Probabilmente qualcuno deve aver detto loro di comunicare di più senza spiegare modi e tempi. Non fosse così non si spiegherebbe la gran fotta che l’Amministrazione comunale ha nel raccontare cose, progetti, idee, sogni, programmi, investimenti, fumo e poco arrosto.
Ma andiamo per ordine...
Correva il novembre del 2019 e Renato Lavarini, sulle pagine della Sentinella del Canavasecomunicava la presa in carico dei locali del Visitor Center Unesco entro la metà di dicembre nientepopodimeno che alla Ico. La cosa sembrava quasi fatta ma seguì il silenzio più totale.
Se ne ritornava a parlare il2 aprile con il sindaco Stefano Sertoli, che, felice come una “cocorita”, annunciava l’apertura del Visitor’s Center di via Jervis, fissando addirittura una data: il 7 giugno in occasione del secondo anniversario dall’inaugurazione della Targa Unesco. Lasciamo perdere il coraggio e la gran bella faccia tosta nel considerarlo un “anniversario”.
Finito aprile, arrivava maggio e sempre con il megafono in mano, il “nostro” spostava l’appuntamento a fine giugno, mettendoci addirittura la faccia in consiglio comunale.
Non c’è il due senza il tre, eil tre senza il quattro, nei giorni scorsi (lo abbiamo letto da qualche parte, eheh...) si è già arrivati a luglio e. anche in questo caso. per festeggiare qualcosa: il terzo anniversariodel riconoscimento Unesco di Ivrea avvenuto il 1° luglio del 2018 a Manama.
C’è chi giura (e non sono pochi) che a luglio si sposterà tutto a settembre per far coincidere la festa con la ripresa delle attività.
In ogni caso l’inaugurazione già si sa che sarà farlocca, considerando che ancora non si conoscono modi e tempi per riempire quegli uffici di cose e di persone.
Sfogliando l’albo pretorio di atti ufficiali ne abbiamo trovati solamente due.
Una delibera di giuntadel 30 marzo 2021 (campa cavallo) con cui la società ICONA Sr.l. facendosi carico degli adeguamenti funzionali e di legge, ha concesso al Comune di Ivrea di disporre gratuitamente dei locali dell’ex Consiglio di Fabbrica, collocati nell’edificio del II Ampliamento delle Officine ICO al civico 11.Segue l’11 maggio scorso la stipula del contratto vero e proprio.
Risale invece al 27 maggio la determina attraverso cuisi è affidata l’ideazione grafica dell’allestimentoalla ditta individuale “Elisabetta Pozzo” per un importo pari a14.579,42.
Finita qui? A meno che non si sia deciso qualcosa nella notte, ci sa tanto di sì.
E manca ancora l’affidamento delle opere di allestimento vero e proprio e pure l’acquisto degli arredi. Insomma è ancora tutto tremendamente in un limbo.
In totale, comunque, vai a capire nel giugno di quale anno, si inaugureranno tre stanze per un totale di 100 metri, affacciate su via Jervis e sugli ex servizi sociali di Figini e Pollini. .
Il punto informativo garantirà l’accoglienza del pubblico presentando le informazioni sugli itinerari culturali proposti dal Sito.
Sarà allestito un bookshop dove si manterranno gli arredamenti (restaurati) originali, alcuni dei quali inglobati in una mostra permanente.
E poi pannelli, grafiche sviluppate sul pensiero Olivettiano, un totem in grado di trasmettere su Sartpohne informazioni turistiche in wifi con uno degli applicativi sviluppati per Smart Ivrea.
Per l’allestimento (che dovrebbe essere affidato a Sharing Idea di Torino) il Comune potrà contare sui soldi (20 mila euro) vinti partecipando ad un bando diCRT a cui ne aggiungerà altri 20 mila euro.
Tra le giustificazioni ai ritardi una fa riferimento ai luoghi messi a disposizione e, in verità, all’inizio si era parlato del corridoio lungo il “Salone dei Duemila” dove però per la fine dei lavori si prevedono non meno di due anni. Se ne era parlato non tanto a sproposito considerando che l’area individuata era stata indicata anche nel piano industriale.
A bocciare questa localizzazionesarebbe stata l’Archistar Cino Zucchi in persona a cui è stata affidata la rigenerazione della fabbrica di mattoni rossi, del primo, del secondo e del terzo ampliamento Ico. Il condizionale è d’obbligo considerando che non son note le motivazione ed è fuor di discussione che lo si riesca a contattare telefonicamente per chiedergliele.
Epperò c’è una novità e riguarda la gestione del servizio fino al 31 dicembre. Per il momento non si farà alcun bando. L’Amministrazione ha infatti deciso di affidarlo “temporaneamente” a TurismoTorino che attraverso un protocollo d’intesa (scadenza a fine anno) già si occupa di “garantire la fruizionedel Museo Garda e del Maam. Nei giorni scorsi si è praticamente fatta una integrazione all’accordo che costerà alle casse comunali 20 mila euro tondi tondi in più, vale a dire una parte dei 70 mila euro assegnati dal Ministero per i beni e le attività cultura.
A Turismo Torino si è chiestodi aprire il sabato, la domenica e tutte le volte che sarà in programma una visita ma anche di coordinare guide e gruppi perchè è da qui che partiranno i giri turistici.
E dire che si erano fatti avanti i volontari della Fondazione Natale Cappelaro, ma (pare di capire) l’Amministrazione, di loro, non si fida più di tanto.
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