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FAVRIA. Luca Cattaneo si è dimesso da consigliere comunale

FAVRIA. Luca Cattaneo si è dimesso da consigliere comunale

In foto il referente della Protezione Civile Comunale di Favria Luca Cattaneo

FAVRIA. Luca Cattaneo ha rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Dalla scorsa settimana giacciono protocollate in Comune, e quindi c’è tutta l’ufficialità del caso. Cattaneo ha corso alle amministrative come candidato sindaco sotto la bandiera della lista “UniAmo Favria”, che raggruppava la minoranza consiliare dello scorso mandato. Da sempre poco incline al politichese e agli strilli da campagna elettorale, aveva detto alla sua prima apparizione in pubblico di non essere “l’uomo dei sorrisi”. Non avrebbe mai voluto, cioè, presentarsi ai favriesi come il personaggio dalle mille promesse irrealizzabili. Con la stessa franchezza ora commenta la decisionie di dare le dimissioni. “Credo ci sia bisogno di una nuova generazione a fare da minoranza, perché ne gioverebbe il confronto, che sarebbe meno afflitto dai rancori del passato - spiega -, così come c’è bisogno, più in generale, di un nuovo modo di amministrare. Purtroppo la vecchia guardia, che doveva essere l’elemento trainante della nostra lista, è uscita gravemente sconfitta dalle elezioni”. La sua scelta di dimettersi è dovuta anche al giudizio che si è fatto dell’ultima tornata elettorale: “La botta è stata troppo pesante, è stato un fallimento totale - dice senza mezzi termini commentando il 68% con cui Vivere Favria ha vinto le elezioni -. Non voglio fare come i politici nazionali, che per le dichiarazioni che fanno pare che vincano sempre”. Secondo lui, la percentuale delle persone che ha votato il suo gruppo non basta a garantirgli di rappresentare in maniera efficace i favriesi: “Ringrazio ovviamente chi ci ha dato fiducia e chi ci ha votato, ma i voti non sono arrivati in maniera consistente da nessuna parte: il divario tra noi e l’altra lista è stato talmente elevato da far pensare che sicuramente qualcosa non ha funzionato...”. Certo, pure l’astensionismo, come su tutto il territorio nazionale, è stato forte: “Ho anche sentito di persone che non sono andate e votare perché non si sentivano rappresentate dalle due liste”. E questo non è solo un problema per Vivere Favria, ma anche per UniAmo Favria, perché è un problema profondo, che ha radici nella disaffezione del cittadino medio verso le istituzioni. Ad ogni modo, Cattaneo non lesina critiche neanche a sé stesso: “E’ ovvio che le cose non hanno funzionato a partire dal candidato sindaco. Le responsabilità di questo fallimento sono  sicuramente anche mie. E appunto, di fronte a tutto ciò, che cosa vado a rappresentare in consiglio?”.  La sua aspirazione non è mai stata quella di fare il sindaco a tutti i costi: “Non sono quel tipo di persona che si siede per vent’anni tra i banchi dell’opposizione per poi fare il sindaco” dice nuovamente senza mezzi termini. Cattaneo, a elezioni concluse, può finalmente sfogarsi e raccontare con rabbia di alcune insinuazioni fatte sul suo conto: “Sono venute fuori un sacco di voci sul mio conto, tra le tante è stato detto che non sono in grado di ragionare con la mia testa e che altri amministratori passati mi dicevano cosa fare. Ma io ho un cervello pensante e ragiono da solo”. Guardando al metodo con cui ha impostato la campagna elettorale, però, non ha rimpianti: “Abbiamo cercato di lavorare tanto sulle proposte e sulle idee, non abbiamo fatto promesse irrealizzabili, ma forse non è bastato. Certo, andare contro un’amministrazione uscente  che cerca il secondo mandato come quella di Bellone non era una sfida facile, e lo sapevamo, ma la sconfitta è stata troppo pesante”. Non si sa ancora come si organizzeranno gli altri consiglieri eletti nella lista: tra qualche giorno dovrebbero arrivare delle dichiarazioni dal nuovo gruppo di minoranza, ma è plausibile che Francesco Manfredi diventi il nuovo capogruppo e che Gianni D’Aloia, primo degli esclusi, torni in consiglio per rimpiazzare Cattaneo. Oltre a loro due, a sedere tra gli scranni della minoranza ci saranno Ilenia Scandale e Antonella Scalise.
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