Luca Spitale (Pd) e Erna Restivo (Laboratorio Civico)
L’estate è alle porte. Con il caldo in un attimo si arriva al Natale, dopodichè si va al voto. A marzo con le elezioni politiche e a giugno con quelle amministrative. Insomma, non c’è davvero più molto tempo da perdere ed è per questo che a Ivrea sono già cominciati gli incontri tra le tante anime del centrosinistra. Molto attivi quelli di Laboratorio Civico presieduti da Erna Restivo ma con all’interno uomini e donne molto conosciuti in città. Tanto per citarne alcuni: Augusto Vino, Dimitri Buracco Ghion, Domenica Vittonatti, Chiara Luna Targhetta, Alberto Garretto, Giuliana Vivo, Beppe Bonaldo, Vittoria Burton, Valeria Cavagnetto e Giorgio Debernardi.
Nei giorni scorsi hanno incontrato il partito della Rifondazione Comunista e sono già in programma altri confronti informali con i cinquestelle e con il gruppo di Viviamo Ivrea del consigliere comunale Francesco Comotto.
I rapporti con il Pd, il partito di maggioranza?
Qualcuno ci dice che dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina si siano alquanto raffreddati. “Il Pd ha la sua linea e non la mette in discussione -commenta con noi Cadigia Perini - In piazza per dire no alla guerra non li abbiamo mai visti. Ivrea non è un paesino e neppure un paesone. E’ una città e la politica c’è! Non si può fare come si fa nel paesello e fare finta di niente...”
E non sarà un “avviso ai naviganti” ma poco ci manca.
Meno intransigente Erna Restivo.“Stiamo lavorando - ci dice - per una coalizione la più ampia possibile. Solo così può nascere un progetto vincente....”.
Obiettivo dichiarato (a parte il programma condiviso) la ricerca di una persona che possa raccogliere il più ampio consenso intorno a sè.
Il che significherebbe fare a meno delle primarie e renderle inutili se si trovasse anche l’apprezzamento da parte del Pd.
“Lo sforzo che stiamo facendo - mette le mani avanti Restivo - è la ricerca di una candidatura forte. Lo strumento delle primarie è positivo, ma non è l’unico. Con una candidatura unitaria, non utilizzarle ci renderebbe più forti...”.
Il problema (chissà poi se lo è veramente) è che il Pd alle primarie non vuole proprio rinunciare.
“Sentiamo forte la responsabilità del momento - ci dice il segretario cittadino Luca Spitale - Siamo pronti a percorrere una strada comune con tutto il recinto progressista in città. È necessario stabilire però al più presto una piattaforma comune e regole di ingaggio condivise...”.
Morale?
“Le primarie - sottolinea ancora Spitale - si svolgeranno necessariamente a gennaio, quindi molto prima dobbiamo avere un programma condiviso che ogni candidato potrà declinare secondo le proprie sensibilità sulle quali chiedere consenso. È facilmente prevedibile che se non dovessero arrivare in tempi ragionevoli risposte certe alla nostra disponibilità ilPD traccerà la sua strada, avremmo bisogno di tempo per rapportarci con altri pezzi di città civici disposti ad un percorso comune...”.
Risposta chiara, coincisa e precisa a chi potrebbe essere tentato a tirare la corda.
E dire che le “primarie” erano nate in seno ad una antica cultura identitaria di sinistra, quando il partitodecise di voltare pagine e abbracciare una nuova vocazione tendenzialmente inclusiva anche di quella parte di elettorato non di sinistra. Liborio La Mattina
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