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IVREA. Mozart: Corte dei Conti indaga. Marco Liore: “Dov’è lo scandalo...?”

IVREA. Mozart: Corte dei Conti indaga. Marco Liore: “Dov’è lo scandalo...?”

auditorium Liceo Musicale Ivrea

Si può essere o non essere d’accordo sull’opportunità dell’investimento ma gridare allo scandalo davvero lo ritengo fuori luogo e addirittura offensivo per i soggetti privati che sono stati il cuore pulsante di questa operazione.   E per cortesia si portino delle argomentazioni...”. Parole e musica di Marco Liore, ex membro del cda di Fondazione Guelpa, il giorno dopo la notizia dell’indagine aperta dalla Corte dei Conti sulle “aziende partecipate” del Comune di Ivrea. In particolare i giudici avrebbero richiesto  maggiori informazioni sulla società benefit Mozart srl di cui il Comune detiene una quota dell’11,99% al 31 dicembre 2020 (14,5 al 31 dicembre 2019) per il tramite della Fondazione Guelpa a sua volta totalmente controllata dal Comune. 
Marco Liore
E quando parliamo di Mozart facciamo riferimento ad una società costituita nel 2017 con lo scopo di acquistare l’immobile di corso Massimo (duemila metri quadri) in cui ha sede il Liceo Musicale, quindi promuovere l’insegnamento, lo sviluppo, la divulgazione e l’educazione in qualsiasi forma di attività culturali, musicali, concertistiche, teatrali e nel campo della danza. Per la cronaca la decisione di acquistare quote per 50 mila euro era stata presa da Fondazione Guelpa, nel 2019. A fare insospettire la “Corte dei Conti”, oltre al ricorso presentato dall’avvocato Franca Vallino (uno dei membri del cda insieme ad Alfredo Boni, Marco Liore, Teresa Skurzak e il presidente Luca Beatrice) S’aggiunge la delibera di ricognizione delle società partecipate, approvata dal consiglio comunale lo scorso 21 dicembre 2021, in cui si legge che Mozart “presenta condizioni che comporterebbero l’adozione di interventi di razionalizzazione….” e ancora che il Comune avrebbe richiesto alla Fondazione Guelpa una rendicontazione sulla gestione della società “riservandosi di definire, con atto ricognitivo da adottarsi entro il 31.12.2021, eventuali azioni di razionalizzazione, tra cui l’eventuale dismissione della partecipazione nel caso ne emergessero i profili di criticità….”. Parole forti, talmente forti che in quell’occasione il capogruppo della Lega Anna Bono ad un certo punto era saltata sulla sedia dicendo di non aver mai saputo nulla dell’acquisto… Oggi però è un altro giorno e la Corte dei Conti si chiede in che modo l’Amministrazione comunale abbia esercitato il controllo e se la Fondazione Guelpa abbia poi effettivamente rendicontato “sulla gestione della società..”. Qualcosa in verità già si sa. Per esempio che il valore della produzione di Mozart, nel 2019 è stato pari a 1.201 euro, di 2.001 euro nel 2020. E ancora che esiste una perdita di esercizio pari a  25.448 nel 2019, scesa a 14.588 nel 2020.  [embed]https://www.giornalelavoce.it/ivrea-la-corte-dei-conti-indaga-su-mozart-e-bufera-tuttiintorno-a-guelpa-464036[/embed] “Dall’Analisi dei dati e delle caratteristiche operative della società – scrive la Corte dei Conti – emergono condizioni (società priva di dipendenti con perdite negli ultimi 3 esercizi e con fatturato medio dell’ultimo triennio inferiore alla soglia di un milione) che comporterebbero l’obbligo di avviare azioni di razionalizzazione ai sensi dell’articolo 20 del Dlgs 175/2016; tuttavia trattasi condizioni connaturate all’attuale situazione della società che risulta costituita nel 2017 ed attualmente inattiva…”. Morale?  