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21 Giugno 2022 - 11:11
E’ boom di ristrutturazioni a Pavone Canavese. Se c’è una cosa di cui si sono occupati gli abitanti, nel corso del 2021, è stato correre da una parte all’altra tra geometri o architetti, muratori e idraulici. A dirlo sono i numeri del bilancio comunale: se nel 2020 gli oneri di urbanizzazione entrati nelle casse pubbliche ammontavano a circa 100mila euro, nell’ultimo anno sono triplicati, toccando i 300mila euro.
“Un chiaro segno di come si stia ristrutturando, a Pavone visto che gli oneri arrivano o da nuove costruzioni o dalle ristrutturazioni e in tanti devono avere utilizzato bonus facciate, superbonus per il risparmio energetico, insomma quegli incentivi dati a livello statale”. Ad accendere il faro, leggendo tra le righe del documento economico, è stata Chiara Bartolini durante l’ultimo consiglio comunale. E sicuramente il boom registrato è tra le voci che ha migliorato il cassetto delle entrate ma non è il solo. “Davvero un anno anomalo - commenta Bartolini - se si pensa che contiamo esattamente 363mila euro in più nel fondo cassa rispetto all’anno precedente, chiaramente influenzato dalla situazione Covid sia per quanto riguarda le entrate (i comuni hanno ricevuto anche tanti contributi statali) e per quanto riguarda le uscite”.
La constatazione di Bartolini si è infatti poi spinta sul fronte uscite con critiche per come la maggioranza stia gestendo i soldi dei cittadini. “Una parte di questi oneri - spiega la rappresentante della minoranza consiliare - è stata applicata agli investimenti ma 100mila euro sono andati in avanzo di amministrazione il quale è di circa 400mila euro, come gli anni precedenti”. Perché non impiegarli? E’ questa la domanda che la minoranza ha posto. “Soprattutto perché, nel contempo, l’Amministrazione Comunale ha chiesto un’anticipazione di tesoreria, non è una cosa che si fa, di solito, se si hanno fondi a disposizione. E’ uno strumento che si utilizza, viceversa, normalmente, se le casse languono. Perché fare un mutuo di 100mila euro?”. Alla domanda, posta all’assessore al bilancio, non è arrivata però alcuna risposta. Il dubbio è che l’anticipazione serva come cuscinetto per il mega investimento in corso relativo alla costruzione del salone pluriuso con annessa sede della Protezione Civile. Non foss’altro che, seppure il progetto sia stato ridimensionato rispetto all’opera faraonica dei tempi Catozzi, le somme sono già aumentate: la previsione iniziale di spesa era di 880mila euro, salita a 930mila euro con variazione legata al bando di gara. Ci spieghiamo meglio: nessuna ditta ha presentato offerte sulla base d’asta della prima gara così l’Amministrazione Bevolo ha aggiunto altri 50mila euro sulla successiva gara di appalto, per rendere più appetibile l’intervento e così la gara è stata aggiudicata. Il primo lotto, dal valore di 380mila euro, è già coperto. Complessivamente si potrebbe arrivare alla spesa di un milione di euro.
“Il mio commento è che questa gestione è poco chiara e poco trasparente - aggiunge Chiara Bartolini -. Con tutto quello che c’è da ristrutturare, oggigiorno, lo Stato non dà contributi per nuove costruzioni. E intanto vediamo un edificio piccolo rispetto ai mezzi in dotazione alla Protezione Civile, costruito in una zona alluvionabile e in centro paese. Oltretutto il momento di pandemia rende l’opera ancora meno opportuna. So che tutti gli altri paesi hanno un pluriuso ma quasi tutti hanno problemi di gestione e i locali vengono utilizzati poche volte l’anno”.
Insomma, mentre a Pavone i cittadini ristrutturano seguendo gli indirizzi statali che disincentivano il consumo di suolo, il comune rema controcorrente...
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