ALTO CANAVESE. Per la raccolta rifiuti nel Canavese si va alle carte bollate. Il 20 dicembre nove Comuni - Alpette, Busano, Ceresole Reale, Favria, Feletto, Locana, Ozegna, San Ponso e Sparone - hanno deciso di rivolgersi all’avvocato Silvia Ingegnatti di Torino per chiedere la revoca del bando di gara indetto dal Consorzio Canavesano Ambiente per i servizi di raccolta, trasporto e trattamento rifiuti urbani e assimilati, spazzamento ed altri servizi di igiene urbana.
Un bando, insomma, con il quale il consorzio appalterà la gestione dei rifiuti per i prossimi sei anni (con possibilità di due anni di proroga). Il valore presunto dell’appalto si aggira intorno agli 86 milioni di euro.
“Abbiamo riscontrato evidenti difformità e incongruenze analizzando i documenti - anticipa Giambattistino Chiono, sindaco di Busano e tra i promotori più convinti del ricorso - e per questo ci affideremo al legale».
Maggiori dettagli verranno forniti nella conferenza stampa convocata per il tardo pomeriggio di giovedì 13 gennaio in Comune a Feletto. Al momento, sulla vicenda, i sindaci dei nove paesi mantengono il massimo riserbo.
Fino al 2021 la raccolta rifiuti era affidata alla Teknoservice srl. Il 24 settembre scorso, poi, è arrivato il bando del Consorzio Canavesano Ambiente, che aveva ricevuto il via libera quindici giorni prima dal consiglio di amministrazione. La procedura di appalto è stata affidata alla Società di Committenza Regione Piemonte (SCR Piemonte) che funge da stazione appaltante. La società che se lo aggiudicherà dovrà occuparsi della raccolta e dello smaltimento rifiuti di tutto il sub-bacino 17, al quale afferiscono 47 comuni. Poco meno della metà dei 108 compresi nel territorio del consorzio.
La risposta di Perinetti
A sentire il presidente di CCA Maurizio Perinetti, invece, non ci sarebbero contraddizioni né incongruenze nel bando pubblicato. “Il bando è stato discusso coi comuni diverse volte, e hanno avuto la possibilità di fare osservazioni di cui abbiamo tenuto conto. Forse il problema che hanno riscontrato è che ci sono alcuni servizi che c’erano prima e che col nuovo bando non ci sono più – ipotizza - ma ci sono molte cose in più nel nuovo bando, come la messa a disposizione dei centri di raccolta mobili a rotazione tra i Comuni interessati”.
Il presidente del consorzio non risparmia le critiche sui Comuni che hanno presentato l’istanza di revoca: “Non si sono accorti che nel vecchio bando i costi di smaltimento erano a carico dei comuni, mentre col nuovo bando sono a carico dell’appaltatore. In più, nelle istanze che hanno presentato ci sono svariate inesattezze. SCR sta lavorando a una risposta da dare in merito”.
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