, interessati alla realizzazione di un Nuovo Ospedale di area (qualcuno poi definisca meglio qual’è quest’area di influenza della nuova struttura ospedaliera), si siano fatti un bel giro all’area ex Montefibre, per prendere atto che in quella zona sono già presenti molteplici destinazioni. Si va dalla presenza, ad indirizzo scolastico, del Liceo Scientifico e dell’Istituto per Geometri e Ragionieri, a breve distanza, a quella del Nuovo Tribunale di Ivrea, già dichiarato deficitario delle necessarie superfici per l’attuazione della Giustizia, per passare al nuovo edificio Asl, cosiddetto “Poliambulatorio”, realizzato in verticale e chissà perché (o si sa?) su un francobollo di terra, anch’esso già necessitante di nuove superfici al piano terra per accogliere gli utenti in ambienti più idonei.
Forse potrebbe persino divertirli essere portati a conoscenza di quell’ormai inutile ricordo che, sempre in quegli spazi, doveva vedere nascere il fantomatico “Nuovo Quartiere Olivettiano”, costituito da tanti bei condominioni, con altre strutture per i servizi come quella già occupata dal centro commerciale.
Non sembra che di destinazioni ce ne siano già a sufficienza? Possiamo poi abbandonare per un attimo l’elencazione delle destinazioni presenti per passare a esaminare la viabilità dell’area.
Per dire che già ora risulta sottodimensionata non è manco necessario essere degli esperti di traffico. Gli accessi degli svincoli dal terzo ponte (sempre necessitante di corposi interventi menutentivi) sono ridottissimi, l’uscita su C.so Nigra è già tradizionalmente da incubo. Quanto ai parcheggi, malgrado l’attuale limitato sviluppo delle aree destinate al residenziale è pure quella già critica. Non mi pare neppure opportuno fare troppo affidamento sulla storica (e mai realizzata) quanto anacronistica soluzione del sottopasso di Via Verdi verso Stradale Torino. Sarebbe veramente diabolico dovere constatare che, dopo pochi anni dalla nuova costruzioni, ci si venga a trovare in una condizione analoga a quella dell’attuale ospedale, circondati da condizioni che non consentono l’adattamento a nuove esigenze sanitarie.
Evidenziata tutta una serie di lacune, che abili architetti urbanisti ed esperti ingegneri strutturisti potranno certamente azzerare, necessariamente con qualche “significativo” costo indotto, mi rimane ancora una incognita per la quale non ho avuto occasione, a tutt’oggi, di constatare sugli organi di informazione, per l’appunto, nessuna informazione.
Sono state citate varie collocazioni del Nuovo Ospedale, ma se permangono molte incertezze sulle patologie che verranno affrontate nella nuova struttura e di quanti posti letto la stessa potrà/dovrà disporre, non sono pervenute notizie sulla disponibilità delle aree medesime e sul conseguente costo pubblico delle stesse, considerato che l’Asl dovrà dimostrare la titolarità dell’area.
Mi sono chiesto se rientrava in gioco in qualche modo quella superficie di 7.300 mq. di proprietà del Comune di Ivrea e di quei 2.637 mq. di Superficie utile lorda ancora disponibili, di cui si era parsa memoria.
Come occorre interpretare tale lacuna su un elemento così importante, forse con l’ipotesi inquietante che i giochi sono già stati fatti?
Ritengo che sia un legittimo diritto dei Cittadini conoscere, tanto per cominciare, il costo dell’area prescelta.
Nel confronto/scontro tra Sindaci è stato approfondito anche un confronto dei costi, diretti e indotti, tra le aree proposte?
Direttore ce li fa conoscere? Grazie.
* Alberto Tognoli, ex consigliere comunale, di professione ingegnere, è personaggio molto noto in città.
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