I sindaci presenti alla conferenza stampa e l'avvocato Silvia Ingegnatti
ALTO CANAVESE. “Non chiamateli sindaci ribelli, il loro ricorso è previsto dalle regole” afferma con decisione l’avvocato Silvia Ingegnatti. Il legale amministrativista era stato ingaggiato lo scorso mese dai sindaci di nove comuni canavesani per individuare le incongruità presenti nel bando sulla raccolta e lo smaltimento rifiuti presentato dal Consorzio Canavesano Ambiente. Durante la conferenza stampa del 13 gennaio i sindaci hanno snocciolato le questioni problematiche una per una.
Giambattistino Chiono, sindaco di Busano, ha dichiarato durante la conferenza stampa: “La nostra istanza in autotutela è stata presentata nell’interesse esclusivo dei cittadini. Abbiamo scaricato il testo del bando solo il 28 novembre, prima non abbiamo avuto il permesso di visionare nulla. Una volta letto, ci siamo resi conto che c’erano dei problemi”.La formula che li condensa meglio è proprio di Chiono: “col nuovo bando ci saranno meno servizi ma con costi più alti rispetto al contratto in essere in questo momento”. Il bando riguarda il sub-bacino 17 del Consorzio Canavesano Ambiente, che comprende 47 comuni, poco meno della metà dei 108 rappresentati dal CCA. E visti questi numeri i sindaci temono che il bando, che ritengono ingiusto, possa avere gravi conseguenze sul portafoglio dei canavesani.Questo il motivo del ricorso. Che non è un contenzioso, spiega l’avvocato Ingegnatti: “Non si tratta di un processo, non c’è di mezzo il TAR. Si tratta semplicemente della possibilità degli amministratori di presentare ricorso in autotutela in quanto hanno riscontrato delle criticità in un capitolato d’appalto che li riguarda”.L’istanza di revoca del bando è stata presentata a SCR, la stazione appaltante, e a CCA, l’appaltatore. Alla prima spetterebbe la replica, in quanto detentrice del potere di revoca del bando, ma nulla si è mosso. E questo, secondo i sindaci e l’avvocato, sarebbe ancora più grave, “perché CCA non ha mai voluto affrontare una discussione seria sul problema, ma ha preferito affidarsi ai giornali, talvolta passando anche agli attacchi personali verso di me e verso i sindaci” ha tempestato l’avvocato Ingegnatti.
Le incrongruità del bando
Secondo i ricorrenti, le incongruità del bando ruotano tutte attorno a un rapporto: quello tra costi e servizi offerti.Nell’istanza si legge che il corrispettivo di base d’asta del bando ammonta a circa 72 milioni di euro per sei anni, mentre il contratto in essere ne prevedeva 57 milioni per sette anni. Perché, dunque, questo aumento?Seguendo l’argomentazione dell’istanza, la questione si farebbe ancora più contraddittoria se si gettasse un occhio al calo dei servizi offerti. L’elenco è lungo, ma tra tutti svetta la pulizia delle aree mercatali, che presenta problemi su più versanti.Chiono ne ha largamente parlato durante la conferenza stampa: “Secondo il bando la pulizia delle aree mercatali sarà effettuata in sette Comuni, ma non si capisce se i costi del servizio saranno a carico loro o se verranno ripartiti tra tutti i Comuni del sub-bacino. Attualmente questo servizio è opzionale e si basa sulle scelte delle amministrazioni, e probabilmente sarebbe stato meglio lasciarlo così”.La questione della pulizia dei mercati è importante anche perché la poca chiarezza con cui è stata formulata nel bando ha generato quello che in gergo giuridico è chiamato “errore materiale”: in soldoni, una svista, una disattenzione nella stesura del testo. Nello specifico, gli estensori, involontariamente, non avrebbero scritto nero su bianco su quali Comuni dovranno gravare i costi della pulizia delle aree mercatali dei sette comuni designati. Solo sul bilancio dei sette comuni? O su quello di tutti gli altri 47? In più, si chiedono i ricorrenti, non c’è forse un errore grossolano nella stessa affermazione per cui i mercati si svolgono solo in sette dei 47 comuni del sub-bacino? Secondo i sindaci, nonostante le quindici corpose pagine di ricorso, anche solo quest’ultimo errore materiale basterebbe alla revoca del bando. Ma bisogna fare presto, dicono: il bando scade il 18 gennaio.
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