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21 Ottobre 2021 - 12:02
Il sindaco Giovanni Franchino
TAVAGNASCO. Emergenza cinghiali: Tavagnasco ha aderito alla raccolta firme per l’emergenza cinghiali. “Agricoltori, - chiama a raccolta il Sindaco Giovanni Franchino - cittadini, passate in comune a firmare in orario d’ufficio”.
Gli sportelli pubblici sono aperti dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.15 alle 16.30. L’iniziativa è promossa dal comitato Amici degli ambienti rurali piemontesi. Anche il sindaco Franchino lancia l’allarme ungulati.
La proliferazione abnorme e incontrollata degli animali selvatici è ormai una vera e propria piaga.
I cinghiali in particolare, oltre a essere una delle maggiori cause di danni alle coltivazioni agricole, hanno determinato un sensibile aumento degli incidenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali. Per i cittadini in generale e per il mondo agricolo in particolare, spesso, gli indennizzi per i danni patiti dalle imprese agricole vengono liquidati, nella maggior parte dei casi, soltanto in misura marginale e con pesanti ritardi.
Proprio a luglio, nel territorio dei Comuni di Castellamonte, Colleretto Giacosa, Loranzè, Parella, Pavone, Perosa, San Martino Canavese, Scarmagno era andato in scena un intervento di contenimento del cinghiale.
“Il cinghiale - scrive il sindaco -, costituisce ormai una presenza costante nell’area provinciale e l’affermazione della specie anche in prossimità di aree fortemente antropizzate ha provocato un forte impatto sulle attività umane diventando causa di danni alle colture agricole e un elemento di rischio per la viabilità.
L’esigenza di fornire una risposta a questi problemi porta all’emanazione, da parte della Regione Piemonte, della L.R. 27 gennaio 2000 n. 9 con la quale, oltre a ribadire il divieto di allevamento di cinghiali per scopi venatori e di immissione sul territorio, viene anche prevista l’attuazione di piani di contenimento individuando nelle Province i soggetti preposti alla loro realizzazione e approvazione”.
La maggioranza del primo cittadino, Giovanni Franchino, aveva già lanciato l’allarme, qualche mese fa, in consiglio comunale, con una delibera ad hoc dove si chiedeva di “Verificare i dati dettagliati degli abbattimenti, relativi al peso eviscerato e demografici, in rapporto ai sessi e alle classi d’età, per caratterizzare le popolazioni di cinghiali al fine di adottare programmi di contenimento e piani di prelievo adeguati”.
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