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IVREA. Nervi sempre più tesi in giunta e in consiglio. Piccoli vs Borla e Sertoli

IVREA. Nervi sempre più tesi in giunta e in consiglio. Piccoli vs Borla e Sertoli

elisabetta piccoli

Sono talmente tesi gli animi in giunta che al consiglio comunale dell’altra sera  il vicesindaco Elisabetta Piccoli e il presidente del consiglio comunale Diego Borla si sono praticamente messi a litigare in diretta. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Questioni di lana caprina sui tempi assegnati ai capigruppo per commentare e criticare le variazioni di bilancio che erano due ma sono state unite in un unico punto all’ordine del giorno. Cinque minuti e basta. Cinque più cinque. Dieci in totale. Dieci diviso due.... Boh...! Ad accendere la miccia, chiedendo il rispetto dei tempi previsti dal regolamento, si è catapultato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Borla gli è andato dietro e Piccoli, considerando che  così facendo si sarebbero smentiti gli accordi presi in una riunione di maggioranza, per poco non ha mandato Borla a quel paese, anzi forse lo ha fatto ma non si è sentito chiaramente.   La verità è che per l’ennesima volta il povero “Presidente del consiglio” si è ritrovato con una maggioranza che non aveva i numeri necessari per approvare alcunchè, men che meno la variazione di bilancio. Se ne è accorto e ha cominciato a fare il finto tonto (un ruolo che gli riesce benissimo) per non fare indispettire le Opposizioni e, soprattutto, non arrivare ai quei contrasti con la vicesindaca che avrebbero potuto far saltare la seduta.  Insomma, tutto avrebbe potuto fare salvo che non assecondare le richieste di Perinetti.  Detta in parole povere il numero legale è di 9 consiglieri ed erano in 8, sindaco compreso. All’appello mancavano Monica Girelli, Anna Bono e Donato Malpede.  Che le cose stessero così lo si è capito poi chiaramente al momento della votazione. “Restiamo in aula - ha inforcato Perinetti - solo se il sindaco si impegna a non portare più in aula, da qui alla fine dell’anno, variazioni di bilancio approvate dalla giunta”.  Il sindaco non ci ha pensato un minuto di troppo a cospargersi il capo di cenere e fare due genuflessioni. S’è alzato in piedi e gli ha dato ragione, peraltro lanciandosi in un’arrampicata che così perfetta non sarebbe riuscita neanche ad un professionista del Cai. “So che volendo vi potreste alzare ma io l’impegno me lo prendo non perchè cedo ad una minaccia o a un ricatto - ha incassato - Mi prendo l’impegno perchè anche secondo me variazioni così importanti non dovrebbero essere prese in giunta. Me ne assumo la responsabilità....”. Non l’avesse mai fatto. Anche su questo Elisabetta Piccoli per poco non ha perso le staffe. “Non è colpa mia se nel mese di giugno non è stato convocato un consiglio comunale - ha spiegato la vicesindaca - I motivi di urgenza per approvare le variazioni c’erano tutti”. I grattacapi  Limitandoci ai numeri si è parlato di qualcosa come 1,4 milioni di euro. Tra i grattacapi da risolvere, uno in particolare, fa riferimento  delle spese di riscaldamento degli edifici comunali con la necessita di inserire subito ulteriori 366 mila euro (180 mila sono giunti dal Governo) su un totale di 600 mila euro di aumenti previsti.  Per la cronaca nel 2021 la spesa sostenuta dal Comune   era stata di 850 mila euro.  Tra le maggiori spese ci sono poi 50 mila euro utilizzati per il recupero coattivo delle multe degli anni 2017 e 2018 e 15mila euro per il recupero delle rette delle mense scolastiche.  S’aggiungono alcuni investimenti non di poco conto a cominciare dai 130 mila euro per la realizzazione del secondo ascensore dell’ospedale passando per i 235 mila euro per sistemare le  controsoffittature in sei scuole cittadine. E poi 10 mila euro per il trasloco degli uffici comunali oggi ospitati a Palazzo Giusiana e i 152 mila euro  per il progetto di accoglienza Sai, (Sistema accoglienza e integrazione per i richiedenti asilo e rifugiati).   “Nei mesi scorsi abbiamo effettuato una serie di verifiche in tutti i plessi cittadini - ha spiegato la vicesindaca Elisabetta Piccoli - I progetti esecutivi sono già pronti e vogliamo intervenire nelle scuole medie Arduino e Falcone, alle elementari Olivetti, Fiorana e d’Azeglio e alla materna di Sant’Antonio. Si tratta di interventi che vanno eseguiti in estate prima dell’inizio del nuovo anno scolastico”. Questo in particolare il motivo dell’urgenza ma non era ancora finita qui.  Sul fronte dei parchi giochi cittadini sono stati stanziati 20mila euro per l’acquisto di nuove attrezzature e ulteriori 20 mila per lavori di manutenzione. Ci sono poi 30mila euro per i lavori in piazza Gioberti e 5mila euro per l’acquisto di arredo urbano.  Altri 100 mila euro serviranno per incarichi di progettazione legati a bandi a cui il Comune vuole partecipare (passerella del Movicentro e tribuna del campo di rugby). S’aggiungono 40 mila euro per l’acquisto di strumentazione informatica, 10 mila per l’acquisto di nuovi software, 10.500 per completare i lavori di bonifica dell’amianto nel piano ammezzato del Municipio, 19 mila euro quale contributo aggiuntivo alla famiglie con minori disabili che frequentano i centri estivi e 23 mila euro per andare incontro alle esigenze degli ambulanti del mercato che da tempo,  chiedono, per la giornata di venerdì, di smontare i banchi a fine mattinata, senza più trattenersi al pomeriggio.  E se il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti ha ricordato alla giunta che su Piazza Gioberti il consiglio comunale ha votato un emendamento al Dup per trasferirvi il mercato km 0, Francesco Comotto di Viviamo Ivrea più volte ha criticato fortemente una variazione che dovrebbe essere motivata dall’urgenza e non lo è. “Una china pericolosa - ha stigmatizzato - Le variazioni sarebbe bene ponderarle bene. Non c’è visione. Come si può in corso d’opera mettere 40 mila euro per i parchi gioco e non metterli prima? Possibile che solo a giugno si scopra dei lavori da effettuare alle controsoffittature delle scuole o della manutenzioni nei parchi giochi? Eppure il bilancio è stato approvato il 31 maggio, appena due mesi fa...”. Tra le decisioni su cui si è discusso un po’, anche quello dell’aumento dei costi legato all’accesso agli atti. Riguarda in particolare modo il mondo legato alle pratiche edilizie. “Ma come si fa a far pagare un servizio che funziona male e non per colpa dei dipendenti  - s’è lamentato Francesco Comotto - Bisognerebbe dire che il servizio è scadente e lo facciamo gratis... L’ufficio tecnico è in una situazione drammatica e i tempi sono biblici..”. In verità gli aumenti serviranno per pagare un service che scansionerà i documenti prima di mandarli al richiedente, conciò cominciando a digitalizzare un archivio che è ancora tutto su carta sino al 2019.  Però è vero che manca il personale e che non c’è più un archivista... “In futuro si potrebbe esternalizzare tutto l’archivio per sgravare l’ufficio tecnico...”. ha concluso Cafarelli   
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