Una serie di incontri tra l’Amministrazione comunale e la Preside del Liceo Carlo Botta di Ivrea, Lucia Mongiano. Si sono tenuti nelle scorse settimane pervalutare la possibilità di attivare in città un percorso formativo di Liceo Artistico con indirizzo “audiovisivo multimediale”.
Da qui la decisione dell’Amministrazione comunale di prendere carta e penna e scrivere una lettera di sostegno alla Città Metropolitana
“Crediamo fortemente - scrive il sindaco Stefano Sertoli - nel valore aggiunto legato alla possibilità di scelta e pertanto all’ampliamento dell’attuale offerta formativa con un indirizzo artistico sia per il percorso di crescita sociale e culturale che rappresenterebbe, sia per la positiva ricaduta economica sul territorio e sugli sbocchi professionali a livello locale....”.
Il punto di partenza del ragionamento è che questo percorso di studi, dagli inizi degli anni ’90, è stato praticamente “cancellato” in tutti gli Istituti dell’eporediese.
S’aggiunge la lenta e inesorabile decrescita di studenti (se ne ipotizzano nel breve 120 in meno) dovuta al calo demografico e alla concorrenza delle altre scuole e di licei artistici (in zona ne esistono due: uno a Castellamonte e uno a Caluso).
“Per Ivrea si tratta -continua il sindaco - di una carenza di offerta formativa più volte sottolineata e messa in evidenza dalle famiglie. Questo comporta, infatti, che i ragazzi che desiderano scegliere l’indirizzo artistico debbano necessariamente spostarsi verso Istituti o Licei presenti sul territorio metropolitano, ma distanti da Ivrea raggiungibili con difficoltà utilizzando i mezzi pubblici, tant’è che sono le famiglie, spesso, a doversi fare carico del trasporto quotidiano, con costi e disagi che portano, in molticasi, a precluderne la scelta...”.Sertoli sottolinea, tra le altre cose, che con la pandemia,molte famiglie si sono accollate il disagio e i costi degli spostamenti anche per evitare i possibili e sconsigliati assembramenti e, ancora, che i costidel trasporto stanno aumentando a causa della crisi energetica.
Tra i motivi che dovrebbero indurre Città Metropolitana a fare qualche riflessioni in più, c’è poi una vocazione turistica “che registra una crescita costante nel nostro territorio, rispetto alla fruizione di prossimità e di distanza, in virtù della plurimillenaria storia locale, dalla Via delle Gallie e la Via Francigena, alla Biblioteca Capitolare di Ivrea e, più di recente, la storia industriale dell’Olivetti, a seguito del riconoscimento da parte dell’UNESCO del Sito “Città industriale del XX secolo”. Senza dimenticare chea Ivrea si trova l’Archivio nazionale del Cinema d’Impresa.
A proposito degli spazi necessari, l’Amministrazione comunale avrebbe valutato insieme al Liceo Botta l’utilizzo di Palazzo Giusiana, già sede del tribunale (fino al 2015) e di recente inserito in un progetto di rigenerazione urbana grazie ai fondi messi a disposizione dal Pnrr per 7,7 milioni di euro a cui si aggiungono 800 mila euro di confinanziamento.“Sommati agli attuali - sottolinea Sertoli - potranno essere sufficienti in considerazione di un trend ormai consolidato che vede la diminuzione progressiva degli iscritti...”
Un progetto, quello calato su Palazzo Giusiana ben più ampio. Al centro del recupero di uno dei più bei palazzi storici della città ci sono infatti proprio i giovani. “Oltre alle aule del Botta - precisa la vicesindaca Elisabetta Piccoli - il Palazzo ospiterà un laboratorio della memoria salvata che coinvolgerà gli anziani e i giovani che potranno condividere gli spazi per socializzare e portare la loro esperienza in laboratori di raccolta di vita per tramandare ai giovani le loro esperienze”.
Quasi inutile aggiungere che il percorso di studi artistico completerebbe l’offerta formativa del liceo Botta che oggi già affianca, agli studi classici, il linguistico di ordinamento con l’Esabac (doppio diploma di istruzione secondaria superiore italo-francese), classe cinese e russo e il liceo internazionale a opzione spagnolo.
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