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IVREA. L'ordine del sindaco alla Clinica Eporediese: "Spegnete quel frigorifero che ci sta rompendo i timpani.

Un ordine categorico firmato dal sindaco Stefano Sertoli: “Spegnete quel frigorifero...!”. Il provvedimento è del 21 settembre scorso ed è rivolto a Massimo Antonino De Salvo e a Maria Caglio rispettivamente Presidente ed Amministratrice delegata della Clinica Eporediese (Gruppo Policlinico di Monza) di via Castiglia. E’ capitato tutto questo dopo che numerosi cittadini si erano lamentati con l’Amministrazione comunale per un rumore che non faceva loro prendere sonno la notte. Un sottofondo molesto, una cosa che non si riusciva più a sopportare. Roba da da andare fuori di testa.  Fa un pò ridere che una Clinica rompa i timpani anzichè curarli, ma tant’è! Prima di arrivare ad una decisione categorica, i vigili urbani hanno chiesto ai tecnici dell’Arpa Piemonte di effettuare una rilevazione fonometrica al fine di valutare l’inquinamento acustico e accertare se ci fosse o meno una violazione dei limiti dei valori dettati dal Regolamento Acustico Comunale approvato dalConsiglio Comunale  nell’ottobre del 2012. L’Arpa si è recata sul posto e ad agosto ha accertato che il rumore proveniva dal gruppo frigorifero di tipo roof-top di marca DAIKIN posizionato all’esterno. Durante il sopralluogo il responsabile della Manutenzione ed il Consulente Aziendale della Clinica Eporediese hanno spiegato che l’impianto è stato installato a metà giugno, in seguito alla rottura di un macchinario del medesimo tipo e che la sostituzione è da considerarsi temporanea. E ancora che entro la fine del mese di ottobre è prevista l’installazione di un nuovo gruppo frigorifero, opportunamente insonorizzato. Nell’ordinanza, con richiamo a tutte le leggi possibili in materia si legge che “la quiete pubblica  costituisce un bene collettivo da tutelare, in quanto nel periodo notturno la popolazione si dedica al riposo, ed è evidente che, con l’incremento dei rumori, vengono aumentati i disagi fisici e psicologici che, non di rado, sfociano in malattie vere e proprie...” “Dunque “quiete” come condizione necessaria - si legge sempre nel provvedimento - affinché sia garantita la salute, che deve essere tutelata anche “come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività” (art. 32 Cost.)”. Da qui il “dovere di reprimere tutti quei comportamenti che pregiudicano  la salute di un numero indeterminato di persone...”. Nell’ordinanza si specifica che la Clinica Eporediese avrà 30 giorni di tempo per sostituire l’impianto e 40 giorni per presentare una relazione Previsionale di Impatto Acustico, a firma di un tecnico che dimostri l’effettivo rispetto della normativa.
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