Cerca

IVREA. Nuovo ospedale: una panzana. L’Inail non ha tutti questi soldi

IVREA. Nuovo ospedale: una panzana.  L’Inail non ha tutti questi soldi

Area Ribes, alluvione ottobre 2000

Qualcuno prima o poi doveva avere il coraggio di dirlo senza tanti giri di parole. Conciò rendendoci tutti un po’ ridicoli in quel nostro schierarci, arrabbiarci, movimentarci e sdegnarci pro Ribes, pro Montefibre o pro Tiraboschi.  Sui nuovi ospedali piemontesi della giunta Cirio non ha dubbi il consigliere regionale Sean Sacco del Movimento 5 stelle. “Una panzana dopo l’altra - commenta - promettono di fare del Piemonte il paese di Bengodi e ogni giorno ci tocca leggere sui giornali annunci in pompa magna di progetti già avviati, di soldi già destinati, di strutture praticamente già costruite. Mancano solo i pazienti già curati. Dal nulla, come funghi, dovrebbero spuntare fuori otto nuovi ospedali, per una spesa totale di 1,64 miliardi. Due ospedali erano già in programma nel Vco e nell’AslTo5 prima che la Giunta tirasse il freno a mano, altri sei dovrebbero nascere a Torino, Ivrea, Vercelli, Savigliano-Saluzzo-Fossano, Alessandria e Cuneo...”. Tutti progetti, stando alle parole dell’assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi, finanziati dall’Inail. “L’Istituto non può finanziare in tutto il territorio nazionale più di 200 milioni di euro all’anno, con l’Italia intera alla ricerca di risorse (ad oggi le richieste si aggirano già attorno ai 4 miliardi di euro). I fondi dell’Inail come i carri armati di Mussolini, che vengono spostati qua e là ma sono sempre gli stessi…” Insomma e tanto per cominciare, secondo Sacco, bisognerebbe dire le cose come stanno: non si tratta di progetti già finanziati, ma di opere inserite in un elenco come potenzialmente finanziabili.  “Che è un po’ come - stigmatizza - comprare il biglietto della lotteria e dire di essere milionari. E infatti di soldi, ad oggi, non se ne vede neanche l’ombra.” E in verità - dobbiamo dirlo - non si tratta di un semplice elenco ma  di un allegato ad un Dpcm firmato dall’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte lo scorso 4 febbraio del 2021 con una lunga serie di opere definite urgenti e di elevata utilità sociale. C’è Ivrea, ma anche, Vercelli, il Verbano, Alessandria ecc... Morale? “L’Inail - sottolinea ancora il consigliere regionale pentastellato - non sarà in grado di finanziare le spese per realizzare tutti gli ospedali che il Presidente Cirio ha promesso ai piemontesi....”. E intanto in Canavese si litiga su come e dove fare l’ospedale, senza una guida politica chiara e netta della Regione, con la Giunta che di settimana in settimana continua a rimandare la discussione, con i consiglieri regionali della Lega che litigano e si spaccano. Esattamente il contrario di quanto chiede l’Inail, che valuterà il finanziamento dei nosocomi per i quali ci sarà chiarezza sull’ubicazione e sul progetto esecutivo.  Cosa succederà nei prossimi giorni è già scritto. Stante uno studio paritetico che vede al primo posto l’area Ribes su Montefibre (Palazzo Uffici di Prelios e Tiraboschi non classificato), avendo avuto sentore di un possibile rischio idrogeologico, la giunta commissionerà un ennesimo incarico per la verifica. Chiamiamolo anno sabbatico. E dire che sarebbe bastato fare una telefonata all’Ativa o sollecitare i propri uffici. Risale infatti al 2 agosto del 2002 un provvedimento dell’Autorità di Bacino del Fiume PO per l’adozione di un piano sull’assetto idrogeologico del Nodo idraulico di Ivrea che prevede l’adeguamento dell’autostrada A5 Torino Quincinetto. Ed è dell’8 novembre del 2012 un provvedimento della Regione Piemonte (rif. prot. 80773) che, in fase di approvazione del progetto ha prescritto all’ANAS, quale proprietario, e all’ATIVA, quale concessionario, di provvedere tempestivamente anche all’adeguamento dei restanti attraversamenti dell’A5 sul Rio Ribes a tutela della pubblica e privata incolumità. Ha fatto seguito il 26 novembre del 2012 un nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (rif. prot. 28495) in cui si specifica che i lavori sono sulla rete autostradale sono ritenuti indispensabile per garantire la sicurezza dell’utenza. Insomma ce n’era già abbastanza per bocciare l’area Ribes e se non lo si è fatto l’unico motivo che ci viene in mente è che la si volesse mettere in caciare, cosa che è venuta. Complimenti ai naviganti. Dpcm Giuseppe Conte Studio Ativa Sentenza Tar
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori