Ivrea scende in campo contro l’inceneritore che la società A2A vorrebbe costruire in quel di Cavaglià per la produzione di energia elettrica e termica attraverso la combustione di 278.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali non pericolosi.
Lo fa con una mozione sottoscritta dal grillino Massimo Fresc e da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Al consiglio comunale in programma questa sera chiederanno un impegno in questo senso da parte della giunta ma anche l’attivazione, tramite SCS e CCA (Consorzio Canavesano ambiente) di politiche territoriali di area vasta in grado di contrastare (facendo massa critica) decisioni calate dall’alto che possono impattare pesantemente sul futuro di un territorio già soggetto a notevoli pressioni sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Infine di adottare gli atti necessari per favorire la riduzione dei rifiuti urbani, la raccolta differenziata porta a porta, l’attivazione del sistema di tariffazione puntuale.“Il sito di Valledora - commentano preoccupati Fresc e Comotto - è situato ad una distanza inferiore a 20 chilometri da Ivrea. L’impianto prevede una canna fumaria di 90 metri di altezza con una portata di fumi intrisi di sostanze cancerogene e tossiche come la diossina, polveri, furani pari a 160 mila metri cubi all’ora, che interesseranno un’area fino a 30 km di raggio senza considerare l’ampliamento delle distanze causati dai venti e delle correnti naturali..”.
Morale? Il progetto, secondo Fresc e Comotto, rappresenta una minaccia anche alla salute degli eporediesi perché andrebbe a peggiorare la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo che già oggi sono in condizioni critiche.
Inaccettabile anche da un punto di vista turistico.
“Il settore - commentano è una importante possibilità di sviluppo del nostro territorio. E’ necessario operare per il mantenimento e il miglioramento delle condizioni ambientali, per la difesa dei nostri vigneti e delle produzioni agricole di eccellenza, per la tutela delle aree protette e percorsi come la Via Francigena, il Cammino d’Oropa, la Serra Morenica, l’area dei 5 Laghi d’Ivrea, il lago di Candia, il lago di Viverone...”.
Per la cronaca la prima richiesta di A2A risale all’8 luglio del 2012. Si chiedeva il rilascio delle autorizzazioni ambientali necessarie per il progetto di un “Impianto per la produzione di energia elettrica e termica mediante combustione di rifiuti speciali non pericolosi in località Gerbido a Cavaglià (BI)” e Santhià (VC)”.
La procedura viene svolta di concerto tra la Provincia di Biella e la Provincia di Vercelli.
Il 23 gennaio del 2018 al Parlamento Europeo arriva una petizione promossa dal sindaco di Tronzano Vercellese, grazie alla quale nel dicembre dello stesso anno nell’area di Valledora si presenta una delegazione per un controllo.
Nel report finale si esprime preoccupazione per l’impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente e per la contaminazione delle acque sotterranee. Infine ci si raccomanda, manco a dirlo, di emanare norme vincolanti a livello regionale per promuovere la responsabilità del produttore, quindi si ritorna a parlare della raccolta porta, della riduzione dei rifiuti indifferenziati, della riparazione, del riutilizzo e del riciclo, muovendosi così verso un’economia circolare.
Il 17 settembre scorso, 29 Comuni compresi nel raggio di 20 km attorno al sito ipotizzato dalla Società A2A hanno sottoscritto e inviato una lettera al Presidente della RegioneAlberto Cirio, all’Assessore regionale all’Ambiente e ai Presidenti delle Provincie di Biella e di Vercelli esprimendo il proprio dissenso e il27 settembre anche il Consiglio Comunaledi Cavaglià ha deliberato la propria contrarietàallegando il resoconto della commissione del Parlamento Europeo.
Infine è del 6 novembre l’annuncio del Movimento Valledora (comitati ambientalisti di comuni delle province di Biella e Vercelli)del conferimento di un incarico all’avvocato Michele Greco. Lavorerà per preparare osservazioni che esprimano contrarietà sull’impianto.
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