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IVREA. Elezioni 2023: Cinquestelle e Viviamo Ivrea “a braccetto”

IVREA. Elezioni 2023: Cinquestelle e Viviamo Ivrea “a braccetto”

Massimo Fresc

Elezioni 2023. Partiti, movimenti e liste civiche. Governo della città. Qualcosa in città si muove. Ne abbiamo parlato con Massimo Fresc, capogruppo in consiglio del Movimento 5 stelle. Nelle passate settimane il  segretario cittadino del Pd ha cominciato a parlare di future alleanze in vista del congresso ma soprattutto delle elezioni che si terranno nel 2023.   Il tema delle possibili alleanze è per noi prematuro, il nostro modo di ragionare è un altro. Pensiamo sia necessario partire da un ascolto dei problemi e delle proposte dei cittadini, delle associazioni e degli imprenditori. Il nostro desiderio è che si apra in città un partecipato confronto; è necessario trovare risposte ai bisogni ed elaborare una “visione” della città che si possa perseguire e realizzare, un progetto che renda l’amministrazione più efficiente, migliori le possibilità esistenziali dei cittadini e favorisca una crescita economica sostenibile del nostro territorio.  I programmi e le idee che abbiamo presentato nelle precedenti amministrative hanno bisogno di aprirsi al confronto e alla mediazione, ma siamo indisponibili a vecchie prassi fatte di “mere strategie”, accordi sotto banco e liste senza sostanza. All’orizzonte già intravede una coalizione tra Cinquestelle e Viviamo Ivrea. Risulta anche a voi? Con Viviamo Ivrea collaboriamo con facilità da due consiliature, durante il governo Della Pepa dai banchi dell’opposizione abbiamo criticato la chiusura al confronto e la “stanchezza” dell’amministrazione. Le attività comuni tra i nostri gruppi sono possibili perchè abbiamo una sensibilità condivisa sui temi civili generali e accordo sulle soluzioni a molti problemi concreti della nostra città; sono buoni presupposti per  iniziare a coinvolgere la cittadinanza su temi importanti. Con Francesco Comotto spesso ci confrontiamo, il suo impegno e la sua esperienza sono importanti. Cosa significa oggi essere dei cinquestelle? Il Movimento 5 Stelle ha dato la possibilità a molte persone con passione civile di trovare uno “spazio  pulito” in cui agire. La sfida a livello nazionale è quella di trasformare il Movimento in una forza riformista, strutturata e ben organizzata sul territorio; l’importante lavoro di riorganizzazione e di indirizzo politico che Giuseppe Conte ha proposto e l’assemblea degli iscritti ha votato a grande maggioranza, darà i suoi frutti e ci porterà oltre le difficoltà in cui ci troviamo. E dei cinquestelle a Ivrea? Il M5S ad Ivrea è libero da rapporti di interesse e questo ci permette di difendere e perseguire l’interesse pubblico senza nessun impedimento. Le esperienze di governo, la possibilità di alleanze volute dagli iscritti sono fatti nuovi che ampliano e rinnovano le possibilità di azione a livello locale, ma i principi, la moralità, e lo spirito di servizio devono essere la guida. Il M5S ad Ivrea è attivo in Consiglio Comunale da nove anni, dove siamo una forza operosa e propositiva, abbiamo acquisito molte conoscenze relative all’amministrazione e alle problematiche della città e del suo territorio.  Sulle tematiche ambientali siamo stati in grado di coinvolgere la popolazione e collaborare con associazioni e comitati, sono state lotte importanti che ci appartengono; recentemente abbiamo portato il Consiglio ad approvare una nostra mozione sfavorevole all‘inceneritore di Cavaglià e preso posizione e partecipato alle manifestazioni legate al deposito di materiale radioattivo di Mazzè ; la partecipazione è l’unica possibilità per dare ossigeno alla politica e alle idee.
... mentre seguivamo una partita di calcio, mi ha comunicato il tentativo suo e di altri giovani di rinnovare il partito slegandolo dai limiti del passato.