Entro la fine dell’anno l’Amministrazione comunale dovrà inviare alla Corte dei Conti una lunga serie di informazioni sul valore della produzione e il risultato economico riferibili a Mozart anche degli anni 2016, 2017 e 2018. E sempre la Corte dei Conti vuole sapere se il Comune (o Guelpa) abbiano o meno erogato dei contributi a Mozart, di che entità, con che frequenza e per quale motivo. Infine “le motivazioni per cui l’Ente abbia mantenuto con la deliberazione consiliare 105 del 21 dicembre del 2021 tale partecipazione pur in assenza – come dichiarato – dei requisiti legali…”. Insomma, una bella gatta da pelare, ancor più perchè tutte queste domande sembrano voler dare una risposta anche al ricorso presentato dall’ex consigliere di amministrazione Franca Vallino  su un edificio acquistato da Mozart, ristrutturato e poi ceduto in comodato d’uso alle associazioni che già  lo utilizzavano (Liceo musicale, Scuola di Danza, Scuola di Teatro, Cittadella della Musica e della Cultura, Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte e Coro Mozart). “Il cda – puntualizzava in allora Vallino  non ha esaminata alcuna documentazione e neanche l’esposizione bancaria con l’Istituto d’Alba di 250 mila euro con relativa iscrizione di ipoteca per 500 mila in virtù del mutuo contratto per l’acquisto dell’ l’Auditorium…”. Il cda, inoltre, secondo Vallino, non avrebbe mai avuto la piena consapevolezza che Mozart aveva acquisito la nuda proprietà dell’immobile in cui si trova l’Auditorium e il Liceo Musicale s’era trasformato in Usufruttuario. Insomma, per l’avvocato Franca Vallino si trattava di una mera operazione immobiliare. Il sostegno di Marco Liore Tra i più accaniti sostenitori dell’operazione resta l’ex consigliere di amministrazione  della Fondazione Guelpa Marco Liore. Sfoglia lo statuto... “A mio giudizio - ci dice - si pone in perfetta coerenza con quanto indicato nello statuto all’articolo 3. La Fondazione Guelpa persegue finalità di sviluppo nel settore della cultura nell’ambito del territorio Canavesano e principalmente del Comune di Ivrea. Si sono infatti date solide basi per il presente ed il futuro delle associazioni culturali che utilizzano la struttura e si è realizzato un auditorium attrezzato per la destinazione al pubblico spettacolo.  Non solo, sempre nello statuto art. 4 - punto 6, si specifica che per raggiungere gli scopi statutari la Fondazione può  “partecipare, costituire, ovvero concorrere alla costituzione di società, rivolte al perseguimento degli scopi istituzionali”. Questi per quanto mi riguarda i fondamenti giuridici che legittimano l’operazione...”. E Liore segnala ancora un dato: “Fondazione Guelpa con 50 mila euro ha partecipato ad una operazione che ha generato investimenti per oltre 500 mila euro. Ma magari si potessero fare tutti i giorni operazioni di questo tipo grazie alla generosità degli imprenditori del territorio... Certo vi è una questione in sospeso... Mi riferisco alla convenzione a suo tempo già redatta in bozza per far sì che oltre alla partecipazione societaria Guelpa intervenisse nell’operazione Mozart con dei fondi per l’utilizzo della struttura a prezzi agevolati per le associazioni del territorio, per la possibilità di utilizzo gratuito in favore della città e per lo sviluppo di altre attività culturali e formative per gli studenti....”. Quel che sembra evidente, non solo alla Corte dei Conti e non solo a Marco Liore, è che da Sertoli in giù, su tutta la questione, e e in tutti questi anni, si siano fatti delle gran “ronfate”.

