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IVREA. L’accusa di Fresc e di Comotto: “Il parco dei 5 laghi non è al centro del dibattito”

IVREA. L’accusa di Fresc e di Comotto: “Il parco dei 5 laghi non è al centro del dibattito”

Ivrea Polveriera

E si ritorna, con la terza mozione consecutiva (cui si aggiungono due interpellanze) a parlare del Parco dei 5 laghi. Al consiglio comunale di mercoledì scorso Francesco Comotto e Massimo Fresc hanno chiesto al sindaco, per l’ennesima volta, di mettere in piedi prima che si può una video conferenza aperta a tutta la cittadinanza per informarla sul “Dossier di Candidatura”, sulle caratteristiche del nascituro Parco, sull’iter procedurale, sulle opportunità e criticità che potrebbero configurarsi e sul  percorso attivato con il progetto LUIGI. Quindi anche di organizzare, quando la pandemia terminerà, un incontro pubblico vero e proprio presso il Parco della Polveriera con tavoli tematici tra professionisti, associazioni e cittadini residenti. “C’è un problema – ha sottolineato il grillino Massimo Fresc  – le precedenti mozioni non hanno avuto fortuna. Si è infatti giunti all’approvazione del dossier senza aver garantito una sufficiente partecipazione dei cittadini, delle associazioni e dei proprietari degli immobili e dei terreni compresi all’interno dei confini. Noi  pensiamo che il parco sia strategico e possa avere un futuro anche livello turistico ma c’è tanto lavoro ancora da fare. L’impressione è che non sia al centro del dibattito come meriterebbe. Il parco si estende su un’area densamente abitata e sarà quindi necessario, ascoltando chi vi risiede e svolge le proprie attività, differenziare le normative mitigando e differenziando i vincoli in relazione alle diverse esigenze. Peraltro in tutti i documenti approvati dal Consiglio Comunale si sottolinea l’importanza di coinvolgere in una partecipazione attiva i cittadini e le Associazioni al fine di creare un progetto realmente condiviso… Non trasformiamo il parco in una palla al piede anzichè in una risorsa...”. Si dice in attesa che la Regione concluda l’iter il consigliere comunale Donato Malpede che siede (in rappresentanza di Ivrea) nel gruppo di lavoro presieduto dalla Città Metropolitana. “Volevo organizzare una riunione ma la Città Metropolitana me lo ha vietato. Ribadisco che la sede del parco alla Polveriera non è mai stata messa in discussione e che di progetti ce ne sono tanti e sono in via di elaborazione...”. Una risposta piccata, talmente piccata da indurre il consigliere comunale Francesco Comotto a concentrarsi sulle grandi enunciazioni di principio e su una “partecipazione” che poi, stringi stringi, non c’è mai. “Ci si aspetterebbe - ha sottolineato Comotto - che il rappresentante ci mettesse a disposizione tutto quel che ha e di far conoscere alla popolazione quel che si è fatto anche nell’interesse di chi governa la città... Per quale motivo dobbiamo aspettare che il parco sia costituito prima di iniziare una fase progettuale nostra?” E per chi se lo fosse perso, il Protocollo d’Intesa finalizzato all’istituzione del Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea è stato approvato nel 2019 dai Consigli Comunali di Ivrea, Chiaverano, Montalto Dora, Cascinette e Borgofranco. Il 24 settembre 2019 la Consigliera metropolitana Barbara Azzarà e i Sindaci dei cinque comuni hanno formalizzato la costituzione di un gruppo di lavoro. Infine a Ivrea l’8  luglio del 2020 il consiglio ha approvato il dossier di candidatura. Nei prossimi mesi la Regione Piemonte provvederà all’approvazione della legge istitutiva del “Parco”, lo stesso entrerà a pieno titolo nella Rete Ecologica Regionale, nel Sistema Regionale delle Aree Protette del Piemonte e nel Sistema delle Aree Protette gestite dalla Città metropolitana. “I nostri Gruppi Consiliari – hanno concluso Fresc e Comotto chiedondo all’Amministrazione di cambiare direzione – hanno seguito in modo costante le attività della Commissione Assetto del Territorio, i tavoli tematici organizzati sul Piano Regolatore e gli eventi organizzati dalla Città Metropolitana legati al Progetto LUIGI, abbiamo quindi potuto notare che il ruolo che le associazioni, i residenti, i professionisti, gli imprenditori hanno svolto è stato debole ed inadeguato. Non c’è stata sufficiente partecipazione e in città la maggioranza dei cittadini non è mai stata informata nè coinvolta...”.
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