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RIVAROLO CANAVESE. La ricca ereditiera e l’ex marito in tribunale per gli alimenti

RIVAROLO CANAVESE. La ricca ereditiera e l’ex marito in tribunale per gli alimenti

Tribunale di Ivrea

RIVAROLO CANAVESE. Quella che è a dibattimento in questi giorni in tribunale a Ivrea è una battaglia tra una ricca ereditiera e l’ex marito insolvente. Lui, Gesualdo Cosentino, 53 anni, consulente finanziario è imputato per aver violato gli obblighi di assistenza familiare imposti dal tribunale dopo la sentenza di divorzio del maggio 2019. L’ex moglie, invece, è figlia di un noto industriale fondatore di una delle più importanti imprese meccaniche dell’Alto Canavese dal quale ha ereditato una vera e propria fortuna.

Cosentino doveva versare all’ex moglie mille e 250 euro mensili. Ma dopo i primi bonifici ha iniziato a versarne solo una parte. Spesso faceva partire bonifici di 300 euro, la quota che spetterebbe al figlio. Ma solo fino a febbraio 2020, quando è diventato maggiorenne. Poi più nulla.

E il motivo Gesualdo Cosentino lo ha spiegato, venerdì mattina, in aula, davanti al giudice Antonio Borretta. «Ha impedito a me a nostro figlio di utilizzare l’appartamento di Juan les Pins che avevamo acquistato con un mutuo al 50 %. Volevamo andare a vedere il Gran premio di Montecarlo e così ho deciso di ridurre l’assegno di mantenimento» ha spiegato Cosentino, giustificando così quella che sembra una ripicca. Ma davanti al giudice, Cosentino ha però detto di aver costituito a favore del figlio una dote da 150 mila euro in assegni circolari, di trattare l’acquisto di un immobile a Torino dove studia e di avergli intestato il 25% delle quote di una holding di cui anche lui è socio.

In aula il consulente finanziario ha in poi anche raccontato come in questa storia sia lui la vittima: «Per dieci anni, prima di ottenere il divorzio, ho subito attacchi dalla famiglia della mia ex moglie. Discutevamo su tutto. Io non condividevo gli studi intrapresi da nostro figlio. E non sono mai stato d’accordo con il tipo di alimentazione a cui era stato sottoposto».

 E davanti al giudice, il consulente ha spiegato come in realtà voglia bene al figlio e abbia fatto di tutto per lui: «A spese mie gli acquistavo libri di scuola, abbigliamento, un’auto e addirittura ho pagato le tasse sulle proprietà ereditate dal nonno».

«Quello che racconta il mio ex marito è falso. Ha versato solo una parte dei soldi» ha detto la donna in aula. Una storia che le ha rovinato la vita a tal punto da non ricordare nemmeno l’esistenza di un bonifico ricevuto dal marito e confermato ieri in aula solo dopo aver consultato l’home banking sul telefonino.

Il processo è stato aggiornato a venerdì prossimo.

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