Dopo le mie dichiarazioni sul caso Cosmo in molti mi hanno contattato perché approfondissi meglio il concetto di “Cancel Culture” e il legame che ho appositamente fatto con il comportamento del cantante Cosmo, e visto che il Dibattito prosegue ho deciso di scrivere questa lettera ai giornali locali.
Intanto cosa è? La locuzione cancel culture (in italiano cultura dell,’annullamento) è usata per indicare una forma moderna di ostracismo nella quale qualcuno diviene oggetto di indignate proteste e di conseguenza estromesso e censurato sia online sui social media, che nel mondo reale, o in entrambi. La cancel culture può estremizzarsi fino al buttare giù o imbrattare le statue di personaggi ritenuti da censurare, da annullare per reali o presunti comportamenti avuti da questi in vita, negli Stati Uniti per esempio vi è un ampio dibattito sulle Statue di Cristoforo Colmbo, colpevole secondo alcuni, di essere il primo conquistatore e quindi fautore dello sterminio delle popolazioni native americane, il paradosso sta nel fatto che gli Italo Americani e non solo vedono in questi atti una forza di razzismo verso le proprie comunità che si riconoscono in quelle Statue.
A Ivrea il cantante Cosmo ha semplicemente detto agli amministratori della Città: “state zitti, la mia arte non è in discussione perché al suo interno vi sono degli elementi che non devono essere messi in discussione”.
Ed è qui che noi come Lega abbiamo deciso di reagire in difesa della Giunta e degli Amministratori di Ivrea e di alzare una fortissima protesta verso queste parole che vogliono censurare, imbavagliare il dibattito, affermando quindi che “non è che se tu all’interno dei tuoi spettacoli hai Drag Queen o giocolieri o messaggi di amore universale il tuo spettacolo non può essere messo in discussione e nessuno può avere un’altra idea di arte, o un’altra idea sull’inaugurazione di Ivrea Capitale del Libro”.
A chi alza la protesta contro le parole di Cosmo, della sua esibizione di per sé, non frega proprio nulla, tant’è che l’esibizione è stata fatta.
Lo scandalo vero è affermare, come fa Cosmo, che nessuno ha il diritto di giudicare il suo lavoro o preferire altre offerte artistiche alla sua per un determinato momento.
La distorsione è pretendere solo perché si hanno più like su Facebook di tutta la giunta e i consiglieri comunali di Ivrea messi insieme che questi non possano esprimere la loro opinione, come se fossimo in una dittatura, in Corea del Nord per esempio.
Noi affermiamo e ribadiamo che ogni cittadino ha il Diritto di esprimersi, di dire o scrivere il proprio pensiero, affermiamo che gli amministratori eletti dai cittadini debbano discutere su come discutere i soldi dei cittadini, sempre, cosmo o non cosmo, giocolieri o non giocolieri, libri o non libri, arte o non arte visto che ogni centesimo di soldi pubblici è sacro.
Fuori dal tema: mi spiace che l’esibizione di Cosmo abbia avuto meno presenze di una qualsiasi Sagra di paese di questa stagione. Ma attaccare in questo modo Assessori e Consiglieri, volontari del Territorio per farsi pubblicità è qualcosa di veramente pessimo.
Auguro a Cosmo tanto successo, e che questo non sia portato dal prevaricare e far star muti gli altri.
Noi zitti non ci stiamo.
Alessandro Giglio Vigna, Onorevole (Lega)
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