Problema assembramenti sulla linea ferroviaria Torino-Aosta. Se n’è parlato anche l’altra sera in consiglio comunale grazie ad una mozione che portava la doppia firma di Fabrizio Dulla e Andrea Benedino, entrambi pendolari, entrambi del Pd.
Al centro del dibattito la necessità di far sedere attorno ad un tavolo (e lo deve fare il sindaco Stefano Sertoli) gli assessori regionali ai trasporti del Piemonte e della Valle d’Aosta per risolvere una volta per tutte il problema dell’esiguità delle carrozze negli orari di punta. Un problema che c’era anche prima della pandemia e che avrebbe dovuto essere risolto proprio in ragione di essa.
E invece? Invece la Valle d’Aosta ha investito sui treni bimodali, composti da sole tre carrozze e non allungabili. Prima della pandemia li utilizzava solo in momenti “morti” della giornata, da qualche mese ha cominciato a farli viaggiare anche negli orari di punta, al mattino e alla sera.“Con quei treni - ha osservato Dulla - non c’è elasticitàrispetto alla domanda e offerta. Si dovrebbe evitare l’utilizzo negli orari con il picco di utenza...”.
Dopodiché c’è un problema. C’è che decide tutto la Valle d’Aosta e il Piemonte sta a guardare.“Non è accettabile che decidano loro anche per noi... - ha inforcato Dullachiedendo al sindaco di affrontare con serietà questo argomento - Gli appalti della Valle d’Aosta si basano principalmente su risorse ministeriali. Il denaro pubblico è anche dei piemontesi....”.
Dal canto suo, Andrea Benedino, autore su Facebook di una sorta di “diario” del disagio e del virus che non viaggia sulla tratta “canavesana”, ha puntato il dito sugli autobus messi a disposizione da Trenitalia, definiti un vero e proprio spreco di denaro pubblico.
“Arrivano con 20 minuti di ritardo - ha stigmatizzato - Si tratta di una soluzione attuata per non risolvere alcunchè.Devono entrare in campo le Istituzioni del territorio, in primis Ivrea che è il Comune più importante...”.
Non sarà un pendolare ma anche il grillino Massimo Fresc, quando ha visto le foto pubblicate da questo e altri giornali, s’è scandalizzato.“In consiglio comunale ne avevamo già parlato - ha sottolinenato - Si disse che non appena si sarebbe insediata la nuova giunta valdostana si sarebbe aperto il confronto....”
E’ seguito un appello all’assessore Giuliano Balzola: “Ho visto che per il parco automezzi ha saputo prendere una posizione vigorosa.Anche su questo io penso si possano prendere provvedimenti altrettanto vigorosi. Alziamo le voce. La ferrovia è un problema vitale per la nostra città...”.
Tirato per la giacchetta Balzola ha ammesso il problema.
“Cinque vagoni non erano sufficienti anche prima della pandemia - ha concordato - La Valle d’Aosta fa viaggiare i bimodali per evitare la rottura di carico....”.
E poi sempre Balzola sugli autobus che non sono attrattivi e sul lavoro svolto in questi mesi per chiedere con forza un cambio di passo.“L’assessore regionale piemontese mi ha mandato una nota sui passi compiuti, ma in questo momento manca l’assessore regionale valdostano...”, ha concluso.
La mozione è stata approvata all’unanimità. Quindi è fatta. Ivrea dichiara guerra alla Valle d’Aosta. Adesso ci vogliono le trubbe
“Sarà fondamentale un’azione territoriale. E’ necessario fare massa critica e suggerisco lo strumento dell’Area Omogenea...”, è stato il suggerimento del consigliere comunale Francesco Comotto.
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