Cerca

IVREA. Marchiori dalla Lega al gruppo Misto. E Giglio Vigna applaude: "Sono contento"

IVREA. Marchiori dalla Lega al gruppo Misto. E Giglio Vigna applaude: "Sono contento"

Enrico Marchiori

Lo avevamo preannunciato tre settimane fa. Adesso è ufficiale non perchè lo scriviamo noi, anche e soprattutto perchè in consiglio è arrivata la comunicazione firmata di suo pugno. Enrico Marchiori è passato dalla Lega di Salvini al Gruppo Misto di Marco Neri che è dei Fratelli d’Italia, con capogruppo l’indipendente Maria Piras. E fanno tre, il gruppo più numeroso che c’è in consiglio, considerando che “Cambiamo Insieme” ne ha due (Tony Cuomo e Pierfranco Lodesani), “Insieme per Ballurio” appena uno (Donato Malpede), “Forza Ivrea” altri due (Diego Borla e Monica Girelli) e infine due anche la Lega. Un disastro di proporzioni bibliche considerando che l’indomani della vittoria, il deputato Alessandro Giglio Vigna, poteva contare in consiglio sul gruppo più grande di sempre, composto oltrechè da Anna Bono, Mara Bagnod e Enrico Marchiori anche da Marco Neri che s’era poi portato appresso Costanza Casali e Maria Piras.  Dopodichè il tracollo.  Per primo se n’è andato Marco Neri, seguito a ruota da Maria Piras e Costanza Casali, più che sufficienti per costituire, in consiglio comunale, il gruppo misto detto degli “arrabbiati”. Tutto il resto è storia. Neri s’è impegnato con i Fratelli d’Italia, ha aperto una sezione e già guarda alle prossime elezioni. Casali è stata nominata assessore e Piras, capogruppo del gruppo misto. Classe 1990, figlio del sindaco di Loranzè, Enrico Marchiori se ne va via dalla Lega a un anno dal voto e “tanti saluti baci e abbracci”. “Nessuna intenzione di dimettermi  – ci aveva detto al telefono – Siederò in consiglio fino alla fine del mandato. Ho preso un impegno con gli elettori….”. Le prime avvisaglie dello scollamento si erano registrate qualche mese fa intorno ai problemi legati al medico di famiglia del quartiere San Giovanni, che non c’è più. In antitesi alle “teorie” della Lega, Marchiori aveva sposato in toto la polemica innescata dal consigliere comunale Donato Malpede sulla necessità di qualche piccolo investimento sull’ambulatorio da terzo mondo. Per il resto? “Diciamo che ho registrato in questi anni qualche incoerenza – continuava Marchiori – Per il momento ho deciso di non avere più tessere in tasca. Chiamiamola: fase di riflessione. Aggiungo che a livello locale non c’è stata alcuna gestione della squadra e i novizi, come me, non sono stati seguiti come mi sarei aspettato. Gli unici consigli ricevuti sono stati quelli di papà e sono stati ottimi….”. La verità è che in vista delle elezioni del prossimo anno c’è chi lo dà in viaggio per i Fratelli d’Italia. “In politica i contatti ci sono sempre   aveva messo le mani avanti – Io ho una linea di pensiero. Quando sarà e se sarà non uscirò tanto dai binari …” Tant’è! Prendere o lasciare. Di certo Alessandro Giglio Vigna ha evitato fino all’ultimo di parlarne. “Voglio esprimere due concetti – ci dice al telefono, da noi raggiunto alla fine del consiglio comunale dell’altra sera – Uno è mio personale. Io i cambi di  casacca non li capisco. Sono un male d’Italia. Mi spiace vedere i consiglieri comunali imitare la parte peggiore della politica dei palazzi e non invece l’impegno che molti ci mettono, anche nel rilasciare interviste a mezzanotte. Comunque non sono arrabbiato. Mi ha detto che con la tessera della Lega fino ad ora ha dato 10 e che come indipendente darà 30. Se è così io sono ancora più contento. Se lo merita una giunta che sta macinando grandi risultati, attirando grandi risorse. Se Enrico, per suo carattere, non riesce a stare dentro ad un partito organizzato,  lo considera faticoso e vuole essere più libero per dare di più, io penso che abbia fatto la costa giusta. Fosse entrato in un altro partito ci saremmo sentiti feriti e avremo chiesto una contropartita per il furto, non del consigliere ma del seggio. Mi spiace solo che tutto questo possa distrarre i cittadini dalle cose fantastiche che sta facendo Sertoli.” E ancora non basta: “Assolutamente rifiutiamo le affermazioni di “Lega a pezzi” o “decimata”. La politica non è matematica pura, alle volte i numeri contano, altre meno, in questo caso un Enrico in meno vuol dire una Lega più forte e una Amministrazione più forte. In Lega entrano ogni mese decine di cittadini, e ognuno porta un valore aggiunto, e ogni tanto esce un Enrico. Poco male, anzi, bene per la Lega e per l’amministrazione. Siamo consapevoli che un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce, ma la realtà non si può cambiare, oggi siamo più forti di ieri...” 
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori