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IVREA. 280 mila euro per rifare il sito internet... Ma non sono un po' troppi!

Nella variazione di bilancio approvata nel corso dell’ultimo consiglio comunale la vicesindaca Elisabetta Piccoli ha inserito, abracadabra, anche 415 mila euro di fondi Pnrr destinati alla trasformazione digitale. Ce n’è  davvero bisogno trattandosi dell’unico comune in tutta Italia che non riesce a fare una diretta streaming. Fa sorridere che questo capiti proprio a Ivrea, città dell’informatica. Fa ancor più ridere se poi fai due parole con sindaco, assessori e presidente del consiglio e son tutti pronti a raccontarti, su whatsapp, l’ultimo problema sulla linea che non c’è mentre beati come dei “puciu” ascoltano l’avvocato Dal Piaz felicemente collegato on line dal suo ufficio. E delle due l’una o ci stan prendendo per i fondelli o ad essere presi per i fondelli sono loro. E la chiudiamo qui… Più nello specifico, e tornando ai soldi, ci saranno a disposizione la bellezza di 280 mila euro per il rifacimento del sito web comunale e dei servizi on line.  E poi 91 mila per l’attivazione del servizio di pagamento PagoPA; altri 14 mila per il progetto Spid e Cie (carta d’identità elettronica) e 30 mila per l’attivazione del progetto AppIO.   Domanda? Ma non sono un po’ troppi? Sempre in entrata i  65 mila euro assegnati dal Ministero della Cultura per le spese di attuazione del Piano di gestione del sito Unesco, 7 mila euro del Ministero dell’Interno per il trasporto scolastico degli alunni disabili, 25 mila euro per l’assistenza scolastica specialistica e 12 mila euro per la sanificazione dei seggi elettorali. Tra le note positive anche quei 200 mila euro di recupero dell’evasione Imu e Tari. Serviranno a finanziare il secondo bando destinato a quei commercianti che non erano riusciti (e non per colpa loro) ad avere notizie del primo, (anche quello di 200 mila euro) apparso e scomparso sull’albo pretorio nel giro di pochi giorni, sotto Natale. Finita la parte bella si comincia dai dolori e dai guai del caro bollette. E’ vero che sono arrivati sul conto corrente del Comune, direttamente dallo Stato, la bellezza di 198 mila euro, il doppio rispetto allo scorso anno, ma sono pochi per affrontare gli aumenti previsti.  Morale? Con l’ultima variazione sono stati aggiunti 50 mila euro per riscaldare la piscina, altri 20 per il Museo Garda, 40 per gli edifici comunali e 150 per l’illuminazione pubblica.  Non basteranno! Stando ad un calcolo molto approssimativo, per le spese energetiche, nel 2022, si potrebbe arrivare a spendere fino ad un milione di euro in più rispetto all’anno scorso: 337.643 per l’illuminazione pubblica, 397.050 per il riscaldamento e 189.832 per l’energia elettrica degli edifici comunali. Tra gli aumenti dei costi anche i 65 mila euro relativi alla gestione da parte di ATC delle case popolari di proprietà del Comune. Infine, nella variazione di bilancio anche l’inserimento della vendita dell’ex Caserma Valcalcino (dichiarata inagibile….) per non meno di 756 mila euro, di due orti urbani dalle parti di via Strusiglia per 13 mila euro e della quota di Villa Pautasso ereditata dal Comune per 164 mila euro). Le Opposizioni Qualche perplessità sui fondi del Pnrr per il digitale lo ha sollevato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti.  “280 mila euro per il sito web mi sembrano un po’ troppi. - ha commentato - In conferenza dei capigruppi mi è stato detto che quelli che avanziamo ce li teniamo. Io sarei più oculato. Il Governo starà molto attento all’uso che si fa delle risorse e non è detto che arriveranno tutti i soldi promessi...”. E poi, sempre Perinetti sul caro bollette e sulle Comunità energetiche che sono la “soluzione concreta per ridurre i costi”.    “Un milione di euro in più sono un cappio intorno al collo - ha stigmatizzato - Qualche mese fa abbiamo approvato tutti insieme una mozione ma non s’è fatto nulla”. S’è aggiunto un rimbrotto sui 200 mila per il commercio (“Non sono in crisi solo i commercianti, ma anche le famiglie. Provate ad andare in piazza castello il martedì e il giovedì mattina”...) e un consiglio sulla vendita dell’ex Caserma Valcalcino. “Alla luce dell’intervento di FS nella galleria sul lungodora che non si sa come andrà a finire  - ha concluso - tra le compensazioni si potrebbe chiedere loro di sistemare tutta l’area, fino al Canoa. A me pare che a volte la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. ”. Infine sulla vendita della quota azionaria di Banca etica. “Piccoli ha detto: finalmente - la guardata negli occhi - Io dico: che peccato. Quelle azioni avevano un significato politico. Banca Etica è un istituto senza scopo di lucro...”  Perfettamente allineato con il Pd (prove tecniche di alleanza in vista delle elezioni) Francesco Comotto di Viviamo Ivrea si è soffermato sull’ex Valcalcino sottolineando che allo stato attuale l’edificio non è per niente appetibile sia da un punto di vista urbanistico (occorre una variante) sia per il posto (c’è umidità). Comotto ha poi ricordato l’urgenza con cui alcuni mesi fa sono state fatte sgomberare le associazioni “senza alcun pericolo di crollo” promettendo loro una nuova sistemazione che in alcuni casi non è ancora stata individuata. “Come no? -  ha ribattuto la vicesindaca - Sono state sistemate quasi tutte: il centro per l’impiego, il Cpia, la casa delle donne, la sclerosi multipla.  Mancano i radioamatori per un problema legato alle antenne. Lo abbiamo risolto mettendoli in contatto con l’Itis. Avrebbero uno spazio tutto loro e potrebbero lavorare in sinergia con i ragazzi...”. Sul fronte delle Comunità energetiche, che ancora non ci sono, l’assessore Michele Cafarelli ha dato notizia di quella che si sta tentando di far nascere a Bellavista su progetto di Aeg con un impianto fotovoltaico piazzato sulla Don Milani. Infine sempre lui sulle “opere di compensazione” per il dosso che rovinerà il lungodora (“Non è vero che la mano destra non sa cosa fa la sinistra: chiederemo una passerella dal centro storico al canoa club e la risistemazione degli edifici dell’ex tipografia...”) e sui tanti soldi per il digitale (“Serviranno anche per informatizzare l’accesso agli atti dell’urbanistica...”.). La variazione di bilancio è passata con i voti della maggioranza, quello del grillino Massimo Fresc e di Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Il Pd s’è astenuto! Fuori dai gangheri la vicesindaca Elisabetta Piccoli. “Un atteggiamento vergognoso - tuona il giorno dopo - In quella variazione c’erano i 200 mila euro per il commercio,  i 65 mila euro per le case popolari, soldi per la disabilità e per le spese di riscaldamento. Con il loro comportamento hanno dato uno schiaffo a tutti i cittadini.  Ci hanno rimproverato d’essere riusciti a vendere la quota azionaria di Banca Etica. Quello che non sapevano è che ce lo aveva chiesto la Corte dei Conti.” Venduta per 1.770 euro. Un affarone! Non c’è che dire! Liborio La Mattina
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