La notizia non poteva passare inosservata. L’eporediese Gabriella Colosso, si dimette da Presidente del Direttivo del circolo cittadino del PD…
“Sì, è vero - ci dice - l’ho fatto per alcune ragioni: gli impegni lavorativi e gli impegni che ho verso il territorio in cui vivo... e quelli all’interno del PD in qualità di coordinatrice del forum Diritti e pari-opportunità e delle democratiche. Sai, il post elezioni è ostico, anche per noi donne di partito che non siamo state capaci di valorizzare, nella campagna elettorale l’impegno delle nostre parlamentari sui temi su cui si sono spese: la piattaforma politico programmatica per l’occupazione femminile, la condivisione del lavoro di cura, la riforma del welfare, le politiche di contrasto alla violenza di genere e la promozione della salute riproduttiva e sessuale. A Ivrea abbiamo tenuto, siamo ancora il primo partito, ma non dobbiamo ripetere gli stessi errori: abbiamo tante cose da dire!”
Da un lato un partito che punta alle donne, che le mette alla pari, che dice di essere femminista, dall’altro un numero di elette decisamente inconsistente rispetto alle aspettative. Forse c’è qualcosa che non va...
“La conferenza delle democratiche, ad esempio, è uno strumento di elaborazione politica in cui si possono avvicinare donne della società civile senza vincoli di tessera. Uno spazio preziosissimo. Troppi la considerano ancora una “cose per donne”. Il partito in questo senso è lo specchio della società, ancora, in parte maschilista, ed invece dovrebbe essere vero motore di cambiamento. Ecco perché le italiane non ci hanno creduto. Non siamo state credibili ai loro occhi e forse avevano ragione. Poche donne elette, anche perché in troppi collegi plurinominali i capilista erano uomini. Insomma, è sempre più urgente che le nostre battaglie diventino, davvero di tutto il partito, questo a partire dai circoli locali. Sono sicura che il mio impegno “di tempo” sia più utile in questa veste...”.
Un problema, a dire il vero, che non riguarda solo Pd.
“Vero - mette le mani avanti Colosso – un arretramento che interessa l’intero Parlamento. Per la prima volta negli ultimi 20 anni la percentuale di elette è diminuita. Però le percentuali più basse sono dei partiti di destra, pur essendoci una donna che si accinge a guidare il Paese. Quella donna che nelle sue dichiarazioni loda l’agire della Polonia ed ha inserito nel suo programma elettorale la legge regionale piemontese sul fondo “vita nascente” esprime un indirizzo regressivo rispetto ai diritti e alle donne... Questo a dimostrazione che non basta la metafora della donna che ce la fa, che rompe il soffitto di cristallo …”
Molto dipende dalla sensibilità che ognuno di noi ha e non c’è dubbio che nel DNA di Colosso ci siano le pari opportunità e i diritti, come si è ben visto nel tempo in cui ha guidato da Presidente la Consulta degli stranieri di Ivrea. Quel che ci si chiede è se il Pd sia davvero come lei...
“Spero sia molto più complesso, articolato e più lucido - ci risponde ermeticamente Colosso - le correnti di pensiero ci sono sempre state e ritengo siano un valore aggiunto e io farò sempre parte di quella corrente “vicina e per i diritti” di tutte e tutti. Poi credo che per tanti si scivoli su “luoghi comuni” pensando che se si parla di diritti parliamo solo di quelli per gli immigrati, un pensiero fragile che non rispecchia la realtà, permettimelo. I diritti sono più ampi come, ad esempio, quelli del lavoro e delle pensioni, delle donne, dei giovani e delle giovani, LGBTQIA+ e Cittadinanza, i diritti alla salute…”.
Resta un fatto. Chiunque oggi potrebbe accusare Colosso di un attivismo insolito in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera...
“Non è tempo di tentennamenti, incertezze, è tempo di unità difronte allo scenario politico attuale. - passa e chiude Colosso – Per quanto riguarda la rappresentanza delle donne oggi, oltre a dover essere un tratto distintivo del PD, sia importante e decisiva per tornare credibili nei luoghi del disagio, della marginalità e dell’esclusione, proprio a partire dall’idea di cura tanto cara al pensiero delle donne. Oggi io lavoro perché si “deve fare” e “ci si deve essere”. Insieme al Partito farò le dovute scelte. Spero che le candidature siano unitarie e che tengano conto dei ruoli rivestiti dalle persone, dentro e fuori dal partito, e non dalle logiche delle correnti. Ma di questo ne parleremo poi...”.
Vabbè!
l.l.m.
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