Cerca

Il Ministro Carfagna ridisegna la geografia del circondario di Ivrea aggiungendo 16 comuni valdostani

Il Ministro Carfagna ridisegna la geografia del circondario di Ivrea aggiungendo 16 comuni valdostani

mappa aree interne

La notizia si è propagata come una macchia d'olio nei giorni scorsi in contemporanea con una lettera spedita dall'Assessore all'Istruzione della regione Valle d'Aosta Luciano Caveri  al Ministro per la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, per contestare una decisione tecnica, nell’ambito dell’aggiornamento della ‘Mappa Aree Interne’. Abracadabrà il governo, all'insaputa della giunta eporediese, nell'aggiornare le cartografie, ha individuato Ivrea come centro di riferimento per molti comuni valdostani sulla base del criterio di prossimità a discapito di quello di territorialità. Appena se n'è accorto Craveri per poco non cascava giù dalla sedia, da qui la richiesta di una immediata revisione della mappatura, individuando il solo comune di Aosta quale Polo di riferimento per tutta la Regione autonoma Valle d’Aosta.
“Sebbene in termini generali l’aggiornamento della Mappa ha seguito la precedente impostazione teorica – mantenendo i criteri identificativi utilizzati nel 2013/14 per l’individuazione dei Centri di offerta dei servizi e il calcolo della distanza in termini di percorrenza stradale effettiva per l’attribuzione dei diversi Comuni alle relative fasce di appartenenza –, per quanto concerne la Valle d’Aosta, il lavoro che ne è scaturito non sembra tenere adeguatamente conto delle specificità e delle peculiarità del territorio regionale”, scrive l’Assessore Caveri. “Mi riferisco, in particolare, - prosegue - all’individuazione del Polo di Ivrea, situato nel territorio piemontese, quale Polo preso come centro di riferimento per molti Comuni valdostani sulla base del criterio di prossimità, a discapito di quello di territorialità. Questa relazione, oltre a non tradurre le reali esigenze dei cittadini, non appare in linea con l’obiettivo stesso della Strategia nazionale per le Aree Interne, che si pone l’obiettivo di assicurare agli abitanti l’accessibilità ai servizi essenziali (istruzione, servizi socio-sanitari e mobilità)”. Contestando questa scelta extraterritoriale, che pone Ivrea e non Aosta come ‘polo di attrazione’, aggiunge: “Nello specifico, mi preme sottolineare come lo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, approvato con legge costituzionale del 26 febbraio 1948, n. 4, e le relative norme di attuazione riconoscano specifiche prerogative in materia d’istruzione mediante l’attribuzione della potestà legislativa e il riconoscimento dell’autonomia regionale in ambito scolastico, prerogative dalle quali discende la necessità di un costante adattamento della legislazione nazionale alla realtà della Regione. Inoltre, la valorizzazione della lingua francese, la tutela della minoranza linguistica Walser e la promozione del plurilinguismo sono elementi costitutivi dell’identità valdostana e non possono e non devono in alcun modo essere superati da un mero criterio di prossimità nell’accessibilità a determinati servizi”. Nella sua lettera indirizzata alla Ministra Carfagna l’Assessore Caveri richiama infine l’attenzione “sul fatto che, in considerazione della morfologia territoriale peculiare – ricordo che la Valle d’Aosta è l’unica regione italiana ritenuta interamente come montana – e della conformazione dei territori comunali che si sviluppa quasi sempre entro un elevato campo di variazione dell’altitudine, l’applicazione tout court dei criteri per il calcolo della distanza non restituisce una fotografia veritiera degli spostamenti sul territorio. Al riguardo, segnalo che molti dei valori indicati, pur essendo frutto della media determinata applicando il metodo descritto nella nota tecnica del NUVAP, non risultano essere coerenti con i tempi effettivi di percorrenza”. I comuni a cui si fa riferimento (bassa Valle) sono quelli che da sempre  la tradizione giornalistica definisce  vicini a Ivrea. E parliamo di: Arnad, Ayas, Bard, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Champdepraz, Champorcher, Donnas, Fontainemore, Gaby, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Hône, Issime, Issogne, Lillianes, Montjovet, Perloz, Pontboset, Pont-Saint-Martin, Verrès.

