SALASSA. Un obiettivo perseguito a lungo che, finalmente, prende forma e si realizza. Va guardata sotto questa prospettiva l'ammissione al finanziamento delle operazioni di restauro dell'ex Chiesa dei Disciplinanti, formalizzata dalla firma del disciplinare tra il comune di Salassa e il Segretario Generale del Ministero della Cultura.
Il finanziamento proviene dal Fondo Cultura, e il progetto prevede il restauro conservativo della struttura e la sua rifunzionalizzazione in centro culturale. L’importo complessivo dell’intervento è pari a 410mila euro e le risorse assegnate al Comune di Salassa sono di 295mila euro.
I soldi necessari a completare l'opera verranno messi assieme attingendo al bilancio del Comune. "Le procedure di gara per l’attuazione degli interventi - spiega la sindaca Roberta Bianchetta - saranno avviate entro sei mesi dalla sottoscrizione del disciplinare".
I lavori di maggior rilievo previsti nella progettazione hanno a che fare con la conservazione del patrimonio esistente e riguardano l’impiantistica in generale, gli infissi e una prima pulitura del ciclo di affreschi che caratterizza l’interno della chiesa.
"Siamo molto orgogliosi - sorride la sindaca - di poter restituire all’intera comunità questa meraviglia chiusa da oltre cinquant'anni e di poterla utilizzare per una pluralità di eventi e manifestazioni di varia natura, culturale e sociale che li vedranno partecipare numerosi. La chiesa è sicuramente una struttura importante per il valore storico che custodisce".
L'amministrazione aveva tentato di ottenere i fondi per la riqualificazione della Chiesa già a fine 2021, quando aveva provato ad accedere ai soldi del Fondo Cultura tramite un bando del Ministero dei Beni Culturali. L'esito, però, non era stato quello sperato.
L'intento era, e continua ad essere, di trasformare quella chiesa sconsacrata in un centro di aggregazione per la popolazione. Un luogo dove presentare libri e organizzare dibattiti, magari, chi lo sa, ad opera delle attivissime volontarie della biblioteca salassese.
Restituire un luogo abbandonato a sé stesso alla socialità, insomma. Un intento che, con l'ammissione al finanziamento, si appresta a diventare realtà.
La struttura ha un valore storico notevole. Per risalire alle prime tracce bisogna risalire ad alcuni documenti del 1727. Inoltre, da altre testimonianze storiografiche successive si sa che la chiesa fu ricostruita quasi interamente nella metà del XIX secolo.
Ad animare quelle mura era la Confraternita dei Disciplinanti. In paese, i suoi membri erano noti come “Suplin”. La Confraternita era intitolata all’Immacolata Concezione, ed era composta sia da uomini che donne. Consultando alcuni documenti custoditi nell'archivio storico si evince che venne venne riconosciuta dal pontefice Urbano VIII con una bolla del 25 giugno 1639. Da altri scritti, però, si deduce che era già attiva in precedenza. Le sue attività sono proseguite fino agli anni ’70 del secolo scorso.
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