Tutto è bene quel che finisce bene e sarebbe potuto finire davvero a carte quarantotto. Sabato prossimo, dalle 15 alle 20, in Santa Marta, il Partito democratico andrà a congresso per il rinnovo delle cariche. Allelulia, allelulia, ci sarà un’unica lista, quella del segretario uscente Luca Spitale. Alla fine, dopo una trattativa durata giorni, ci si è messi d’accordo per un direttivo composto da 26 membri (di cui 14 filo-Spitale, almeno in teoria) e si poteva arrivare, stando alla statuto, sino a 40.
Chiaro a tutti che due liste e due candidati a segretario, avrebbe significato, per chiunque avesse vinto, far poi i conti con il probabile disimpegno degli sconfitti (vittoria di Pirro) e il partito, in vista delle elezioni del 2023, non se lo sarebbe davvero potuto permettere. Insomma, contrariamente al 2017 quando si consumò uno strappo mai visto prima tra Spitale e Augusto Vino, organizzato dall’allora presidente del consiglio Elisabetta Ballurio, questa volta tutti ci han messo il buonsenso e si è evitata la provamuscolare.
In verità, se stavolta, il finale sembra già praticamente scritto,è solo perchè Luca Spitale quando ha capito che tutt’intorno era in corso un anomalo tesseramento per mandarlo a casa, si è messo pancia a terra alla ricerca di nuovi iscritti.
Morale? Si è passati dai 125 del 2020 ai 271 conteggiati l’altro ieri, di cui non meno di 150 sono ascrivibili all’attuale gruppo dirigente.
A rappresentare quelli che avrebbero voluto cambiar marcia e pure il segretario, due volti estremamente noti in citta: Francesco Giglio (ex di Ivrea Parheggi e già candidato nella lista civica Ivrea più bella) e Barbara Manucci, presidente dell’Albo delle associazioni e anche lei già candidata tra le file del centrosinistra. Nell’elenco dei “golpisti” anche l’ex assessore Enrico Capirone, gli ex sindaci Carlo Della Pepa e Giovanni Maggia. E poi Laura Salvetti delle Spille d’oroi, Mariella Rapetti della Cgil, l’ex vicesindaco Gianni Cimalando
“Sì – ci aveva confessato Spitale in un’intervista rilasciata in tempi non sospetti– Io sono disponibile a ricandidarmi, peraltro non vedo all’orizzonte una corrente alternativa o altri candidati. Io non ne sono a conoscenza e, comunque,lo verrei a sapere per ultimo. Se ci fosse cercherei di capire il da farsi con la certezza che non si tratterebbe di un’alternativa figlia di una rottura e io continuerei a stare dentro il Pd.. La verità è che le correnti del passato non ci sono più, al massimo ci sono uomini e donne di diversa estrazione. Da quando dirigo il partito il dibattito non ha mai oltrepassato certi toni…”.
A quanto pare le correnti alternative c’erano.
Fatto il segretario e il nuovo direttivo in via Piffetti si tornerà inesorabilmente a parlare di candidati a sindaco, quasi certe le primarie.
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