Andrea Benedino rivendica la scelta,  ma il Comune non ha dato seguito...

Tra chi difende l’operazione Mozart c’è l’ex consigliere comunale del Pd Andrea Benedino già assessore con il sindaco Carlo Della Pepa.
Andrea Benedino Andrea Benedino
“La prima decisione del cda della Fondazione Guelpa - ricorda -  fu assunta nel 2018 alla fine del nostro mandato amministrativo anche su mia pressione come assessore alla cultura e fu poi perfezionata successivamente quando si insediò l’amministrazione guidata da Stefano Sertoli. Personalmente rivendico quella scelta politica: l’amministrazione comunale si trovava di fronte alcuni dei principali imprenditori del territorio, che avevano messo mano al loro portafoglio per restituire alla collettività gli spazi di San Lorenzo del Liceo Musicale ed in particolare l’auditorium di cui era stata ottenuta l’agibilità a seguito dei lavori eseguiti. La richiesta che arrivava al Comune era di dare un segnale attraverso un contributo come segno di apprezzamento da parte dell’amministrazione comunale su questo progetto, immaginando in cambio un accordo per poter usufruire dell’auditorium a prezzi convenzionati per attività promosse o patrocinate dal Comune. Sappiamo bene quanto vi sia carenza ad Ivrea di spazi attrezzati per il pubblico spettacolo e sicuramente i costi per mettere a norma altre strutture con il solo intervento della parte pubblica sarebbero stati decisamente più elevati. Sì deliberò quindi in seno al CDA della Guelpa di acquistare delle quote e per dare un contributo a carattere pluriennale per l’utilizzo dell’auditorium. Questo era il senso di quell’operazione che andava realizzata discutendo e scrivendo una convenzione tra Guelpa, Comune e Mozart proprio per l’utilizzo dell’auditorium. L’attuale amministrazione comunale mi pare che poco o nulla abbia fatto in tale direzione, forse intimorita dal ricorso dell’avvocato Vallino, e nonostante il parere rassicurante in merito alla procedura seguita dalla Fondazione ottenuto dall’avvocato Merani. Purtroppo fare l’assessore alla cultura o il sindaco un una città come Ivrea significa anche assumersi delle responsabilità e non solo passare da un vernissage all’altro o dare pacche sulle spalle: significa discutere e negoziare accordi e dare un senso anche operativo alle decisioni amministrative. Nulla impediva infatti di lavorare per dare attuazione a quell’accordo restituendo alla città - e non solo alle associazioni legate alla Mozart - la possibilità di utilizzo di un auditorium attrezzato e capiente. Salvo che l’indirizzo dell’amministrazione sia invece quello di ritornare su questa scelta rimettendo in vendita le quote: ma anche questa scelta comporterebbe il dovere di assumersi la responsabilità di andare di fronte a questi imprenditori con il cappello in mano dicendo “scusate, ci siamo sbagliati”. E voglio proprio vedere chi mai avrà il coraggio di farlo...”.

Francesco Comotto chiede un dibattito franco e sereno per cambiare registro...

Non è affatto stupito della notizia il consigliere comunale d’opposizione Francesco Comotto di Viviamo Ivrea che da anni si batte per la massima trasparenza nell’attività della Pubblica Amministrazione con particolare riguardo agli enti partecipati o di proprietà del Comune. 
Francesco Comotto in consiglio comunale Francesco Comotto in consiglio comunale
“Basta andare a leggere i verbali dei Consigli Comunali e delle Commissioni di allora - dice - per vedere che i recenti dubbi della Corte dei Conti li avevamo già ampiamente esplicitati e resi pubblici e nel frattempo sono passati anni e il patrimonio lasciato dalla signora Guelpa per costruire una nuova Biblioteca si è assottigliato non poco...” “Già con la precedente amministrazione manifestammo grandi perplessità sul modo “allegro” con cui la Fondazione Guelpa veniva gestita. Perplessità che a un certo punto furono considerate anche da parte della maggioranza tanto che si arrivò nel 2016 addirittura alle dimissioni, poi ritirate, del Sindaco Della Pepa. Il cambio di Amministrazione del 2018 non ha portato su questo tema nessuna discontinuità col passato e nulla, o quasi, è stato fatto, salvo che si sono susseguiti già ben 4 presidenti. Nel caso specifico verrebbe da dire che errare è umano, ma perseverare diabolico. Diciamo questo perché nonostante le nostre reiterate segnalazioni abbiamo dovuto leggere sulla proposta di delibera “di ricognizione delle società partecipate n.105 del 21.12.2021”, approvata senza il nostro voto nel dicembre scorso, che il Comune “ha confermato l’indirizzo di mantenimento della società senza azioni di razionalizzazione, sottolineando l’impegno ad esercitare un attento presidio di controllo ... con l’onere di presentare una rendicontazione annuale sulla gestione della società e sull’utilizzo futuro della stessa”, ma poi nulla di tutto ciò è stato fatto. Il mancato assolvimento degli obblighi di legge emerge ancor più chiaramente quando andiamo a rileggere il parere legale dello studio Merani rilasciato in merito all’acquisizione di quote di società della Mozart srl da noi fortemente contestata. In quel parere c’è scritto chiaramente che: “è del tutto evidente che dopo l’acquisizione delle quote della società la Fondazione è tenuta a perseguire, per il tramite della società stessa, le proprie finalità (culturali ndr) non limitandosi alla mera detenzione della partecipazione”. Ed invece è accaduto proprio il contrario così come facilmente immaginabile e da noi immaginato ed esplicitato. Siccome ci piace sempre vedere il bicchiere mezzo pieno vediamo se, invece di cercare di tamponare l’ennesima falla senza nemmeno informare la minoranza, alla luce di questa iniziativa della Corte dei Conti l’attuale maggioranza sarà in grado di dare vita ad un dibattito sereno, ma franco per cambiare finalmente registro...”.
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