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IVREA. Il gruppo Lega perde i “toc”. Lascia anche Enrico Marchiori

IVREA. Il gruppo Lega perde i “toc”. Lascia anche Enrico Marchiori

Enrico Marchiori

La Lega perde i “toc”. Come da noi preannunciato sullo scorso numero del giornale, infatti, il consigliere comunale Enrico Marchiori, classe 1990, figlio del sindaco di Loranzè Claudio, se ne va e “tanti saluti baci e abbracci”. Intendiamoci: se ne va via dalla Lega. Via, più lontano che si può, da Alessandro Giglio Vigna e Giuliano Balzola, da Cesare Pianasso e Andrea Cane. “Nessuna intenzione di dimettermi  - ci dice al telefono - Siederò in consiglio fino alla fine del mandato. Ho preso un impegno con gli elettori....”. Tant’è! Un disastro, considerando che la Lega, l’indomani della vittoria, poteva contare in consiglio sul gruppo più grande di sempre, composto oltrechè da Anna Bono, Mara Bagnod, Enrico Marchiori anche da Marco Neri che s’era poi portato appresso Costanza Casali e Maria Piras. E via con le foto di gruppo davanti al Municipio per festeggiare il lieto evento. Dopodichè il tracollo. Per primo se n’è andato Marco Neri, seguito a ruota da Maria Piras e Costanza Casali, più che sufficienti per costituire, in consiglio comunale, il gruppo misto. Sui giornali diventeranno “gli arrabbiati”. E ce l’avevano davvero con tutti, a cominciare dal sindaco Stefano Sertoli che non aveva mai dato loro le giuste opportunità. Tutto il resto è storia. Neri s’è impegnato con i Fratelli d’Italia, ha aperto una sezione e già guarda alle prossime elezioni. Casali è stata nominata assessore e Piras, capogruppo del gruppo misto, è diventata una hooligan della maggioranza, sempre in coppia con Anna Bono, pur distinta e distante. Tornando a Marchiori, le prime avvisaglie dello scollamento si erano registrate qualche mese fa intorno ai problemi legati al medico di famiglia del quartiere San Giovanni, che non c’è più. In antitesi alle “teorie” della Lega, aveva sposato in toto la polemica innescata dal consigliere comunale Donato Malpede sulla necessità di qualche piccolo investimento sull’ambulatorio da terzo mondo. Per il resto? “Diciamo che ho registrato in questi anni qualche incoerenza - continua Marchiori - Per il momento ho deciso di non avere più tessere in tasca. Chiamiamola: fase di riflessione. Aggiungo che a livello locale non c’è stata alcuna gestione della squadra e i novizi, come me, non sono stati seguiti come mi sarei aspettato. Gli unici consigli ricevuti sono stati quelli di papà e sono stati ottimi….”. La verità è che in vista delle elezioni del prossimo anno c’è chi lo dà in viaggio per i Fratelli d’Italia. “In politica i contatti ci sono sempre -  mette le mani avanti - Io ho una linea di pensiero. Quando sarà e se sarà non uscirò tanto dai binari ...” Dal punto di vista puramente aritmetico, il cambio di casacca di Marchiori, quando verrà ufficializzato, farà subito saltare all’occhio (più di quanto non salti all’occhio oggi) alcune incongruenza, tra assessori e rappresentanza consigliare. La proporzionalità è saltata per aria. Per esempio perché Forza Ivrea, composta da Diego Borla passato a “Cambiamo con Toti) e Monica Girelli (completamente indipendente), è collegata a ben due assessorati (Michele Cafarelli all’urbanistica e Elisabetta Piccoli al bilancio) riconducibili alla senatrice Virginia Tiraboschi che è di Forza Italia ma è entrata in rotta di collisione un po’ con tutti, soprattutto con il sindaco considerato, anche se lei, novella Pippo Baudo, continua a considerarlo una sua “scoperta”. Anche la Lega ha due assessori (Giuliano Balzola e Giorgia Povolo) e anche in questo caso, sembrerebbero un po’ troppi. Considerando che Antonio Cuomo e Pierfranco Lodesani di Cambiamo Insieme sono già rappresentati dal sindaco e che Donato Malpede di Insieme per Ballurio, essendo da solo, non potrebbe recriminare alcunché,  a pestare i piedi potrebbe dunque essere, nelle prossime settimane, quelli del Gruppo Misto, con Marco Neri leader in città dei Fratelli d’Italia.
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