Nello scorso mese di febbraio, a Ivrea, le Pm10 hanno superato il limite massimo di 50 microgrammi al metro cubo per sette giorni consecutivi. E sono state, giusto per dare qualche dato in più, 58 microgrammi il 18 febbraio, ben 64 il 19 febbraio. E poi 59 il 20 febbraio e addirittura 80 il 21 e il 24 febbraio.
Non va meglio con le Pm 2,5 che a loro volta non dovrebbero superare i 25 microgrammi. Sempre a gennaio e a febbraio questo limite è stato superato una ventina di volte con un super inquinamento, anche in questo caso, nelmese di febbraio.
Si dirà - non c’è davvero nulla di cui gioire - che si è ben al di sotto del livello di guardia e dei 35 sforamenti all’anno consentiti.
Il puntoè che a Ivrea, si erano presi degli impegni precisi con il consiglio comunale, a tutt’oggi inevasi.
E’ vero che la centralina di Viale Liberazione è stata implementata e ammodernata ed ora risulta attiva e funzionante ma il 15 ottobre del 2018 la giunta, e più nello specifico l’assessore “di Crescentino” Giuliano Balzola promise di“ridurre l’inquinamento in città” e risolvere, una volta per tutte, il problema del traffico intorno alla rotonda di Porta Vercelli e in piazza Balla. Non in ultima di attivare un servizio di informazione, in tempo reale,dei dati provenienti dalle centraline di rilevamento sul sito internet del Comune o con appositi pannelli digitali,dandovita ad un confronto con l’ARPA su tematiche ambientali e di salvaguardia della salute dei cittadini.
Cos’è successo da allora?
Ve lo diciamo noi: un bel cavolo di nulla, a parte la centralina di viale della liberazione, s’intende. Nulla di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire.
“Giurin giuretto” il Sindaco e la Giunta avevano anche anticipato di voler affidare ad una società specializzata un incaricoper un Piano sulla Mobilità.
Anche di questo si è peraltro discusso in un recente consiglio comunale grazie ad una mozione limpida come l’acqua e firmata dal grillino Massimo Fresc e da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea.
“Il traffico – aveva stigmatizzato Comotto – è sempre più congestionato. In corso Massimo l’aria è irrespirabile. La salute dei cittadini, con particolare riguardo alle fasce più deboli, deve essere una delle priorità della Pubblica Amministrazione… Chissà cosa respirano i bambini all’altezza del tubo di scappamento. Mettiamoci la mano sulla coscienza e al portafoglio”.
C’è da aggiungere che, da quando la centralina di Viale Liberazione è stata riattivata, non sono più stati comunicati con la sufficiente evidenza gli sforamenti di PM10 e/o altri inquinanti.
“Fatto salvo il periodo del lockdown – avevano insistito Fresc e Comotto – il traffico è ripreso con la stessa intensità di prima e code molto lunghe agli ingressi in città…”.
Altro capitolo: le piste ciclabili. “Almeno proviamoci…” aveva quasi urlato Comotto anche perchè – come si sa – gli investimenti, mortali, di ciclisti e pedoni sono in aumento.
Da qui la richiesta di cambiare passo, eventualmente affrontando i problemi sul tappeto prima della brutta stagione nell’ambito della commissioni Trasporti, Ambiente e Salute.
La verità?
L’aveva detta tutta Massimo Fresc.“Quella del 2018 è una delle tante mozioni approvate all’unanimità e poi di fatto poco o per nulla attuate. Ricordo che le mozioni hanno un intento propositivo… Le mozioni bisogna avere voglia di applicarle. Se non vengono attuate il discredito ricade su tutto il consiglio comunale. E vale la pena chiedersi se vale la pena perdere del tempo a scriverle. Se la maggioranza non ci crede, perchè le vota? Ci vorrebbe un registro delle emozioni, in modo da esercitare una sorta di controllo…”Fresc avevapoi ricordato – e nessuno se lo è scordato –di quando il consigliere comunale Anna Bono aveva messo in dubbio il fattore umano nel riscaldamento globale…
Incredibile la risposta di Bono: “Capisco che ci sarebbe la speranza che si realizzino tutti gli impegni presi ma non si può dire che non si stia facendo nulla e non tenere conto di alcune cose fatte. I dati sono disponibili sul sito Arpa e chi non possiede un pc può chiamare l’ufficio ambiente. Una parte di questi rimproveri non sono meritati. Abbiamo speso 36 mila euro per ammodernare la centralina. Un investimento che ha fatto solo Ivrea…”.
In coda l’assessore Michele Cafarelli aveva sostenuto che il piano della mobilità non si può fare perchè deve essere in sintonia con quello provinciale.
Morale? Qualcuno ci sa dire qual è? Possibile che di fronte all’inquinamento e al traffico l’unica cosa che ci resta da fare sia alzare le braccia al cielo... Possibile che la giunta non senta il bisogno di occuparsene?
Liborio La Mattina
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