Come sono i rapporti con Luca Spitale? Ho avuto la possibilità di una chiacchierata con il Segretario Luca Spitale mentre seguivamo una partita di calcio, mi ha comunicato il tentativo suo e di altri giovani di rinnovare il partito slegandolo dai limiti del passato. Luca Spitale è aperto al dialogo e al confronto e questo è sempre un bene. E con il Gruppo consigliare del Pd? Le collaborazioni con il gruppo consiliare del Partito Democratico sono cresciute in questi anni, dove abbiamo valutazioni simili collaboriamo alla stesura di documenti che presentiamo in Consiglio; è nella logica della minoranza unire le forze. Abbiamo verificato sensibilità comuni rispetto temi civili presentando ordini del giorno sottoscritti da tutta la minoranza, azioni che ribadiscono il valori legati alla nostra storia antifascista e al rispetto e al valore delle differenze culturali e religiose presenti nella nostra società. Su altri temi relativi alla città abbiamo prospettive diverse, mi riferisco alla Fondazione Guelpa, alla partecipata Ivrea Parcheggi, al futuro dell’area mercatale, abbiamo valutazioni divergenti sul passato e sul presente dell’area ex Montefibre. Alle precedenti amministrative voi avevate fatto una scelta di campo correndo da soli. Pentiti? Non siamo pentiti ad aver corso da soli nelle ultime due elezioni comunali, erano altri tempi. Sono state competizioni elettorali per noi impegnative che ci hanno permesso di incontrare i cittadini e preparare programmi condivisi. Le votazioni nazionali degli iscritti hanno stabilito più recentemente la possibilità di alleanze nei comuni, stiamo cercando di costruire una rete di collaborazioni in città che potrebbero essere la loro premessa; vogliamo correre con liste civiche e gruppi che siano disponibili al dialogo, ad un lavoro approfondito e alla condivisione di valori e progetti.  Il segretario cittadino del Pd ha già inserito tra gli amici, sia Rifondazione Comunista, sia Laboratorio Civico, ma vuole anche allargarsi al centro…. Cosa ne pensi? Non ci appassionano questo tipo di considerazioni, anche perché la politica è difficilmente prevedibile. La nostra proposta politica non nasce e non si giustifica come risposta alla presunta minaccia che dovrebbe rappresentare una riconferma del centro destra al governo della città. Per molti, ricandidando Stefano Sertoli, il centrodestra non avrà alcun problema a vincere le elezioni. Secondo voi? L’amministrazione Sertoli ha deluso le aspettative di cambiamento: la volontà di un vero confronto con la minoranza è rimasto sulla carta; Ivrea non riesce ad esercitare il necessario ruolo di capofila e coordinare in azioni comuni le amministrazioni del territorio; manca una visione e un progetto chiaro per il futuro che ostacola un approfondito lavoro relativo al nuovo piano regolatore; l’attenzione all’interesse pubblico avrebbe richiesto posizioni più critiche e coraggiose nei confronti di Smat e S.C.S e altri potentati. Concretamente non s’è ancora visto nulla, ma arriveranno nei prossimi mesi un mucchio di contributi, per il castello e una serie di progetti sulle aree disagiate. Quasi certamente, prima della fine del mandato riusciranno a illuminare il castello e a buttare giù l’ex Cena per poi costruire la nuova biblioteca. Questa amministrazione, secondo te, ha amministrato bene o male? I bandi vinti relativi ai progetti di rigenerazione urbana sono un ottimo risultato per la città, gli uffici comunali hanno lavorato con tempestività e professionalità supportati dalla volontà di alcuni assessori. La valutazione dell’operato dell’amministrazione è resa complicata dall’eccezionalità degli eventi legati all’epidemia e dai cospicui trasferimenti arrivati dal governo centrale, ma è evidente l’attenzione che la giunta ha esercitato sul solido bilancio della città ereditato dal passato, lodevoli le azioni svolte per ridurre l’evasione  del pagamento di fondi dovuti e la stipula di nuovi contratti più equi e convenienti con i comuni dell’eporediese. Anche in campo culturale, dopo l’inerzia completa dei primi anni in cui il sindaco aveva le deleghe, sono state portate in città iniziative importanti che hanno avuto riconoscimento dal pubblico. La maggioranza in consiglio comunale porta contributi minimi alla discussione, nelle commissioni e riunioni relative al nuovo piano regolatore non ha saputo presentare proposte organiche. Serpeggia nei banchi della maggioranza un’ ostilità verso l’operato di associazioni e iniziative legate alla sinistra, un ostilità che crea inutili e infondate contrapposizioni e pregiudizi per noi inaccettabili.
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