Tutti a chiedersi cosa succederà nel centrodestra adesso che la non più eletta in Parlamento Virginia Tiraboschi, con un pos,t ha salutato tutti dal suo profilo di Facebook. “Sono stati - scrivetra le altre cose l’ex senatrice - quattro anni intensi che porterò nel mio cuore come esperienza di vita prima di tutto, e poi anche come esperienza professionale a servizio della comunità. Una parentesi che non voglio chiudere definitivamente, ma che mi vede in un momento di profonda riflessione per quanto la politica ti presenta come conto finale...”.
Insomma tanti saluti, baci e abbracci. Un problema in più o forse uno in meno (chi lo può sapere) per la coalizione che oggi governa la città.
Tra i nodi da sciogliere, in verità, uno fa riferimento al sindaco, l’indipendente Stefano Sertoli. Lo ricandideranno per la seconda volta tutti uniti e compatti oppure no? E se questo non dovesse succedere lui si getterà lo stesso nella mischia o lascerà perdere?
Di sicuro la Tiraboschi, che pure era stata l’artefice del suo successo elettorale alle comunali del 2018, negli ultimi tempi aveva mostrato evidenti segni di insofferenza e insieme a lei gli altri “azzurri” di riferimento a cominciare dal segretario cittadino Vincenzo Ceratti, fino alla vicesindaca Elisabetta Piccoli. Il primo non s’è mai fatto problemi a sottolineare sui social quel suo essere in disaccordo su molte scelte amministrative e Piccoli in più di una occasione non si è morsa la lingua: memorabile la sfuriata sul modo in cui viene gestito il consiglio comunale.
Morale? Per una candidatura a sindaco di coalizione il minimo sindacale è un partito che se la intesti.
Se ne comincerà probabilmente a parlare nel corso di una riunione in programma mercoledì tra due dei tre alleati: Lega e Fratelli d’Italia. Questi ultimi reduci da un successo elettorale senza precedenti.
“Un risultato ottimo - commenta la segretaria dei Fratelli d’Italia Marzia Vinciguerra - Tranne un paio di comuni ci siam portati dietro tutto il Canavese. Su Ivrea, se guardiamo il risultato complessivo della coalizione (e non abbiamo ancora avuto modo di chiarire se si sia trattato di una sconfitta) siamo sotto di 300 voti che possono fare la differenza. A nostro avviso, da qui alla primavera del prossimo anno, sono recuperabili. Sicuramente non va preso sotto gamba lo zoccolo duro del Pd che c’è e c’è sempre stato ...”.
In verità Vinciguerra si è anche chiesta se si tratti di un “voto” alla giunta,se il risultatosia in qualche modo legato a Sertoli e dove si sia sbagliato.
“Non so se i cittadini abbiano voluto darci un segnale - aggiunge - Può essere, ma sarebbe davvero un po’ troppo raffinato. Credo piuttosto si tratti di una mentalità che tocca a noi modificare...”.
In ogni caso Vinciguerra non ha dubbi per vincere i tre partiti della maggioranza devono correre insieme.
“Con il nostro 21, senza il sette, più il sei non si vince - sintetizza - Con la Lega abbiamo iniziato un percorsoe devo dire che c’è molta sintonia con il nuovo segretario Stefano Cicala. Con Forza Italia ancora no. C’è da capire cosa cambierà senza Tiraboschi...”.
Tutto bene, tutto perfetto, masul nome del candidato a sindaco un accordo ancora non c’è. “Al tavolo delle trattative - passa e chiude Vinciguerra - noinon possiamo permetterci di non farne uno e faremo quello del nostro presidente Paolo Debernardi...”.
Allineato e coperto il consigliere comunale Marco Neri.
“Stiamo ragionando con la Lega e continueremo a farlo anche nei prossimi giorni - commenta - Analizzeremo i risultati delle ultime elezioni con il Pd primo partito seguito a ruota dai Fratelli d’Italia. A mio avviso esiste uno zoccolo duro anche a destra che in quest’occasione ha preferito votare noi e non la Lega.Quello che faremo è trovare una candidatura che soddisfi tutta la coalizione. A parte Debernardi io di nomi ne potrei fare almeno altri quattro...”.
E se non è questo un preavviso di sfratto per Sertoli diteci voi che cos’è? A meno che il suo nome non se lo intesti la Lega, troppo poco sarebbe infatti un endorsement (che perlatro gli ha già fatto) di Diego Borla, lo storico segretario di Forza Italiapassato armi e bagagli a”Cambiamo!”, il movimento di Toti.
E poi ancora... Siamo così sicuri che Sertoli accetterebbe diessere legato per sempre alla Lega, proprio lui che in consiglio comunale ipiù volte ha mostrato disprezzo su certe posizioni della capogruppo Anna Bono?
Il suo entourage, che in consiglio comunale inizia con Diego Borla e finisce da Tony Cuomo, gli avrebbe consigliato di cominciare a costruire una lista civica con il suo nome, ma per il momento pare a tutti che Sertoli non si sia ancora mosso di un millimetro.
“E’ troppo presto -mette le mani avanti Sertoli-Vedrete che qualcosa succederà...”.
E resta lì, in attesa del miracolo...
Che poi come diceva Audrey Hepburn “Chi non crede nei miracoli, non è un realista.”l.l.m.
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