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IVREA. Acqua calda per le erbacce e 100 trappole per i topi. Così Cafarelli e Balzola dichiarano guerra al degrado

Topi e erba alta. Ivrea la bella dalle rossi torri? Tutt’altro che bella  per quelle centinaia di persone che nello scorso fine settimane sono state ospitate in città in occasione dei mondiali di canoa e per San Savino. Per limitare l’invasione dei roditori l’Amministrazione comunale, con l’assessore Giuliano Balzola in prima fila,  ha piazzato (costo di circa 10 mila euro) un centinaio di trappole “con esca” nei punti ritenuti critici.  La chiamano derattizzazione preventiva ma la prevenzione è tutta un’altra cosa... Ipernutriti da una società fondata sullo spreco, protetti in tiepide e sterminate fogne, possiamo ben dire che i topi oramai si sono insediati nel cuore di Ivrea e col cavolo che se ne vogliono andare.  Lo diciamo noi e lo dicono in tanti sui social, a cominciare da Facebook dove ciclicamente scoppiano polemiche un tanto al chilo su interventi che non dovrebbero essere fatti a “spot”, ma tutto l’anno. Per la cronaca (e informiamo anche a Balzola), infatti, i topi si possono accoppiare già dopo cinque settimane di vita. Si riproducono in 21 giorni e una coppia può generare in nove anni due milioni e 197 mila tra figli e figli dei figli. E’ - o non è - del tutto evidente che con questi numeri un centinaio di trappole fan scappare anche i gatti che infatti dei sorci non ne vogliono sapere  e vivono nelle colonie sparpagliate qua e là aspettando il cibo dei volontari...? Altro capitolo: le erbacce. Un problema che a Ivrea non s’è mai riuscito a risolvere. Crescono beatamente tutto l’anno e in estate ancora di più. Erbacce ovunque, tra i cubetti di porfido, al cimitero, lungo i marciapiedi, in centro e in periferia, all’ingresso della città, tra le aiuole e sulle rotonde. Ne crescono di tutti i tipi: pimpinella, gramigna, acetosella, falsa rucola, piante medicinali, papaveri, piante a foglia larga e a foglia stretta. Spuntano dal cemento, agli angoli, sulle scalinate, tanto in via Jervis quanto in centro... Poi ci sono gli anni in cui le Opposizioni e i cittadini han voglia di sottolinearlo e gli anni in cui “machicazzossenefrega”.  Bene: il 2022 rientra tra questi ultimi. La giustificazione di quest’anno?  Che il diserbo è appena cominciato e lo si farà con l’acqua calda... Con l’acqua calda?  Proprio così...  Un appalto della bellezza di 84 mila euro e - stando alle spiegazioni del solito assessore Michele Cafarelli da Torino e delle determine pubblicate all’albo pretorio - non si utilizzeranno i prodotti chimici per i divieti e le limitazioni imposte all’utilizzo di fitofarmaci a base glifosato che è inquinante e cancerogeno. In verità l’acqua calda era uno dei tanti sistemi possibili e immaginabili per “ripulire” la città e riportarla agli onori del mondo.  Lo si legge chiaro e tondo proprio nelle linee guida regionali. “Il contenimento delle erbe infestanti può essere effettuato - scrive la Regione -  con la pacciamatura, la scerbatura, la decespugliazione (con le più moderne attrezzature elettriche” e infine anche con il pirodiserbo, diserbo a vapore, con schiuma vegetale calda e l’acqua calda..”.  E se per pocciamatura s’intende l’utilizzo di plastica, per scerbatura si fa riferimento all’estirpazione manuale, come si faceva una volta, come sarebbe più che naturale...  Troppa fatica?  Ci sa tanto di sì, ma con 84 mila euro possiamo credere che non si riuscisse a trovare qualcuno che lo facesse? Che poi, in verità, sempre la Regione ammette l’utilizzo di prodotti fitosanitari per il contenimento delle piante infestanti quando i mezzi alternativi si sono rilevati inefficaci beninteso tra le 19 e le 07 del mattino. Ancora un appunto sulle tempistiche. Ovunque si legge che le malerbe iniziano la germinazione a partire dalla fine di aprile, e si protrae sino a fine agosto, possibile che a Ivrea ci si ricordi di entrare in azione sempre sul finire? E non è ancora finita qui.  Ivrea come Roma, verrebbe da dire, da mesi si rincorrono segnalazioni di rifiuti abbandonati (e poi ci si stupisce dei topi... sigh!). E son sacchi, elettrodomestici, cianfrusaglie lasciate nei dintorni delle isole ecologiche ma anche oggetti ben più grossi, tipo i due materassi abbandonati in via Castiglia. L’Amministrazione comune dice di aver messo a punto un sistema di fototrappole e di aver già bastonato gli “sporcaccioni” elevando  una trentina di sanzioni che vanno da 50 a 200 euro. Peraltro i soggetti sarebbero anche stati convocati dai civich per la giusta reprimenda... E sono di nuovo numeri utili solo per essere giocati al lotto. Considerando l’ampiezza del fenomeno  dan proprio  l’idea di chi cerca di  tirare via l’acqua dall’oceano con il cucchiaino... Amen
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