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IVREA. Ci avrete mica fatto pagare la depurazione dell’acqua del lago San Michele?

La premessa è che a seguito di un lavoro sul “sistema di depurazione” risalente al 2013, dopo alcuni sopralluoghi e l’esame delle mappe richieste agli Uffici comunali e a Smat, i cinquestelle avevano rilevato - e quindi segnalato all’Amministrazione Comunale e all’Arpa - che le acque di scarico del lago San Michele risultavano trattate nel depuratore di Torre Balfredo. Si tratterebbe - manco a dirlo -  di una inutile depurazione. Se confermata,  avrebbe già causato ingenti sprechi economici legati alla depurazione dell’acqua che durante l’anno fuoriesce dal lago e pure un costo addebitato in bolletta ai cittadini. Da qui la decisione del consigliere comunale Massimo Fresc di chiedere al sindaco una verifica. “Abbiamo anche chiesto - precisa Fresc -  di tutelare gli interessi economici dei cittadini qualora fosse accertato che le acque del lago vengono, o sono state in passato, trattate dal depuratore di Torre Balfredo....” Ma non è finita qui Sempre a proposito di Smat,  c’è molta attesa sulla risposta che l’Amministrazione comunale darà intorno alla decisione della Società Metropolitana Acque Torino S.p.A. di scaricare sull’ultima bolletta dell’acqua del 2021 i costi di depurazione arretrati.  Una risposta in realtà già c’è ed è di Paolo Romano presidente della municipalizzata. «L’espletamento delle procedure di verifica degli utenti interessati – ha scritto – reso complesso anche per la necessità di adeguare il sistema informatico, ha generato dei ritardi che hanno impedito una comunicazione preventiva obbligandoci a un addebito relativo agli anni 2020 e 2021 su un’unica bolletta. La sommatoria degli addebiti può comportare per gli utenti un onere elevato e non preventivato. Per superare la criticità programmeremo un piano di rateizzazione che sarà a breve comunicato». Morale?   Smat si è detta disponibile a spalmare il costo dei due anni di depurazione sulle bollette dei prossimi due.  S’aggiunge che alle bollette con scadenza  21 gennaio, non verrà applicato   alcun interesse di mora. Il problema sarebbe sorto alla fine del 2019, quando Smat ha attivato il nuovo impianto di depurazione di Canton Moretti e terminato i lavori di potenziamento dell’impianto di Torre Balfredo. L’aggiornamento  delle oltre mille utenze interessate si è protratto nel tempo e, alla fine, i costi di due anni, sono finiti in un’unica maxi bolletta.  “La grave decisione della Società Metropolitana Acque Torino S.p.A. di scaricare sull’ultima bolletta dell’acqua del 2021 i costi di depurazione arretrati – commenta Fresc – mostra una disattenzione completa per i cittadini. La società ancora una volta ha dimostrato di essere attenta ai dividendi degli azionisti e lontana dalle concrete esigenze degli utenti….”. Molti cittadini peraltro lamentano la mancanza di informazioni relative alla reale situazione della depurazione delle acque delle aree in cui risiedono, alcuni di questi si sono anche rivolti al sindacato dei consumatori. “Nel settembre del 2013 - spiega Fresc - presentammo una mozione, approvata in Consiglio Comunale, che impegnava il Sindaco e la Giunta a diffondere una mappa delle zone non servite da depurazione per permettere ai cittadini di verificare, con facilità, se le loro abitazioni fossero allacciate al depuratore o meno. Com’è noto la sentenza della Corte Costituzionale (n.335/2008) ha stabilito che coloro che non utilizzano la depurazione non la devono pagare ed hanno diritto ad un rimborso retroattivo delle quote ingiustamente versate negli anni...” Venne fuori che nonostante i lavori sul depuratore di Torre Balfredo e l’attivazione del depuratore di San Bernardo, una parte della città non era ancora collegata e continuava a scaricare nella Dora senza alcuna depurazione. “Quali parti della città di Ivrea non sono collegate al sistema di depurazione - si domanda ancora oggi Fresc - e dove si scaricano le acque non depurate? Con quali tempistiche le diverse zone del Comune sono state allacciate ai depuratori di Torre Balfredo e San Bernardo nel periodo 2019/2021...”. Boh... Nel dibattito politico si inserisce la mancata trasformazione della SMAT in Azienda consortile di diritto pubblico senza fine di lucro. “Un’occasione persa per rispettare la volontà della maggioranza degli italiani espressa nel referendum del 2011sull’acqua  – commenta amaro il grillino – Ci terremo una società per azioni che perseguirà i suoi fini privati di profitto in un sistema economico in cui detiene un monopolio e amaramente prendiamo atto dei grossi limiti della nostra democrazia. Pensiamo che la trasformazione in Azienda consortile a diritto pubblico avrebbe potuto superare la mancanza di adeguata collaborazione tra la Società, i Comuni, le Associazioni dei cittadini  e degli utenti e avrebbe reso possibile una gestione più attenta e democratica dell’ambiente e dell’acqua, nostro bene pubblico.”
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