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IVREA. Due ipotesi per piazza Maretta, ma nessuno capisce il perchè

IVREA. Due ipotesi per piazza Maretta, ma nessuno capisce il perchè

Piazza Maretta: il dibattito di questa estate

Un incontro organizzato alla chetichella, all’ultimo minuto, sul gruppo di whatsapp. Appuntamento in piazza Maretta  o piazza Gioberti che dir si voglia. Succedeva quest’estate. Non si sono ritrovati in tanti ma c’erano tutti coloro che avevano titolo per esprimere un’opinione: i commercianti e i cittadini qui residenti.  “Alla fine – aveva commentato con noi  Ernesto Ravetto della Farmacia Linda – se il progetto  mostrato andrà avanti sarà un bel salto di qualità per tutto il centro storico…”. E in sintesi, molto in sintesi, si era parlato di pedonalizzazione totale della piazza senza più parcheggi e auto in sosta. E poi cubetti rossi ovunque e non solo su di una parte. Transito delle auto consentito a senso unico e in salita da piazza Bergoglio. Pochi elementi di arredo e poche sedute, con paletti rossi per delimitare l’area. Infine, murales di Carlo Gagliano su alcune facciate e non più solo in una. Insomma: erano state messe, nero su bianco, tutte le richieste avanzate in un precedente incontro del 23 agosto. Quella volta  – è bene dirlo – l’assessore Michele Cafarelli sedicente “agnostico” ma da tutti soprannominato il “testone” e non si capisce se per via di “Testa” dell’ufficio tecnico o per l’inclinazione a fare sempre di “Testa” sua, s’era fatto guidare dai suggerimenti che erano piovuti copiosi da Ernesto Ravetto e da Ciro Lubrano Lavadera, che a pochi passi da qui è titolare dell’enoteca Vino e Dintorni.  “Ditemi cosa volete….” aveva specificato più e più volte con un’umiltà inaspettata.Non aveva ribattuto. Se n’era stato zitto. Come un bambino che aspetta Godot o che si sta per mettere a piangere.  Il minimo sindacale dopo tre mesi di polemiche e di forti critiche sui giornali. Prima per le panchine che sembravano trampolini per tuffi e poi per i vasi-sarcofago, riempiti con qualche pianta sempreverde e decine di rametti di rosmarino. “Per sperimentare la nuova viabilità – s’era discolpato Cafarelli – potevamo mettere le barriere New Jersy come fan tutti ma non ci sembrava il caso… Spero si sia capito che era una sistemazione provvisoria…”. Diciamo che se avesse fatto come fan tutti di polemiche non ne sarebbe nata una che sia una comprese quella sui “soldi” buttati proprio nelle sperimentazioni. Tant’e! Si aggiungevano (cosa di non poco conto) le ulteriori certezze sugli arredi: removibili per non porre ostacoli agli amici della “Fagiolata benefica del Castellazzo”, uno dei momenti più autenticamente popolari e sentiti della tradizionale festa cittadina carnascialesca.   Morale? A distanza di pochi mesi da allora l’assessore ha fatto stampare due “ipotesi”, le ha affidate al Caffè Gioberti e ha chiesto ai cittadini di votarle. In una si prevede il “senso unico” e nell’altra il doppio senso che era stato escluso. Ma allora che senso ha avuto parlarne? Si sono chiesti in tanti e in questi giorni. La polemica è di nuovo dietro l’angolo, o, se si preferisce, in piazza
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