L’altro pomeriggio la vicesindaca Elisabetta Piccoli s’è presentata alla riunione della Commissione sanità con l’animo di chi avrebbe voluto andar a procurare battaglia. Come Mel Gibson nel celebre Braveheart o, se si preferisce, come Don Chishiotte contro i mulini a vento: dipende dai punti di vista. Peccato per lei che non abbia il fisico nè la favella. Come al suo solito ha parlato 20 minuti e si è capito poco quasi nulla, salvo un concetto quello dei due litiganti con il terzo che gode. E a gongolare ci sarebbero, manco a dirlo, il Fondo Prelios e la senatriceazzurra Virgina Tiraboschi.
Insomma, Piccoli, ha riproposto Palazzo Ufficiper il nuovo ospedale di Ivrea e del Canavese.
Una soluzione che a suo dire avrebbe accontentato tutti, sia i sostenitori dell’Area Ribes sia gli sponsor dell’ex Montefibre.
Peccato - e glielo hanno ricordato in tanti - che il consiglio comunale di Ivrea su questa cosa qui, si sia già espresso all’unanimità (quindi anche con il voto di Forza Ivrea) approvando una mozione che impegna l’esecutivo, quindi anche lei, a promuovere l’area Ex Montefibre.
Allibito Donato Malpede che presiedeva la riunione con alla sua destra il consigliere regionale leghista Andrea Cane e alla sua sinistra il sindaco.
Di qua e di là, oltre ai consiglieri di maggioranza anche Massimiliano De Stefano e Bruno Tegano della comunità web PiazzaEporedia, Anna Maria Zanelli e alcuni medici del Comitato per l’ospedale e poi Maurizio Perinetti del Pd e il grillino Massimo Fresc.
Tornando a Piccoli, a sentirla, Massimiliano De Stefano per qualche istante avrebbe voluto noncredere alle proprie orecchie. “Se le cose stanno così. Se Ivrea non è unita si mette male...” le ha più o meno rinfacciato.
E poi il sindaco, in maniera elegante, a ricordarle che su Palazzo Uffici peserebbe l’opinione dell’Unesco, che l’Unesco si riunisce una volta all’anno e quindi se ne riparlerebbe comunque nel giugno del 2023.
Insomma: niet.
Chiarita la pipì fuori dal vaso della Piccoli quel che s’è capito chiaramenteè che tra lei è Sertoli non c’è più feeling.
Diciamo che se voleva attirare l’attenzione, marcando le distanze che ormai la separano dalla maggioranza di governo è riuscita nell’intento.
Altro capitolo, altro battibecco su chi fa che cosa. E di fronte alla mancata spiegazione del consigliere regionale Andrea Cane su che genere di delibera verrà approvata dal consiglio regionale, il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti gli avrebbe fatto(il condizionale d’obbligo) il pelo e il contropelo
“Il consiglio regionale -gli avrebbe più o meno detto ma son cose che dice da settimane -ha già fatto tutto quello che doveva fare. Ha già deciso che tra le priorità c’è anche Ivrea. Adesso si tratta di eseguire ed è la giunta che deve muoversi. Quel che ci dovete spiegare è se Icardi arriverà in consiglio con una proposta o con una scelta...”
E poi ancora, mettendo tutti sul chivalà...“Ma lo volete capire che se a un consigliere regionale di Alessandria o di Novara si chiede di votare tra Ribes e Montefibre lo farà sulla base della documentazione tecnica....Quindi voterà Ribes. Guardate che questa cosa qui è pericolosa. Dobbiamo stare molto attenti...”.
Messaggio spedito e inviato. Tutto talmente chiaro che l’assessore Giuliano Balzola a quel punto ha suggerito a Andrea Cane, che è anche vicepresidente della quarta commissione regionale alla sanità di organizzare subito una riunione per mettere i puntini sulle “i”.“Io per carità la faccio - gli avrebbe risposto - Però sappiate che così facendo i tempi si allungheranno e pure di molto...”.
Morale?
Pare un po’ a tutti che qui non c’è uno che voglia prendersi una responsabilità che sia una.
Non se la vuole prendere StefanoSertoli che come presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl To4, potrebbe portare in votazione il nuovo ospedale all’ex Montefibre facendo prevalere l’accordo politico e la forza dei numeri (un voto ogni 2.500 abitanti) dei Comuni più grossi (Ciriè, Volpiano, Chivasso e Settimo).
E come lui Andrea Cane. E come Cane l’assessore regionale. E come l’assessore regionale pure il consiglio, con il preannunciato voto di astensione delle Opposizioni.
“Con l’ospedale tutte le volte che si trova una soluzione si ricomincia da capo...” ha iniziato a far dondolare la testa il consigliere comunale Tony Cuomo.
Deluso anche il grillino Massimo Fresc concentrato più che mai a sottolineare i rischi idrogeologici e il consumo di suolodel nuovo ospedale fosse che mai che prevalesse l’area Ribes.
Ciliegina sulla torta di una discussione a tratti strampalatacominciata alle 18 e terminata alle 21 la notizia di uno studio commissionato da Tiraboschi su Palazzo Uffici. “Un ente di Milano, forse il Politecnico...” ha annunciato Piccoli. Alè...
Liborio La Mattina
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