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Ivrea
23 Dicembre 2022 - 16:02
Quando un sindaco si ritrova in consiglio comunale senza una maggioranza la prima cosa che dovrebbe fare è presentare le dimissioni. Immediatamente. Spontaneamente. Senza farselo ripetere due volte. Le dà e poi chiama tutti i segretari di partito, da Stefano Cicala (Lega) a Vincenzo Ceratti (Forza Italia), passando da Marzia Vinciguerra (Fratelli d'Italia). Li guarda in faccia e chiede loro una cosa e una soltanto: "Dove vogliamo andare!".
A maggior ragione perchè mancano pochi mesi dalle elezioni amministrative e chiudere un percorso a gennaio o ad aprile, per i cittadini cambia veramente poco, per chi governa, al contrario potrebbe significare fare la differenza o non farla e questo è il caso.
Non lo diciamo così tanto per dire. E' una questione di dignità, di senso delle Istituzioni e di rappresentatività. Non avrebbe avuto alcun dubbio Carlo Della Pepa (e non lo ebbe quando si ritrovò in un'analoga situazione con la Fondazione Guelpa). Altrettanto avrebbe fatto il predecessore Fiorenza Grijuela. Per non farsi rosolare a fuoco lento come un pollo arrosto. Per non finire alle ortiche, per non essere nuovamente pugnalato alla schiena come nel senato di Giulio Cesare.
E' successo in consiglio comunale con la "relazione del sindaco sulle aziende partecipate".
Quattro consiglieri si sono astenuti. E sono Anna Bono, Maria Piras, Enrico Marchiori e Fernando Pivato.
E' vero che il provvedimento lo ha portato in aula l'assessora Costanza Casali. E' vero che le deleghe sulle partecipate ce le ha lei. E' vero che la "cultura" da qualche mese a questa parte, soprattutto per i tanti soldi che sono arrivati dal Ministero (500 mila euro) è oggetto di aspre critiche, ma l'oggetto non lascia spazio agli alibi.
Sulle "Partecipate" risponde il sindaco. E' lui che detta la linea politica ed è sulla "linea politica" che si sono contrate prima Piras e poi Bono. "Non si discute mai di questa cosa. Solo una volta all'anno!" hanno sentenziato.
Giusta la forma, ancora più giusta la sostanza, sbagliato il luogo e i tempi, a meno che l'uno e l'altro siano stati scelti appositamente per scatenare una reazione e giungere a miti consigli.
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