***

Ora è inutile aggiungere che tutto questo fa un pochetto sorridere non foss'altro che Ivrea e Aosta sono sempre state vicine e contrapposte fin dai tempi della divisione di Aosta del Regno di Sardegna e del dipartimento della Dora di età napoleonica. L'apice (s'intende nella contrapposizione) lo si raggiunse con la creazione della nuova Provincia di Aosta nel 1927 e la fusione dei circondari di Aosta e di Ivrea, già appartenenti alla provincia di Torino. Tale decisione suscitò ben presto un grande malcontento nella popolazione canavesana, che considerò sempre un grave affronto del regime alla propria "italianità" l'essere inglobata in una provincia "artificiale" e "franciosante" con, per giunta, capoluogo Aosta. Nei nostri giorni, al contrario, alcuni comuni dell'eporediese, si sono mossi, ahìloro senza risultati,  per cambiare regione, puntando ai benefici della Regione a statuto speciale.

La strategia

La Strategia nazionale per le aree interne, prevista dal Programma nazionale di riforma, è disciplinata dalle Delibere CIPE n. 9 del 2015, n. 43 del 2016, n. 80 del 2017, n. 52 del 2018 e n. 72 del 2019 – in attuazione delle indicazioni contenute nell’Accordo di Partenariato per l’Italia 2014-2020 (sezioni 1 e 3) – ed è finanziata con risorse a carico delle disponibilità del Fondo di rotazione ex Legge n. 183/1987 attraverso leggi di bilancio che si sono succedute (Legge 27 dicembre 2013 n. 147; Legge 23 dicembre 2014, n. 190; Legge 28 dicembre 2015, n. 208; Legge 27 dicembre 2017 n. 205). L’autorizzazione di spesa a favore delle aree interne, inizialmente pari complessivamente a 281,18 milioni di euro destinati al finanziamento di interventi in 72 aree (nella misura di circa 3,74 milioni di euro per ciascuna), è stata recentemente incrementata per effetto di provvedimenti successivi che, in linea con quanto previsto dal Piano per il Sud in relazione al potenziamento e al rilancio della Snai, hanno raddoppiato (da 281,18 a 591,18 milioni di euro) le risorse destinate alle Aree Interne. Nel dettaglio, la legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio per il 2020) ha incrementato l’autorizzazione di spesa a carico del Fondo di rotazione di complessivi 200 milioni di euro per il triennio 2021-2013 ed ulteriori risorse sono state destinate dal decreto legge n. 104 del 14 agosto 2020 al rafforzamento e all’ampliamento della Snai, per cui l’autorizzazione di spesa è stata incrementata di 10 milioni di euro per il 2020 a carico del Fondo di rotazione e di 100 milioni di euro per l’anno 2021 a carico del Fondo per lo Sviluppo e la  Coesione. A tali stanziamenti si sommano ulteriori risorse destinate alle aree svantaggiate; la legge 160 del 2019 ha istituito un fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, a valere su risorse FSC e destinato ai comuni presenti nelle aree interne; la dotazione complessiva del Fondo è stata poi incrementata di ulteriori 120 milioni di euro dall’art. 243 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (dl rilancio). Infine, la legge n. 77 del 2020 ha messo a disposizione 99 milioni di euro destinati, principalmente, alla realizzazione di interventi di sostegno alle popolazioni residenti nei comuni svantaggiati. La governance della Strategia è definita dalla Delibera CIPE n. 9 del 2015 e s.m.i., che istituisce il “Comitato tecnico aree interne”, coordinato dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con competenze sui processi di selezione delle aree, sulla definizione delle strategie d’area e sulla verifica del rispetto dei cronoprogrammi. Il Comitato è inoltre composto da: Agenzia per la coesione territoriale, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell’istruzione, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ANPAL, Ministero della salute, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie e Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, ANCI – IFEL, CREA, INAP, UPI, Regione/Provincia autonoma interessata.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori