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Il vero scandalo è che la vicesindaca Elisabetta Piccoli non concepisca le critiche...

Il vero scandalo è che la vicesindaca Elisabetta Piccoli non concepisca le critiche...

elisabetta piccoli

Egregio Direttore, ho letto sul numero di martedì 18 ottobre u.s. del suo giornale le affermazioni dell’Assessora Piccoli circa la posizione di astensione assunta dal PD sulla bozza dell’atto di costituzione del diritto di superficie mediante cessione gratuita di proprietà da parte di Ferrovie dello Stato al Comune di Ivrea. Si tratta dell’Area dove insiste attualmente il Movicentro, struttura e area gestita dalla Cooperativa Zac. L’Assessore Piccoli afferma, così appare nel virgolettato, “trovo scandaloso che il PD non abbia votato la delibera”. Come ho avuto modo ampiamente di illustrare in Consiglio Comunale, il Partito Democratico è assolutamente soddisfatto che si sia arrivati ad una conclusione positiva della vicenda. Quello che invece non ci trova concordi è il modo con cui si è arrivati alla conclusione, alla quale si poteva arrivare molto prima e senza tutto l’impegno e i costi che si sono dovuti spendere. Come si evince chiaramente dalla stessa bozza dell’atto approvato dal Consiglio Comunale il Comune di Ivrea è stato immesso nel possesso del Movicentro a decorrere dal 1° settembre 2010. Tale diritto aveva in contropartita, secondo quanto stabilito dall’Accordo tra le Ferrovie dello Stato e il Comune di Ivrea del maggio 2002, la modifica al Piano Regolatore con particolare riferimento, oltre alle opere e ai manufatti interessati al servizio di mobilità e sviluppo economico e sociale del Movicentro, alla destinazione d’uso degli stabili di proprietà delle Ferrovie. In realtà, probabilmente per un mero errore materiale, tra le nuove destinazioni d’uso non venne prevista quella relativa alle attività per centri estetici e parrucchieri. Ora, come abbiamo più volte fatto in altri casi si poteva correggere “la mancanza” con una semplice “variante non variante” (come si dice in termini tecnici) ex art. 17 della legge urbanistica regionale, modalità con la quale si correggono eventuali errori materiali. In questo caso una destinazione d’uso prevista tra l’altro da un accordo tra due enti pubblici quali il Comune di Ivrea e le Ferrovie dello Stato. E non può essere accampata la scusa che adesso alle Ferrovie la variante non interessa più: questo è ciò che è previsto da un accordo sottoscritto. In più in quell’accordo, cosa peraltro ripresa dalla bozza dell’atto approvata in Consiglio, è scritto che le aree oggetto del Movicentro “saranno cedute in diritto di superficie al Comune per un periodo di anni 30 a titolo gratuito”. Insomma, invece della tortuosa strada percorsa dall’Amministrazione si poteva procedere in un altro modo. Il voto di astensione del Partito Democratico stava proprio a sottolineare una possibile diversa impostazione della soluzione, senza inoltre esporre il Comune a un eventuale controllo da parte della Corte di Conti su quella che di fatto è una transazione. Comunque ribadisco, come ho detto in consiglio, che “tutto è bene ciò che finisce bene. Ma è proprio vero che con questo atto la montagna ha partorito un topolino”. Il vero scandalo, Signor Direttore, è che l’Assessore Piccoli non concepisca che qualcun altro la possa pensare in modo diverso da lei. Distinti saluti. Maurizio Perinetti  Capogruppo  del Partito Democratico
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